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Riparte Paltacréa: la residenza artistica che interroga il paesaggio e le comunità della Brianza

Se si pensa alla Brianza, l’immaginario collettivo evoca immediatamente una forte stratificazione produttiva, una fitta rete industriale e rapide trasformazioni ambientali e sociali. Ma cosa succede quando questo specifico territorio diventa il campo di un’indagine artistica transdisciplinare, capace di scavarne le memorie e farne emergere le contraddizioni?

Nel saggio Estetica relazionale (1998) il critico Nicolas Bourriaud teorizzava un’arte capace di abbandonare l’oggetto monumentale per farsi “interazione umana e contesto sociale”. Un dispositivo d’incontro che trova il suo senso profondo solo nella comunità che lo abita. Sembra muoversi su questi passi Paltacréa, un inedito progetto di residenza artistica e ricerca partecipata che prende il via dal 22 al 26 maggio, per poi tornare a configurarsi sul territorio dal 10 al 12 luglio 2026. Ideata dall’Associazione Paltacréa APS, l’iniziativa vede collaborare artisti e una costellazione studenti e le studentesse dell’Accademia di Belle Arti di Brera.

Il progetto nasce da un’esigenza precisa e condivisa dai giovani artisti: quella di evadere dalle aule accademiche e superare il rigido confine del white cube museale tradizionale per misurarsi direttamente con un contesto vivo, pubblico e relazionale. L’obiettivo non è affatto produrre una narrazione nostalgica o puramente celebrativa del passato, ma utilizzarlo come Keyserling per provare a immaginare un futuro diverso, stimolando una partecipazione attiva che non si limiti alla semplice fruizione culturale.

In un’area geografica in cui la letteratura locale è spesso confinata a studi di taglio demografico e sociologico, Paltacréa sceglie di far raccontare il territorio da sé stesso, attraverso l’esperienza diretta, l’ascolto e l’incontro con la materia, nella profonda convinzione che il senso di consapevolezza si acquisisca sul campo e non attraverso i libri.
Il cuore della ricerca batterà tra i comuni di Briosco, Inverigo e le aree limitrofe, dove i partecipanti abiteranno contesti estremamente eterogenei: dai siti legati alla biodiversità ai mulini, dalle fabbriche ai cimiteri, fino alla Fornace Artistica Riva a Briosco, l’ultima testimone attiva di una tradizione secolare che un tempo contava ben otto fornaci sul territorio.

Il ricco public program chiamerà a raccolta l’intera cittadinanza attraverso un fitto calendario di appuntamenti che comprendono giornate di esplorazione del paesaggio, passeggiate narrative, momenti conviviali, osservazioni astronomiche e azioni collettive. Questo percorso condiviso culminerà, nel mese di luglio, in un potente atto simbolico e materico: l’accensione di un forno ceramico sperimentale che prenderà vita durante la Sagra del Cotto Artistico.

Guidato da un team organizzativo a direzione orizzontale e interdisciplinare – che unisce le competenze di Anna Villa, Emma Dotti, Leo Cogliati, Benedetta Repetto, Giacomo Scapin, Camilla Chiari, Lucia Koreia Ciusa e Aurora Giancarli Gnucci – e sostenuto da una fittissima rete di patrocini, collaborazioni e partner locali, Paltacréa dimostra come l’arte contemporanea possa rinunciare all’autoreferenzialità per trasformarsi in uno strumento politico e relazionale fondamentale per abitare, comprendere e reinventare il nostro presente.

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