Tàpies incontra Pendleton da Alfonso Artiaco

La galleria Alfonso Artiaco ha inaugurato la mostra Adam Pendleton + Antoni Tàpies. Nei spazi di Piazza dei Martiri, un tempo di Lucio Amelio, si confrontano due figure emblematiche della propria epoca, per quanto distanti anagraficamente. Il titolo già suggerisce che non si tratta di una doppia personale ma di una esposizione che mette in scena un rapporto intenso tra i lavori dei due artisti.

Allestita con chiarezza e ritmo minimale, le opere del grande maestro dell’informale sono accostate a quelle dell’artista statunitense che definì la sua ricerca nel 2008 come Black Dada. Il gioco delle attribuzioni in un tale contesto porta a trovare punti comuni. Consente di vedere con una prospettiva storica e storiografica quanto la produzione di quel “cosmopolita catalano” continui a riservare forza e espressività, e a confermare che il lavoro di Pendleton sia inserito in un contesto di nobile affiliazione.

Tàpies e Pendleton dirigono la loro attenzione sulla superficie della tela, della carta con rigore ma con indubbia energia espressiva. Usano la stratificazione di elementi e di materia per sfidare le regole della visione, dosano con sapienza vuoto e pieno al fine di mettere in tensione la ricezione del fruitore. Il ricorso a graffi, graffiti, una parca cromia non possono fare dimenticare che esiste per entrambi un “engagement”, un forte richiamo alla posizione dell’artista, al valore anche “politico” o semplicemente etico del suo operare, laddove ciò che è ricercato è la liberazione del singolo.

I lavori dei due si susseguono, uno accostato all’altro in un piacevole gioco prospettico. Neri assoluti e terre, croci, scritte, bianchi immacolati, graffi, e polveri, cadenzano la visione. Si possono riscontrare le caratterizzazioni peculiari di ognuno, l’appartenenza a estetiche di movimenti ampi o coniati ex novo, come nel caso di Black Dada. Forse però ciò che è più rilevante qui è percepire come l’originalità dei singoli, confermi che la pratica artistica eccede e di molto le definizioni e categorizzazioni. Così Pendleton sancisce se ci fosse ulteriore necessità di un tale ragionamento che il lavoro di Tàpies va oltre l’informale, e si erge a innovatore fuori del tempo. Parimenti Pendleton controcanto di Tàpies, assume spessore storico da questo raffronto, per l’urgenza della sua pratica, per la forza dell’opera creata, per la sperimentazione continua.

Adam Pendleton + Antoni Tàpies
Galleria Alfonso Artiaco, Napoli
dall’11 maggio al 20 giugno 2026

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Tàpies incontra Pendleton da Alfonso Artiaco

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