home Addii, Anticipazioni, Architettura, Arte e Committenza, Brevissime, Editoriali, Fiere, Fiere, Grandi mostre, Recensioni, Rivista Tullio Pericoli: genesi primitiva di geometrie contemporanee 

Tullio Pericoli: genesi primitiva di geometrie contemporanee 

In Valle Camonica, la mostra Terre Rupestri e Terremobili fonde insieme tre diverse epoche dell’uomo, restituendoci un nuovo modo di leggere la temporalità. Il mistero dei graffiti preistorici, la sacralità della pieve romanica e le sfaccettature del linguaggio contemporaneo  si contaminano a vicenda, sollevando questioni irrisolte e, proprio per questo, necessarie.

Dal 28 marzo al 17 maggio 2026, la Pieve di San Siro a Cemmo di Capo di Ponte (BS) ospita 31 opere di Tullio Pericoli, pittore e illustratore di fama internazionale originario delle Marche. Una parte centrale della sua ricerca artistica ruota attorno al tema della patria e del territorio, che indaga più come un’ esperienza percettiva che come un soggetto di raffigurazione: il paesaggio diventa quindi uno spazio mentale, fatto di identità frammentate e di continue trasformazioni. L’iniziativa, promossa e curata dall’Associazione culturale d’ADA in collaborazione con l’artista, nasce proprio dall’incontro di quest’ultimo con il patrimonio di incisioni rupestri della Valle Camonica, in particolare con quelle della Mappa di Bedolina rinvenuta a Capo di Ponte. Nelle sue Terremobili, Tullio Pericoli si riappropria infatti dell’efficacia e della nitidezza di quei segni primitivi, che scompone e impiega come unità semantiche, proponendo una nuova declinazione per un linguaggio già storicamente denso di significati.

La stratificazione diventa dunque la chiave di lettura dell’intera mostra, sia a livello concettuale che puramente stilistico. L’artista non si limita a stendere il colore sulla tela, ma lo sedimenta, e modula i diversi piani materici solo per poi inciderli e destrutturarli, facendo emergere una superficie scossa da imprevedibili variazioni. Salvatore Settis, autore del saggio critico presente nel catalogo Moebius, lo descrive come un “gesto quasi chirurgico (o archeologico)”, capace di dar vita ad una rete di “solchi, anzi graffiti, vien fatto ora di dire, non meno di quanto lo siano quelli degli ignoti camuni sulle rupi intorno a Cemmo.”. 

Quello di Pericoli non è un semplice atto di valorizzazione: è un vero e proprio processo di risemantizzazione del segno, che affonda le sue radici nella memoria storica e ne riemerge carico di ispirazione. Il risultato è un insieme di opere che si presentano come un campo di colori e di linee in continua tensione, paesaggi che vibrano per intensità materica: sono, appunto, delle Terremobili. La frammentarietà delle forme e il contrasto tra pieni e vuoti suggeriscono che, sotto il fluire apparente della vita, pulsa un nucleo di disordine e di conflitto latente. La realtà contemporanea sembra trovare il proprio riflesso più vero in un territorio fatto di case divelte e di strade senza uscita, in una dimensione che costringe a misurarsi con l’ambiguità del nostro mondo.

Questo dialogo di sguardi si apre nella quiete della Pieve di San Siro, dove l’opera dell’uomo si innesta nella roccia della montagna sovrastante. Una chiesa nuda, rigorosa, che non chiede di essere vestita, ma semplicemente rivelata: l’allestimento essenziale ne tutela la sacralità, mentre i fasci di luce sulle opere creano dei chiaroscuri che animano lo spazio della navata. Terre rupestri e Terremobili è una mostra intima e allo stesso tempo erede di un’eco millenaria, capace di coniugare al presente una delle pagine più intense della storia lombarda.

Tullio Pericoli
Terre rupestri e Terremobili
Cemmo di Capo di Ponte (BS), Pieve di San Siro (via Pieve di San Siro)
28 marzo – 17 maggio 2026

Leggi l’intero articolo su segnonline.it

Tullio Pericoli: genesi primitiva di geometrie contemporanee 

About The Author