home Addii, Anticipazioni, Architettura, Arte e Committenza, Brevissime, Editoriali, Fiere, Fiere, Grandi mostre, Recensioni, Rivista Un altro Novecento. Opere su carta dalle collezioni della GAM.

Un altro Novecento. Opere su carta dalle collezioni della GAM.

La mostra deriva da un progetto finalizzato a favorire il dialogo tra i vari settori del museo, un modello dedicato alla sperimentazione di un format che collega tutti gli elementi del Museo Civico d’Arte Moderna e Contemporanea della GAM attraverso una serie di incontri dedicati a relazioni che rappresentano diversi aspetti dell’opera d’arte, della creazione e dell’esposizione.

La Quarta Risonanza si concentra sul tema del disegno, preceduta da un primo appuntamento costruito sul tema della relazione tra luce, colore e tempo, dal secondo sui ritmi e le strutture e dal terzo sul sogno, sull’incanto e sull’inquietudine. Questo quarto appuntamento si sviluppa sul tema e sulle espressioni storico-artistiche del disegno, del segno e del tratto, come elementi fondamentali del processo creativo e azioni originarie del pensiero artistico. In questo senso la carta, come primo supporto di sperimentazione, assume una centralità che lascia spazio autonomo all’intuizione.

Un altro Novecento attraversa la storia dell’arte del XX secolo e riunisce in un’unica imponente raccolta un patrimonio che sottolinea l’importanza della valorizzazione delle opere, del processo e della necessità di interventi di restauro, in cui la GAM si è impegnata in modo attivo e fondamentale. Manifestando la volontà di conservazione e di restituzione al pubblico di una selezione estremamente ampia, la mostra espone oltre 600 disegni, incisioni, acquerelli e dipinti provenienti dalle raccolte del museo, una raccolta nata dall’intento di uno studio molto accurato della collezione che ha poi trovato espressione nella costruzione tematica della Quarta Risonanza. Il nucleo esposto in “Un altro Novecento” nasce infatti per corroborare i nuclei già presenti e approfondire la relazione tra il disegno e l’opera finita: una manifestazione di interesse che riguarda l’opera compiuta e, allo stesso modo, l’ontogenesi del processo creativo.
La collezione esposta raccoglie numerose e eterogenee acquisizioni di appartenenza sia pubblica che privata, ordinate in ventuno sale cronologicamente allestite, in modo che le opere possano dialogare tra loro per vicinanze analogiche tra segni e  temi, e altre scelte appositamente per una congiunzione di affinità elettive, colte dall’attenzione dei curatori.
“Un altro Novecento” racconta un secolo che, manifestando una grande varietà di espressioni e correnti artistiche, evidenzia l’importanza di qualcosa di forse meno noto, ma non meno fondamentale: un dialogo nato raccogliendo le origini delle discipline cardine, costruito in un apparato che è stato fondamento dell’opera compiuta. In questa esposizione, la natura più intima della creazione si eleva nell’importanza dell’elaborazione personale che l’artista inaugura nell’azione artistica, un’azione che è intima elaborazione personale, conferendo al primo gesto l’importanza di un’opera primaria più che intimista. Così, l’iniziale gesto di impressione che trova matrice nella carta, raccoglie in sé la sensibilità del primo pensiero. Da qui la carta si libera da una posizione di margine e accoglie lo spazio ambientale per azionare operazioni grandiose, origini del punto primo di quelle espressioni che hanno dominato la storia dell’arte, rivoluzionando un secolo intero.
Il percorso artistico si articola in sale che attraversano le principali stagioni artistiche del Novecento: trenta fogli di Lucio Fontana e un cospicuo insieme di lavori su carta di Giorgio Morandi spiccano in un percorso che si apre con le atmosfere simboliste di Leonardo Bistolfi e Medardo Rosso, estendendosi poi nell’espressionismo di Max Beckmann, il dadaismo di Max Ernst per accogliere un ampio spazio dedicato all’avanguardia italiana di Giacomo Balla e Umberto Boccioni, Felice Casorati e Luigi Spazzapan.
E poi le visioni notturne di Mario Sironi e Arturo Martini, fino al lato più visionario del disegno con le opere di Carol Rama e Mino Maccari. Si unisce a loro un importante trittico di Robert Rauschenberg, oggetto di un intervento di restauro e restituito alla fruizione pubblica.
Importanti esempi del disegno contemporaneo sono rappresentate dalle opere di Mario Merz e Giuseppe Penone per concludere il percorso con “Predisposti ad un capolavoro cosmico” di Eliseo Mattiacci che conferma la declinazione più sperimentale possibile del supporto cartaceo e aprendo, metaforicamente, il viaggio di “Un altro Novecento” verso prospettive larghe che nascono dal gesto primo, per rivisitarlo poi come azione esplosiva, carica di una grandezza che si apre a prospettiva infinita.

Lungo il percorso si colloca una sala dedicata all’“intruso”, protagonista della Quarta Risonanza.
L’“intruso”, presente in ogni appuntamento delle Risonanze, è un artista o curatore invitato a dialogare con le collezioni della GAM, decisiva nel processo di riallestimento, scelto e coinvolto per introdurre una deviazione pensata come revisione del punto di vista storico.
Pesce Khete, l’“intruso” scelto, è elemento dotato di equilibrio proprio, invitato a reindirizzare lo sguardo dalla prospettiva cronologica verso quella di un contrappunto ritmico dell’organizzazione espositiva.
Khete sceglie il supporto cartaceo come materia prima dell’azione e della sua espressione artistica. La carta è ancora qui protagonista di un processo che si espande per accumulo, fusione e aggregazione e altra carta viene assemblata a quella già disponibile. È evidente la centralità del supporto ma anche il bisogno dell’espansione di un tratto e di un segno che ricercano e hanno bisogno di sempre ulteriore spazio, incontenibili nello sviluppo.
Khete sceglie di dedicarsi al disegno abbandonando le preoccupazioni teoriche, filtrando dalla storia dell’arte un gesto che sia sedimentazione dell’imponente tradizione storica del percorso, proponendo un intervallo nell’ordine cronologico e creando un vuoto sintetico: intervallo, ma anche punto di sosta e riflessione.
L’”intruso” della Quarta Risonanza raccoglie così l’eredità del Novecento e, in un approccio fluido, libero, centrato sul supporto cartaceo, parte da qui per poi lasciare una domanda aperta: cosa rimane di quello che è stato e cosa può ancora essere detto?

L’appuntamento di Quarta Risonanza, “Un altro Novecento, opere su carta della collezione della GAM” è una proposta poderosa che si inserisce in un programma più ampio centrato sulla restituzione al pubblico e sulla valorizzazione di opere storicizzate e inedite, impegnandosi in una responsabilità civica consolidata e cardinale.
La mostra è stata realizzata con il contributo di Consulta di Torino e Fondazione Guido e Ettore De Fornaris per le opere di restauro e di Allemandi e Fondazione Arte CRT per il catalogo sulla mostra.

A cura di Fabio Cafagna e Elena Volpato

Leggi l’intero articolo su segnonline.it

Un altro Novecento. Opere su carta dalle collezioni della GAM.

About The Author