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Visione territoriale e Interferences di Gianluigi Colin alla Fortezza Borbonica di Civitella del Tronto

È alle porte l’inaugurazione della doppia esposizione, l’atteso appuntamento alla Fortezza Borbonica di di Civitella del Tronto (TE), che negli ultimi anni anima l’estate abruzzese, portando all’attenzione del pubblico temi e ricerche fra gli artisti più interessanti del panorama internazionale dell’arte. Visione Terriroriale è la mostra, parte del progetto espositivo VISIONI 2014 e curata da Giacinto Di Pietrantonio che dopo la scorsa edizione Visione animale, dedicata a opere che avevano per tema animali sia reali sia fantastici e il nostro rapporto con loro, quest’anno pone l’attenzione su una delle tradizioni più antiche del territorio abruzzese: la ceramica di Castelli. Un materiale antico e denso di significato ,presente come esperienza territoriale sia nella dimensione domestica sia in quella artistica. Partendo dal coinvolgimento dell’Istituto di Castelli F. A. Grue e delle maestranze locali, gli artisti Gabriele Di Matteo, Anna Galtarossa, Daniel Gonzàlez, Mark Kostabi, Ugo La Pietra, Alfredo Pirri, Luca Rossi, Matteo Rubbi, Giuseppe Stampone, Vedovamazzei hanno progettato e concepito proprio e appositamente delle opere in ceramica. La scuola ceramista di Castelli non ha mai smesso di tramandare la sapiente tecnica di lavorazione in maniera autentica, né tanto meno di attirare l’attenzione degli artisti contemporanei, tuttavia spesso si è creato un divario tra linguaggio della tradizionale e linguaggio contemporaneo. Un divario che questa esposizione tenta di superare, guardando al territorio e alle sue tradizioni come a una presenza viva e capace di costituire una possibilità di linguaggio che partendo dal locale ha la forza di rivolgersi all’internazionalità. Visione territoriale è anche al contempo l’occasione per una riflessione circa l’importanza della fase progettuale del lavoro dell’artista e del metodo di ricerca delle forme, dei materiali e delle tecniche che la tradizione di questo territorio offre come fucina culturale in divenire. L’aspetto educativo e quello formativo si fondono dunque con la necessità di recuperare una “visione del territorio” il più possibile attenta alla tradizione in senso contemporaneo, fino a diventare visione del mondo. Così, la retorica della riproduzione per la rimessa in opera di una scomparsa scultura di Jackson Pollock di Gabriele Di Matteo; i totem giocosi e pelosi volti a rinsaldare il divario tra cultura artigianale ed artistica, spirito e materia di Anna Galtarossa; le immagini ironico-celebrative e ecologiche di Daniel Gonzàlez; l’incontro tra progettualità e artigianato nelle sculture-architetture-nature di Ugo La Pietra; le figure senza volto e tempo di sapore metafisico contemporaneo di Mark Kostabi; la progettualità spaziale di utopiche città fatte di semplici mattoni forati da costruzione, nobilitati dalla colorazione bianca esternamente e fluorescente all’interno di Alfredo Pirri; gli interventi di relazione con lo spazio di internet di Luca Rossi; i luoghi-non luoghi, ovvero le isole vicine e lontane di Matteo Rubbi; l’educazione globale che ci restituisce la molteplicità spaziale-sintetica di New York di Giuseppe Stampone; la forma di vecchi materassi sovrapposti di Vedovamazzei: assumono tutti una nuova forma attraverso la ceramica progettata appositamente per gli ambienti della Fortezza.

Gianluigi Colin, Interferences, a cura di Umberto Palestini, è invece la mostra dedicata all’artista e art director del “Corriere della Sera”. La mostra costituisce un evento unico poiché l’artista presenterà un progetto site-specific sviluppato attraverso l’interazione tra diversi linguaggi, quali la fotografia, l’installazione, il video e i multimedia. Colin descrive il “caos” dell’ambiente redazionale continuamente bombardato da immagini provenienti, in tempo reale, da tutto il mondo. Come ulteriore sviluppo della personale tenuta recentemente dall’artista al museo di Pordenone intitolata Caos Apparente, Colin riflette sulle interferenze che intaccano alcune immagini durante il processo di trasmissione, impedendone una visualizzazione corretta e completa. Così, la vita di queste immagini destinate a subire una metamorfosi cibernetica e repentina, diventano oggetto della sua poetica attraverso un’intervento multimediale che riproduce una sequenza di foto e video dal sapore randomico e quasi ossessivo. La legge universale della derivazione dell’ordine dal caos, si riflette nella realtà visiva di Colin. Infatti, il passaggio dal caos all’ordine avviene nel momento di selezione delle immagini destinate alla stampa del quotidiano. Le opere di Colin si appropriano di alcuni spazi della Fortezza di Civitella del Tronto aprendo multiple finestre sul mondo e sulla rappresentazione di esso. Colin accoglie i visitatori in una realtà fatta di foreste di simboli e architetture estetiche dai molteplici valori espressivi, svelando i sottili meccanismi della comunicazione.

L’evento è promosso dall’Associazione Culturale Naca Arte e dalla Fondazione Fortezza Abruzzo nell’ambito del progetto espositivo VISIONI 2014. Appuntamento del circuito espositivo ARTE IN CENTRO- Cultura contemporanea nei borghi e nelle città, il neonato network per l’arte contemporanea che quest’anno mette in rete e connette diverse realtà cittadine fra le Marche e l’Abruzzo. 7 sono i comuni coinvolti: Atri, Castelbasso, Civitella del Tronto, Loreto Aprutino, Pescara, Teramo e Ascoli Piceno, dove durante l’estate si alterneranno mostre ed eventi rivolti alla cultura contemporanea.

Inaugurazione 5 luglio 2014. Aperto al pubblico dal 6 luglio al 28 settembre 2014 presso la Fortezza Borbonica di Civitella del Tronto (TE).

Info: info@naca-arte.it; mob. +39 333 123 08 17 / +39 320 842 45 40; www.fortezzadicivitella.it

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