Il ricollegamento con la sfera del sacro attraverso l’arte contemporanea, l’anelito verso i mondi immateriali dell’invisibile e la tensione verso la dimensione universale archetipica, in contrasto con la precarietà esistenziale e alla perdita del centro dell’attuale “società liquida” preconizzata da Bauman, permeano la poiesis di Bruno Ceccobelli (Montecastello di Vibio, Perugia – 1952, vive e lavora a Todi). L’artista, che si esprime attraverso i linguaggi della pittura e della scultura – secondo una poetica permeata da un complesso simbolismo risultante dal sincretismo tra teosofia, alchimia e tradizioni filosofiche orientali – è protagonista dell’esposizione Vi trovo Vitruvio, in corso a Fano, in due sedi diverse: Palazzo Bracci Pagani e Pinacoteca San Domenico. La mostra, organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, è a cura di Lorenzo Fiorucci, storico e critico d’arte, e di Carlo Bruscia, direttore artistico di Palazzo Bracci Pagani. Il percorso espositivo si snoda in un’ampia installazione, posta sull’altare della Pinacoteca San Domenico (che è un’ex-chiesa) e da un’accurata selezione di opere allestite negli spazi di Palazzo Bracci-Pagani, dove è stato presentato, nel corso dell’inaugurazione che si è tenuta lo scorso 13 giugno, il filmato dal titolo: Bruno Ceccobelli: un Teosofo materico, a cura di Giovanni Lani.


Il titolo della mostra testimonia il legame di Ceccobelli con l’antichità classica greca e romana, e in particolare con il pensiero di Vitruvio, padre dell’architettura occidentale riscoperto nell’ambito dell’Umanesimo per celebrare l’armonia cosmica e la centralità dell’uomo nell’universo. Come chiarisce il curatore Lorenzo Fiorucci: “Le opere di Ceccobelli non si limitano a occupare uno spazio espositivo, ma attivano un percorso interiore che richiama proprio quell’idea vitruviana di armonia tra proporzione, spiritualità e costruzione dell’uomo”. “Attraverso simboli, porte, segni e materiali rigenerati – sottolinea il critico – l’artista restituisce all’arte una funzione conoscitiva e quasi iniziatica, trasformando la mostra in un attraversamento della memoria e della coscienza”.
Secondo Bruno Ceccobelli, annoverato tra gli esponenti tra gli esponenti di spicco della Nuova Scuola Romana e già allievo di Toti Scialoja, l’arte è scevra dai condizionamenti del tempo lineare, ma segue la temporalità circolare dei cicli naturali e dell’ordine cosmico. “Priva di radici accertabili – precisa l’artista – sganciata dalla sequenzialità di un prima e un dopo, l’opera d’arte abbatte le barriere del tempo e ci proietta in uno spazio estraneo al progresso”. “L’arte – chiarisce Ceccobelli – non evolve, non procede per via di un lineare sviluppo temporale ma appare solo capace di introdurre all’improvviso novità di cui non c’era sentore in precedenza, come le Avanguardie”.
La mostra, a ingresso libero, è visitabile fino al 6 settembre. Orari: giovedì, venerdì e domenica ore 21-23. Sabato ore 17.30-19.30 e 21-23. Info: tel. 0721.802885; mail: 0721.802885;
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