Dove ci infileremo tutta questa bellezza?

La settimana di “Segno” comincia con una riflessione sulla “Bellezza” di Dario Orphée La Mendola: una provocazione o una rassegnata consapevolezza sul “cattivo gusto” che ci circonda e quel “capovolgimento immanente” che, teorizzato da Baudrillard negli anni Ottanta, oggi è molto più che riassestato. 1) I tedeschi hanno una parola per indicare quello che in …

Sea Watch. See, touch. Too much (speech).

Abbiamo una disperata, sadica voglia di essere spettatori. Spettatori attivi, radical, dinamici nel gusto. Di quelli che, tailleur, smoking, uova e pomodori in mano, attendono di riempire di mortificazione l’attore: sul suo palco, al suo spettacolo, di fronte la sua platea; subito dopo una gaffe, una battuta dimenticata, uno starnuto, una qualsiasi distrazione… che zac! …

A chi piace guardare la Biennale

È stato divertente seguire gli sviluppi dell’articolo intitolato “Oral, Anal, Biennal…” (consultabile qui), dedicato a quel barcone azzurrino approdato all’Arsensale di Venezia; il quale, da quanto ho capito, più che operazione artistica di un singolo Büchel qualsiasi, è stata il frutto di un’azione collettiva, cioè il frutto di una lunga serie di influenti firme di …

Linguaggi plurali. La Scuola di Calatanissetta in mostra a Bagheria

Tutto è un problema di linguaggio. E allora non abbiamo scampo. Nessuno scampo. La filosofia, a ragione, su questo c’ha fatto una malattia. Soprattutto quella contemporanea. Perché? Ecco, appunto: come spiegarlo correttamente? Un’altra domanda centrale, formulata spesso da artisti, poeti e perfino ingenui e fantasmagorici pensatori (non solo da quei filosofi che hanno sostituito il …

Broken nature. La natura si è rotta (di noi)

Presentata “Broken Nature” alla XXII Triennale di Milano. Il tema: la crisi ambientale. Ma è davvero possibile affidare al design la soluzione ai problemi ambientali? Nell’articolo una ragionata risposta Il rischio peggiore nelle questioni ecologiche, e questa è una paura di cui la collettività dovrebbe fare esperienza al più presto, è che parlando delle trasformazioni …

Phenomena di Giuditta R. allo studio d’arte Cocco

Nel suo Hexaemeron il filosofo Roberto Grossatesta, della scuola di Oxford, afferma in toni agostiniani che la luce è forma prima di ogni ente, e che tutto ciò che esiste è un genere di luce (aliquod genus lucis). Tale intuizione, e questa è una lettura del tutto personale, è il frutto di una speculazione teologico-filosofica …

Centuripe, la miniera come metafora e l’ecologia profonda in Sicilia

Nei secoli passati la ricchezza archeologica di Centuripe, come quella di molti altri siti siciliani, ha subito una “particolare attenzione” da parte di alcuni tra i più importanti musei del mondo. Se da una lato questa strana “tradizione” ha rivitalizzato i ritrovamenti, apprezzabili in cimiteriali teche lontane migliaia di chilometri di distanza dal luogo degli …

L’Ultimo Cavaliere Jedi, Alfonso Siracusa Orlando

L’installazione site-specific “L’ultimo cavaliere Jedi” (2018) di Alfonso Siracusa Orlando, svolta presso il MeTe di Siculiana (Ag), è articolata attraverso un percorso narrativo che coinvolge l’intera struttura espositiva. La mostra ha inizio da una stanza in cui, da una valigia, si snodano delle vesti che, sulla pavimentazione del MeTe, formano una doppia “S”, culminando in …

La vicenda dell’Annunciazione di Antonello da Messina

La realtà dell’arte scompare ogni giorno di più. Da concetto universalmente indefinibile, ma sentimentalmente presente nella mente dell’uomo almeno dalla prima alba del pleistocene (cfr. E. Dissanayake), la sua dissoluzione nel mondo contemporaneo pare concretizzarsi seguendo il ritmo della spettacolarizzazione della società. Il bel pamphlet firmato dalla premiata ditta Trione-Montanari, intitolato “Contro le mostre”, pubblicato …

Juan Esperanza, Le Mie Muse

Chissà perché, ma i popoli mesoamericani erano ossessionati dal tempo. O meglio, dal tempo che scorre, lento e veloce. Da quel tempo che pochi frammenti lascia dietro di sé. Sì, ne erano ossessionati. Essi elaborarono un sistema, difficile da comprendere, con l’obiettivo di controllarlo. Arrivarono alla conclusione che ogni ciclo dell’universo durava 52 anni, in virtù …

È morto Piero Guccione

È morto all’ospedale di Modica, deve era ricoverato da giorni, il pittore Piero Guccione, all’età di 83 anni. Guccione è stato un punto di riferimento nel panorama della pittura contemporanea italiana e, soprattutto, siciliana. Maestro di una scuola di pittori dell’estrema periferia della penisola, per utilizzare le parole che Guttuso pronunciò a riguardo del Gruppo …

Minchia che arte!

Elevare l’indecisione fino a conferirle dignità politica. Porla in equilibrio con il potere. (G. Clément, Manifesto del terzo paesaggio, Quodlibet, pag. 61)   La mia professoressa di storia dell’arte, una donnina zitella e isterica, sosteneva che se non avessimo saputo interpretare l’arte contemporanea, avremmo fatto la fine delle lumache (i babbaluci, in siciliano), le quali, …

La solitudine del curatore #1

Tempo fa soggiornai a Milano poiché dovevo recensire alcune mostre. Trovandomi nell’estremo nord italiano (per me, individuo provinciale, è davvero estremo), decisi di far vista a un pittore molto importante che vive in provincia di Cremona; sapendo della sua discrezione, preferisco non scrivere il suo nome. Giunto stranamente in anticipo alla stazione Garibaldi (in realtà …

L’estetica ecologica e la necessità dell’ecosofia nell’arte

1.Prese a esame le due sfere dell’esistenza, quelle che per convenzione posseggono vita [1] e sono in grado di rinnovarla, ovvero la Natura e l’uomo, possiamo affermare sinteticamente che autonoma attività della prima è permettere vita al secondo [2], e dipendente attività del secondo è realizzare amorevolmente arte (technē) per prendersi cura della Natura e comprenderne il …

Il cuore (vuoto) di Tosatti

È storia recente, quella di artisti che raccontano lo sfacelo umano del capitalismo, dentro le piaghe insanguinate del capitalismo, per le ragioni incontrovertibili del capitalismo. Fino a qualche anno fa, meno di cinquanta e non più, coloro che si permettevano appena di analizzare ciò, lo facevano con una retorica che oggi è appesa tra le …

Jan Fabre (e non solo) alla Valle dei Templi

Forse parlo con la cosiddetta cognizione di causa, e il tono non potrà che essere corrosivo. Perché proporre un racconto su opere d’arte contemporanea, sulla loro strabiliante “innovazione”, sullo stupore (se ancora davvero stupiscono) che suscitano ai fruitori, mi pare che le riviste siano piene: colonne chilometriche di questo e di quell’altro; cioè di questo …