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Thiago Rocha Pitta

Doppio appuntamento con due installazioni scultoree a forma di tenda per la personale di Thiago Rocha Pitta (1980, Brasile) alla galleria Gluck50 di Milano. La tenda, motivo ricorrente nelle recenti opere dell’artista, viene sviluppata ulteriormente nella presente mostra, la quale ha luogo sia in galleria (fino al 20 luglio) sia nello spazio pubblico in Corso Garibaldi (fino al 30 aprile).
Rocha Pitta realizza una tenda portatile di due metri d’altezza di fronte alla chiesa S. Maria Incoronata, un lavoro che fa parte della serie Il Campo Accampa. La tenda rappresenta un prototipo di abitazione umana, in quanto vera e propria costruzione avente però carattere trasportabile, mai fsso. In quest’opera, tuttavia, Rocha Pitta, capovolge l’idea convenzionale di mobilità: l’artista cementifca la tenda fssandola sulla piazza della chiesa, facendola abitare dalla natura. All’interno della tenda si sviluppano terra ed erbe che, tramite il loro naturale processo di crescita, modifcano la scultura. Nonostante il suo rigido involucro, la tenda, trasformatasi, sembra viva e animata dalla natura e induce a una rifessione sul rapporto tra architettura e natura nonché tra stabilità e mutamento.
Con il lavoro L’Eremo, concepito appositamente per la mostra, Rocha Pitta crea per la prima volta una tenda in uno spazio interno approfondendo ulteriormente il rapporto tra architettura e natura. L’artista costruisce, in un angolo della galleria, una tenda sotto alla quale è scavato un buco. Il fenomeno del buco ha stimolato, nel corso degli anni ’60 l’interesse di vari artisti in riferimento al motivo della morte ad esso correlato. Letto in questo contesto, il buco sotto alla tenda di Rocha Pitta allude al ciclo della natura e al susseguirsi di vita e morte. Altri elementi evocano l’idea di un ambiente naturale: una roccia posta di fronte allo scavo e la struttura stessa della tenda che prende le sembianze di animali preistorici. Lo spazio della galleria si trasforma in un luogo naturale contemplativo e di rifugio dall’architettura circostante.
Il dialogo con la natura e con i suoi processi caratterizza le opere di Rocha Pitta, che, oltre alla scultura, si serve di video, fotografa e pittura. I suoi lavori, che si distinguono per un linguaggio formale elementare, stimolano la percezione di sottili sfumature e una forte suggestione visiva.
Rocha Pitta ha partecipato a numerose mostre personali e collettive a livello internazionale, tra cui la XXX Biennale di São Paulo (2012) e The Garden of Forking Paths presso il Migros Museum di Zurigo. Mostre attuali comprendono Ground. Materiality #2 (Earth) al museo di Sorø e Blind Field al Krannert Art Museum di Champaign. Rocha Pitta vive e lavora a São Paulo.

L’inaugurazione è prevista per giovedì 4 aprile alle 18.

Thiago Rocha Pitta

Roberto Sala

Art director della rivista Segno insegna Grafica editoriale all’Accademia di Belle Arti di Brera

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