Aldo Spoldi 1968 – 1969

1968-1969? Macché! Questa mostra non solo è un appuntamento allo ieri, ma anche all’oggi e, soprattutto, al domani.

In questi quadri c’è dentro di tutto dal 1950 ad oggi.

Mi piace far notare che il taglio di Fontana, non solo porta al di là della tela (happening, Kaprow, Rauschenberg …. fino alla Banda del Marameo) ma permette a ciò che sta al di là il passaggio al di qua. Il taglio è un via vai dove si entra e si esce.

Tutti gli autori della storia dell’arte hanno varcato la soglia per venire al di qua del taglio. Non solo la Ronda di notte di Rembrandt, ma anche la Primavera del Botticelli, il Terzo Stato di Pellizza da Volpedo…. sono usciti dalla ferita e si sono posti davanti in contemplazione al taglio di Fontana.

Capeggiati da Cézanne, tutti mi hanno consigliato di ricostruire il supporto lacerato e mi hanno detto “Aldo, prima di fare il pittore fai il falegname, ricostruisci la tavola con legni, chiodi, viti, sega, martello, colla. Sai che lo stesso termine atelier significa “assicella di legno”. Divieni Mastro Geppetto e chiudi provvisoriamente la porta al taglio”.

Ed è così che, come nel dopoguerra si sono ricostruite le case, ho cercato di edificare il quadro. Solo più tardi ho iniziato a togliere le viti per far fuggire le figure da un’altra parte.

Aldo Spoldi
Crema, ottobre 2018



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Data e Ora
17/10/2018 / 15:30 - 19:30

Luogo
Galleria Antonio Battaglia