Amedeo Del Giudice. Apologia del nudo ad ogni costo

La lunga stagione del Novecento si è esaurita trascinando con sé, tra ascese inebrianti e precipitose cadute, i miseri avanzi delle sue utopie. Azzerando, di conseguenza, ogni possibile sospetto di omologazione e di appiattimento della coscienza creativa che, suffragata da un massimalismo ideologico di dubbia vocazione democratica (per aver imposto, a destra a manca, le ragioni dei più a scapito delle istanze della creatività individuale), rendeva difficile o addirittura negava alla radice la sacrosanta ricerca della propria identità. Uno status inaccettabile, tanto penalizzante da impedire ai singoli l’affermazione del proprio punto di vista: secondo un bisogno di autonomia imprescindibile per chiunque voglia camminare con le proprie gambe e pensare con il proprio cervello. Un’autonomia che sdoganata dalla gabbia dei pregiudizi (all’insegna di affondi semanticamente penetrabili, benché carichi di una straordinaria forza emblematica), caratterizza – per vocazione naturale – la pittura di Amedeo Del Giudice: protagonista silenzioso, attivo da oltre cinquant’anni tra quegli operatori dell’immagine spesso emarginati dalla cosiddetta «critica elitaria»; ma solitamente coniugata in,majestate,da «Soloni di turno» – di volta in volta intruppati e faziosi – che,poi, di elitario in sostanza hanno ben poco. Dal momento che, con sempre più insistita frequenza e per varie ragioni, disertano il più rischioso dei loro compiti. Ché, tutto sommato, è quello di aiutare a comprendere ad angolo giro, senza preclusioni mentali o vizi di forma, il mondo della visione scandagliandone i più nascosti ed enigmatici recessi. Un mondo che, da pittore nato, Del Giudice ha puntualmente messo al riparo dalle sopraffazioni, dai conflitti e dalle macerie del secolo scorso. Riscattando allo scoperto il desiderio «di navigare sulle rotte dell’antico», in veste di nocchiero mai sazio di cultura figurativa: una sapientia«tam antiqua et tam nova» che, pur secolarizzata, non solo dà risposte all’Edipo di turno, ma continua a porgli domande…(estratto testo critico del prof. Gaetano Mongelli).

Amedeo Del Giudice. APOLOGIA DEL NUDO AD OGNI COSTO.
A cura di Massimo Nardi

Presentazione critica di Gaetano Mongelli

Art director Franco Cortese
Galleria d’Arte Contemporanea Spazio START
Via Cattedrale 14, Giovinazzo (Ba)

Vernissage 18 dicembre 2018 ore 19:00

La mostra è visitabile fino al 7 gennaio 2019

Info + 39 389 1911159
spaziostart.giovinazzo@gmail.com

segnala Amalia Di Lanno



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Data e Ora
18/12/2018 / 19:00

Luogo
Galleria d’Arte Contemporanea Spazio START