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CAELUM di Daniele Spanò

L’opera Caelum di Daniele Spanò è una finestra aperta su When the Rain Stops Falling, (Spettacolo della Compagnia La casa d’argilla in scena al Teatro Argentina dal 26 febbraio al 3 marzo) come ne fosse il fuori campo,lo sviluppo imprevisto intorno al clima, tema sotterraneo dello spettacolo.Un dispositivo visivo e sonoro che accosta immagini di cieli rassicuranti a frammenti di apocalissi climatiche a ricordarci che “il tempo andrà avanti senza di noi e sarà come se non fossimo mai esistiti”.In questa versione inedita l’installazione presenta due quadri distinti, due riflessioni sulla parola “tempo” nella sua duplice accezione: quella metereologica, ovvero la scienza che misura i fenomeni atmosferici e quella scientifico/filosofica che intende il tempo come unità di misura di eventi e fenomeni.Nel primo quadro, un database di immagini ottenuto digitando la definizione “cambiamento climatico” in diversi motori di ricerca, si sovrappone random a immagini di rassicuranti cieli nuvolosi. Questa prima parte del lavoro vuole aprire una riflessione sull’ambiguità dell’espressione“cambiamento climatico” usata quasi per deresponsabilizzare l’essere umano da qualsiasi implicazione nei tragici fenomeni in corso.Nel secondo quadro i due schermi ospitano due visioni di temporali, diurna e notturna, che l’artista ha registrato della finestra della sua abitazione. La suggestione è quella della capacità del “cattivo tempo” di sospendere, dilatandolo all’infinito, il tempo inteso come durata. La mancanza della luce solare, che esprime inevitabilmente l’ora della giornata, la ciclicità delle gocce di pioggia che scivolano sul vetro, l’esplosione aritmica dei fulmini, sospendono l’immagine in un ciclo infinito, un loop atemporale. E’ da questa sospensione che la memoria si fa spazio rivelando, come riflesse nel vetro di una finestra, immagini provenienti da lontano.Due sguardi al cielo, due sguardi al tempo, per scoprire forse che come scriveva Carl Einstein “La verità della conoscenza equivale alla forza della suggestione”.

Daniele Spanò (Roma, 1979)dopo una formazione da scenografo,inizia il lavoro di regista e artista visivo.Tra gli interventi più importanti,nel 2013 “Atto Primo”a Piazza del Popolo a Roma,”Rifrazioni permanenti “del 2011 in Piazza Colonna,sempre a Roma e promosso dal MiBACe.
“Pneuma”aSpoletoperPalazzoCollicolaArtiVisiveeinseritonelprogrammadelFestivaldeiDueMondi.Nelfebbraio2011vieneselezionatadalcelebreregistaeartistaTakeshiKitanoperrappresentareilfermentoartisticodellacittàdiRoma.Dal2012al2015èstatoconsulenteartisticoperlaFondazioneRomaeuropaecuratorediDigitaLifepressoLaPelandadiRoma.Dal2014nascelacollaborazioneconLucaBrinchiconilqualefirmaivideopernumerosispettacolicome“Hamlet”di Andrea Baracco,“Ritratto di una capitale”per la regia di Fabrizio Arcuri,“Ragazzi di Vita” Di Massimo Popolizio,“Don Giovanni”dell’Orchestra di Piazza Vittorio,“Freud”e“Antigone”di Federico Tiezzi. Nel 2016 insieme a Luca Brinchi,firma la regia le scene e di video di “Aminta”prodottodallaSagraMusicaleMalatestianaeilTeatrodiRoma.Nel2017conLucaBrinchirealizzal’installazionemultimediale“Il Giardino dei sogni” inserita all’interno della mostra su Giorgione a Palazzo Venezia–Roma, prodotta dal Polo Museale del Lazio (MIBAC). www.danielespano.com
CAELUM di Daniele Spanò
installazione multimediale / 2019
Quadro 01 musiche Franz Rosati.
Quadro 02 musiche Glauco Salvo
26 febbraio –3 marzo
Teatro Argentina –Refettorio (ingresso Via Dei Barbieri, 21)
Ingresso gratuito per un numero limitato di 15 persone alla volta
martedì e venerdì, dalle ore 18.00 alle ore 20.30
mercoledì e sabato, dalle ore 16.00 alle ore 18.30
giovedì e domenica, dalle ore 14.00 alle ore 16.30


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Data e Ora
26/02/2019 / 18:00 - 20:30

Luogo
Teatro Argentina