Cristoforo Bono. Architetture Ritrovate

 

Venerdì 30 settembre 2016 alle ore 19.00, OCRA Officina Creativa dell’Abitare per i Venerdì OCRA presenta “Architetture Ritrovate”: una conversazione con Cristoforo Bono intorno a quattro disegni del dopoguerra dell’ingegnere Antonio Ricotti, di proprietà di Officina Metropolitana di Montalcino, ritrovati ed esposti negli spazi di OCRA.

I quattro lavori rappresentano, in un’occasione di concorso per il Piano regolatore di Milano nel 1946, un’idea della città, della sua forma e delle possibili modalità di intervento dopo il diradamento causato dai bombardamenti, prima dell’opera di ricostruzione. Non sono una espressione diretta di uno stile di architettura o di una sua poetica, ma indicano un “campo aperto”, una gamma di diverse possibilità; rappresentano il “grado zero” dell’architettura in un momento cruciale della storia, ed anche della storia dell’architettura italiana, in un luogo cruciale e decisivo nello sviluppo del Paese.

I disegni esprimono, visti con gli occhi di oggi, l’idea di una città rinnovata e uniforme, che non verrà mai realizzata, e lasciano trasparire i segni anticipatori di una storia successiva, che nella fabbricazione incontrollata e tumultuosa ritrova, in alcuni punti, quella tensione ideale tradotta nei significati di sempre dell’architettura. In senso generale i disegni si collocano all’intersezione di un tempo e di un luogo in cui il razionalismo architettonico finisce come manifesto e proposta, e una teoria urbana (“architettura della città”) deve ancora formarsi. Dell’una e dell’altra cosa i disegni ne lasciano trasparire gli esiti e le premesse: con le forme evocate e con le dimensioni suggerite, a fronte dei monumenti centrali della città rimasti indenni dai bombardamenti circostanti.

La storia che, in trasparenza, si legge nei disegni può essere identificata e ritrovata in alcuni fatti urbani che nella Milano di quegli anni e dei successivi si sono prodotti, e che costituiscono i primi significati architettonici concreti verso il superamento di un razionalismo ormai svilito, o trasformato nello stereotipo del potere e della speculazione. Fatti urbani che, a loro volta, hanno recepito la lezione del razionalismo nella sua tradizione migliore, che è in parte contenuta nelle tavole ritrovate: il dettato civile, la dimensione e il contesto, il rapporto con la città storica quali elementi fondanti dell’architettura.

Durante la conversazione verranno illustrati anche altri progetti, tra i quali anche uno nel comune di Buonconvento – Montalcino (SI).

Cristoforo Bono

Cristoforo Bono è nato a Verbania, Lago Maggiore, nel 1946. Si è formato come architetto negli anni della “sperimentazione” della Facoltà di Architettura di Milano (1967-68), coniugando didattica e ricerca, a partire da problemi reali (ad esempio la fondazione della nuova Università della Calabria). Ha condotto nel corso degli anni ’70 e ’80 attività di ricerca e di progetto, proseguendo l’attività didattica come professore a contratto o cultore della materia, presso le Scuole di Venezia, Milano Bovisa, Bologna e presso la Scuola estiva di Chergy Pontoise, Parigi. Ha coordinato nel 1985 per la Triennale di Milano i lavori per la partecipazione italiana alla Esposizione internazionale di Tsukuba, Tokyo. Ha svolto, insieme con l’arch. Matteo Thun, nel corso degli anni ’90, progetti per le città di Monaco e di Dusseldorf. Negli stessi anni ha condotto, insieme con l’arch. Andrea Balzani e con il coordinamento del Ministero delle Aree urbane, ricerche su temi emergenti nelle città di Roma, di Genova e di Torino. Parallelamente ha partecipato, con il gruppo guidato da Aldo Rossi, ai due grandi concorsi milanesi della Bicocca e delle Varesine. Negli anni 2000 ha condotto professionalmente temi architettonici e urbani fondati sul rapporto storia – progetto: antico palazzo e nuovo borgo alle Budrie di San Giovanni in Persiceto (Bologna); recupero di siti industriali dismessi lungo il Fiume Adda; e altri temi di rinnovamento urbano nella città di Verbania, dove ha fondato la “Libera Accademia dell’ambiente” che ha promosso incontri e dibattiti sui temi territoriali del conterto. Vive e lavora a Montalcino.

Azienda Agricola Stella di Campalto
Il nome dell’Azienda Agricola S.Giuseppe è da attribuirsi di fatto a Giuseppe Martelli che così chiamò, nel 1910, la sua mezzadria. Fu abbandonata in seguito nel 1940 e, cinquant’anni dopo, fu rilevata da Stella di Campalto. E’ situata a sud della cittadina di Montalcino, vicino all’Abbazia di Sant’Antimo. Questa, con la sua chiesa, isolata nel verde della campagna, colpisce per la semplicità delle sue linee architettoniche e per la purezza della luce che emana l’alabastro della vicina cava, adoperato per la sua costruzione, quando viene illuminata dal sole. L’armonia e la semplicità della basilica di origine romanica sono qualità diffuse anche nel territorio circostante: l’Azienda lavora per preservare le viti e le culture, nel rispetto dell’habitat naturale in cui è inserita. Dal 1995 ha la Certificazione Biodinamica (ente verificatore Sot Icea e dal 2005 ente certificatore Demeter).

INFO

Cristoforo Bono
Architetture Ritrovate

Vernissage: venerdì 30 settembre 2016 ore 19.00

OCRA Officina Creativa dell’Abitare
Via Boldrini 4 – Montalcino tel.+39 0577 847065
ocra@scuolapermanenteabitare.org
www.scuolapermanenteabitare.org

Ufficio Stampa
Roberta Melasecca   ufficiostampa@archos.it +39 349 4945612



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Data e Ora
30/09/2016 / 19:00 - 21:00

Luogo
OCRA Officina Creativa dell'Abitare