Drawing Growing

Giovanni Manzoni Piazzalunga torna alla fabbrica del Vapore con i suoi wallpaper, carte abitate da corpi danzanti rincorrersi in intricate composizioni. Le figure vigorose nella loro possenza michelangiolesca, anche dal punto di vista dimensionale come quest’opera di due metri per sei, vivono qui non solo grazie al caratteristico uso che l’artista fa del caffè come colore, ma anche nelle diverse cromie di semitrasparenti inchiostri Ecoline di Colorificio Crippa. Puri e contrastanti, si distribuiscono tra le anatomie facendo immaginare una valenza simbolica e caratteriale delle singole figure con i suoi caratteristici incastri di movenze. Corpi che si fanno sineddoche dell’esistenza, personificando emozioni mutevoli nel loro insieme, in lotta tra loro o alla ricerca di un contatto con una differente od opposta parte della propria identità.

Oltre ai riferimenti a Michelangelo e al muralismo messicano di Diego Rivera, ciò che balza agli occhi nel lavoro su grande scala di Manzoni è la ripetizione postmoderna di alcuni elementi, ribaltamenti simmetrici di corpi o sue parti, mescolando iconografie lontane di figure religiose o storiche a quelle del quotidiano. I suoi lavori appaiono come enormi puzzle di carta, di disegni unici o pose ripetute.

Tutto questo repertorio fatto di una mitologia contemporanea riconduce ad un’energia spirituale che lo avvicina alle sue origini boliviane nel senso profondo del suo legame con quella che si definisce Pachamama. Se pensiamo ad essa come alla rappresentazione del paesaggio o di elementi naturali, per il Manzoni artista cresciuto all’interno di una metropoli come Milano dove pure ha assimilato il gusto pop della street art, l’energia della pachamama è urbana. Essa si irraggia dagli incontri e dalle persone, dall’uomo in generale che per lui si traduce e materializza nell’anatomia, per definire il corpo autentica celebrazione di una forza originaria invincibile.  

A proposito di questo  suo ultimo lavoro l’artista ha dichiarato: “le persone ritratte sono 12, anche se i corpi sono di più, sono dodici facce di un icosaedro a comporre le personalità di questo disegno. Di solito mi piace giocare con un corpo singolo e farlo giocare con se stesso, accostando e sovrapponendo diverse pose, ma ora più che mai sento il bisogno di comporre i corpi come se ci fosse bisogno di mostrare coesistenza tra le persone. Durante la colorazione legherò visivamente queste anatomie con un filo rosso, come a unire utopicamente ciò che qualcuno vuol mostrare sempre più separato e diviso. Le donne nel disegno appartengono a diverse etnie: dalla Polonia all’Italia attraversando il congo e infine passando in Bulgaria. Siamo diversi: è una cosa bella non una cosa da temere”.

Colorificio Crippa collabora da tempo con l’artista, evidenziando attraverso la qualità dei suoi prodotti l’espressione più diretta e personale dell’arte secondo Manzoni, il disegno. Esso non viene coperto o trasformato in vera e propria pittura, ma lascia che sia la linea a determinare la sua potenza immaginifica. Le ecoline utilizzate in puri colori timbrici a potenziare la volumetria anatomica, accanto ai bruni del caffè, evidenziano anche anche un chiaro riferimento alla simbologia dei colori: non sono lavorate attraverso la delicatezza di velature e sfumature dell’acquerello, ma seguendo la vigorosa geometria della definizione di peso e movimento delle figure in equilibrio dinamico tra loro.

Documentazione video, nei diversi momenti di costruzione dell’opera, a cura di Sofia Obracaj.

 

L’opera sarà esposta per tre giorni presso La Fabbrica del Vapore,via Procaccini 4, Milano

Venerdì 19 ottobre dalle ore 18 alle ore 21

Sabato 20 e Domenica 21 ottobre dalle ore 16 alle ore 19

ingresso gratuito

 



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Data e Ora
19/10/2018 / 06:00 - 09:00

Luogo
La Fabbrica del Vapore