Gerusalemme, il Mago di Oz e la videoarte

“GOLD – alla ricerca di Oz” è il titolo del lungometraggio sperimentale che Francesca Fini ha scritto e diretto a Gerusalemme nel maggio 2016, su invito del Musrara Mix Festival e prodotto dal Dipartimento di New Media della scuola d’arte di Musrara. Si tratta di un film d’arte basato sul linguaggio della performance, con un racconto che si compone di azioni simboliche che si dipanano nei quartieri simbolici della città, con la partecipazione di artisti e performer locali. Un film di ricerca che parte dall’epica letteraria per raccontare le contraddizioni di un luogo, il peregrinare, il viaggio, il conflitto, la religione, la guerra e la migrazione.

Il fulcro narrativo del film, la “storia” che fa da filo rosso cucendo insieme diversi momenti performativi di grande impatto visivo, è il viaggio surreale dell’artista, nei panni di una novella Dorothy Gale che piomba dal nulla al centro della Città Santa e si mette in cerca del grande e potente Mago di Oz, coinvolgendo la comunità ignara in un gioco di provocazioni situazioniste sul tema dell’identità e dell’appartenenza.

Cercare il Mago di Oz nella città delle tre grandi religioni monoteiste? Il film racconta proprio questo, attraverso il cortocircuito di mitologia e topologia, politica e letteratura, magia e vita quotidiana, violenza reale e violenza fantasy, sacro e profano. E così un romanzo di formazione infantile si fonde con la crescita personale dell’artista, e la mappa di un universo fantasioso si sovrappone alla reale geografia della città – una geografia fluida e incerta, combattuta e contesa.

Gerusalemme è una città magica, dove tutto è possibile. Un teatro della fede fatto di sontuosi costumi e di un costante bombardamento di simboli, dove fedi diverse di intersecano in uno scenario variopinto e sfaccettato che risplende d’oro come la Cupola della Roccia. E così non è troppo strano vedere una donna vestita in modo bizzarro, con una curiosa mappa tra le mani, che chiede indicazioni sulla “Città di Smeraldo” o sul “Powerful Magician” (il potente mago). Starà forse cercando la Basilica del Santo Sepolcro? Il Muro del Pianto? La Porta di Damasco? Il Monte degli Ulivi? Dorothy Gale non forniva ulteriori suggerimenti all’uomo della strada, e così ognuno di loro – e tutti si sono dimostrati estremamente solleciti nell’aiutare l’eccentrica turista – interpretava gli indizi come voleva, a seconda del suo background, guidandola alla scoperta della città.

Dal quartiere ebraico a quello arabo, dalla comunità musulmana a quella cristiana, piano piano Dorothy raggiunge il suo “sentiero di mattoni gialli”, quello che la porterà a destinazione. Ma la destinazione è solo un’illusione. Nell’ultima scena del film il “sentiero di mattoni gialli” – ricostruito in studio – è un percorso di vernice sgargiante mescolata a olio d’oliva, che Dorothy deve attraversare senza cadere, e ogni volta che cade deve tornare indietro e ricominciare da capo. Una performance viscerale fatta di caparbietà e resistenza fisica.

Una performance che distilla il messaggio finale  – ma non consolatorio – del film: qualunque sia la tua fede, sotto qualsiasi forma si nasconda il tuo Mago personale, noi rimaniamo creature che con fatica e dolore cercano la propria strada. In questo siamo solamente, e anche pienamente, umani.

Musrara, il quartiere “cicatrice”

Il film è stato proiettato in anteprima dal 24 al 26 maggio a Gerusalemme, durante il celebre Musrara Mix Festival. Un festival diffuso che ha contaminato come un virus, tra proiezioni, installazioni e performance, il quartiere simbolo della città. Situato subito al di fuori della Porta Nuova, sul pendio che scende dalla collina del municipio e giunge fino ad abbracciare gli edifici di fronte alla porta di Damasco, Musrara è un quartiere che ha una storia politica complessa. Multietnico, giovane, caratterizzato da una grande vivacità culturale, sede della scuola d’Arte, è il quartiere “cicatrice” che collega Gerusalemme est a Gerusalemme ovest, con tutte le tensioni politiche e religiose che ciò determina.

Anteprima internazionale all’ID Festival di Berlino – il festival delle “migrazioni”

La prossima proiezione di “GOLD – alla ricerca di Oz” avverrà in anteprima internazionale a Berlino, dal 21 al 23 ottobre, per “ID Festival”, nella galleria RADIALSYSTEM V. L’ID Festival di Berlino è un evento che riunisce la comunità artistica israeliana che vive in Germania, e quest’anno esplora artisticamente la questione attualissima della migrazione e dei rifugiati. Questo è un argomento che risuona con forza nei cuori degli israeliani; il concetto di migrazione e diaspora è parte integrante della storia e del senso di identità di Israele. Attraverso l’arte, l’ID Festival si propone di creare uno spazio aperto al dialogo, in cui la comunicazione e la cooperazione possano favorire una migliore comprensione delle dinamiche e degli effetti dei fenomeni migratori che stanno coinvolgendo l’Europa.

SITO WEB DEL FILM (in inglese): http://goldmovie.tumblr.com/
TRAILER DEL FILM: https://vimeo.com/168042967

CREDITS

GOLD looking for Oz
scritto e diretto da Francesca Fini
assistente alla regia e seconda camera Maayan Mossek
editing e sound design Francesca Fini
con la partecipazione di Francesca Fini, Yuli Zakay, Amit Mendel, Nunzia Picciallo, Arkady Arnovitch, Mishel Yug, Mariya Estraicher, Lawrence Fergus Goodwin, Tali Wasserman, Alexandra Gimein, Sharon Casper, e special guest star Shahar Marcus

FRANCESCA FINI

Francesca Fini è un’artista interdisciplinare la cui ricerca spazia dalla videoarte al documentario sperimentale, dal teatro alla performance art, dalle arti digitali all’installazione pittorica, inoltrandosi in quel territorio di confine dove le arti visive si ibridano, cercando di proporne una sintesi nuova proprio nel linguaggio performativo contemporaneo. Negli anni ha performato ed esibito il suo lavoro al MACRO di Roma, al Manege Museum di San Pietroburgo, al Schusev State Museum of Architecture di Mosca, alle Tese dell’Arsenale di Venezia, a Toronto per FADO Performance Art Festival, a Chicago per Rapid Pulse Festival, a Belo Horizonte per FAD Festival De Arte Digital, a San Paolo e a Rio per FILE Electronic Language International Festival. Sempre a Venezia ha preso parte alla prima Venice International Performance Art Week, nei suggestivi spazi di Palazzo Bembo, e presentato i suoi video, su invito di Elisabetta Di Sopra e Carlo Montanaro, presso la galleria AplusA, padiglione della Slovenia alla 55° Biennale di Venezia. Nel 2014 è stata selezionata da Bob Wilson per partecipare a cinque settimane di residenza artistica estiva presso il Watermill Center di New York, l’incubatore di arti performative da lui diretto, e successivamente è stata invitata a performare alla Triennale di Milano per un evento del Watermill Center presso l’Illy Art Lab.

Francesca Fini ha presentato il suo lavoro all’Accademia di Belle Arti di Bologna, all’Università di Coimbra, alla RUFA di Roma, al Satyajit Ray Film and Television Institute di Calcutta, alla ESAD University di Caldas da Rainha e al Georgia Institute of Technology di Atlanta, per il Margaret Guthman Musical Instrument Prize.

Ha recentemente realizzato “Ofelia non annega”, un lungometraggio sperimentale, che mescola il linguaggio della performance art a quello dell’archivio storico, comprodotto e distribuito da Istituto Luce Cinecittà, e un performance-based art film a Gerusalemme, prodotto da Musrara Mix Festival. I suoi video sono distribuiti da Video Out di Vancouver e VIVO Media Art Center.



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Data e Ora
21/10/2016 / 18:15

Luogo
RADIALSYSTEM V