“Henri Cartier-Bresson. Collezione Sam, Lilette e Sébastien Szafran. La Fondazione Pierre Gianadda a Biella”

Biella, gennaio 2016 – La Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e la Fondazione Pierre Gianadda presentano la mostraHenri Cartier-Bresson. Collezione Sam, Lilette e Sébastien Szafran. La Fondazione Pierre Gianadda a Biella. La mostra sarà aperta al pubblico da domenica 20 marzo a domenica 15 maggio 2016 nei suggestivi spazi di Palazzo Gromo Losa a Biella – dimora storica il cui nucleo originario risale al Tardo Medioevo, collocata nel centro storico della città, circondata da un ampio giardino all’italiana e recentemente restaurata dalla Fondazione con l’obiettivo di farne un centro di riferimento per il territorio, dedicato ad attività culturali e sociali di diversa natura. L’esposizione presenta un corpus di opere del grande fotografo francese Henri Cartier-Bresson, tratte dalla Collezione Sam, Lilette e Sébastien Szafran, di proprietà della fondazione svizzera Pierre Gianadda.

Con questa mostra Fondazione Cassa di Risparmio di Biella intende dare avvio a un calendario di appuntamenti culturali appositamente concepito per gli spazi di Palazzo Gromo Losa, destinato a divenire un grande contenitore delle migliori proposte culturali nel territorio in un’ottica di promozione dell’intero Biellese.

Questo insieme eccezionale di fotografie costituisce una raccolta sorprendente, ricca e complessa, nonché la più consistente di opere di Cartier-Bresson in mani private. Si tratta di 226 stampe ai sali d’argento donate nel corso degli anni da Henri Cartier-Bresson all’artista suo amico Sam Szafran. Entrambi erano a loro volta amici di Léonard Gianadda, alla cui Fondazione Szafran e la moglie decisero di donare la collezione dopo la scomparsa del fotografo. La mostra porta in Italia 150 stampe originali di questa incredibile raccolta di immagini in bianco e nero.

L’amicizia tra Cartier-Bresson e Szafran è durata più di trent’anni, ma è nel 1972 che la collezione Szafran ha cominciato a prendere forma. I due si erano incontrati a Parigi, in occasione di una mostra in cui Sam esponeva alcuni disegni a carboncino. Cartier-Bresson, il quale aveva studiato arte ma aveva trascurato la pratica del disegno dopo aver scoperto la fotografia, chiese a Szafran di dargli lezioni di disegno.

Cominciò allora tra i due amici uno scambio straordinario, in cui la fotografia giocava quasi il ruolo di lettera. Regolarmente, Henri Cartier-Bresson attingeva dai suoi archivi delle stampe originali per il suo “caro amico” Sam. Accompagnava quasi sempre le fotografie con una dedica, una riflessione, un gioco di parole, calembours o versi improvvisati.

La collezione è un riflesso fedele dell’intera opera di Henri Cartier-Bresson. Tra le fotografie scelte per l’amico nel corso degli anni si ritrovano infatti le tracce dei viaggi di Cartier-Bresson, i suoi numerosi incontri con gli artisti, come Alberto Giacometti, Henri Matisse, Pierre Bonnard, ma anche Edith Piaf, Pablo Picasso, Jeanne Moreau…  E poi foto di gioventù, di grandi incontri, di momenti storici, paesi lontani, volti amati e visi di artisti e scrittori.

Queste immagini permettono di scoprire lo straordinario universo di Henri Cartier-Bresson, il suo sguardo vivo, penetrante, divertito e libero sul mondo.

Henri Cartier-Bresson è stato un artista fondamentale per la storia della fotografia. Tra i fondatori dell’Agenzia Magnum, fu inventore del reportage contemporaneo e dello stile fotografico detto candid, caratterizzato dalla mancanza di messa in posa dei soggetti. Le sue opere catturano la realtà nel suo momento decisivo, espressione che sarà anche il titolo del suo libro più celebre, pubblicato nel 1952: un portfolio di 126 foto, con la copertina disegnata da Henri Matisse.

La fotografia era per Cartier-Bresson il riconoscimento in una frazione di secondo del significato di un evento, il momento che l’artista deve saper cogliere prima che sia perso per sempre. Dietro l’eleganza compositiva delle immagini di Henri Cartier-Bresson non c’è infatti nulla di studiato: il suo era un approccio documentario, ma è una documentazione istantanea e istintiva, possibile solo se il fotografo, a sua volta coinvolto nella scena che intende catturare, mette sulla stessa linea di mira la testa, l’occhio e il cuore, come amava dire il fotografo francese.

Gli scatti rigorosamente in bianco e nero di Cartier-Bresson ritraggono spesso scene quotidiane, rivelando la sua ossessione per la rappresentazione della vita e il suo desiderio di non influenzare in alcun modo il soggetto con la sua presenza. Usava una Leica 35 mm con lenti 50 mm, resa meno appariscente colorando di nero le parti cromate della macchina. Sceglieva obiettivi naturali, simili alla percezione visiva umana, non amava il flash o le didascalie, stampava integralmente il negativo senza alcuna manipolazione nella camera oscura e non esitava a usare immagini mosse o sfocate.

La sua poetica è ben riassunta nel reportage realizzato in occasione dell’incoronazione di Re Giorgio VI e della Regina Elisabetta per il settimanale francese Regards, nel ’37, che gli valse la pubblicazione della sua prima foto giornalistica: Cartier-Bresson non scattò alcuna foto alla coppia reale o al corteo. Si concentrò invece sugli spettatori, regalando ai posteri una galleria di immagini capace di rendere alla perfezione lo spirito di quella giornata storica.

Ma da dove nasce la collaborazione tra la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e Fondazione Pierre Gianadda cui si deve questa mostra? La famiglia di Léonard Gianadda proveniva dal paese di Curino, nel Biellese, da cui era partito il nonno di Léonard, Battista Gianadda, attraversando le Alpi a piedi per andare in Svizzera in cerca di fortuna. Léonard non ha mai dimenticato le origini biellesi della sua famiglia. Nell’aprile del 2015, la Fondazione Pierre Gianadda (dedicata al fratello di Léonard, scomparso in un incidente aereo nel ’76) e la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella hanno firmato un protocollo d’intesa, riconoscendosi reciprocamente come partner privilegiati in quanto entrambe attente, per Statuto, ai temi di carattere sociale oltre che culturale.  Le due Fondazioni si impegnano a collaborare per la realizzazione di eventi e mostre comuni anche attraverso il prestito di opere d’arte, immagini fotografiche e materiali culturali diversi. Si impegnano inoltre a favorire la circolazione di artisti all’interno dei rispettivi circuiti. L’accordo è stato sancito dalla mostra che ha inaugurato gli spazi di Palazzo Gromo Losa, rinnovati dopo il restauro: un’esposizione delle foto giovanili di Léonard Gianadda, dal titolo Léonard Gianadda, l’uomo e l’opera & Il Mediterraneo degli anni ’50.

In occasione della mostra su Henri Cartier-Bresson, sarà lanciato su Instagram un hashtag, #BeLikeHenri, dedicato alla mostra e in particolare alla figura del fotografo. L’hashtag gioca con la pronuncia del verbo essere in inglese (be, pronunciato bi), che richiama la sigla della città di Biella. L’obiettivo è quello di coinvolgere attivamente la cittadinanza biellese e più in generale tutti gli amanti della fotografia e dell’arte contemporanea, utilizzando le nuove tecnologie per la promozione e la valorizzazione della cultura.

In parallelo all’esposizione dedicata a Henri Cartier-Bresson, la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella presenta presso lo Spazio Cultura della Fondazione a Biella la mostra correlata a ingresso gratuito Un cammino verso il mondo: i Gianadda da Curino a Martigny, a cura di Spazio Cultura, I.I.S. Eugenio Bona di Biella e DocBi – Centro studi biellesi con il sostegno di Rotary Club Vallemosso, visitabile da sabato 19 marzo sino a domenica 15 maggio 2016.

La Fondazione ha voluto introdurre per l’accesso a Palazzo Gromo Losa un biglietto di ingresso dal prezzo simbolico di Euro 5. Lo stesso biglietto dà accesso al Museo del Territorio Biellese all’esposizione Biella pioniera della fotografia: un affascinante viaggio a partire da Giuseppe Venanzio Sella, organizzata dalla città di Biella presso il Museo del Territorio Biellese, insieme alla quale verranno proposti anche alcuni laboratori didattici per bambini dai 6 ai 12 anni.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Biella è nata nel 1992 dalla Cassa di Risparmio di Biella, fondata nel 1856 su iniziativa del Vescovo Monsignor Giovanni Losana allo scopo di incentivare la cultura del risparmio tra le classi sociali deboli. La Fondazione svolge un ruolo di supporto attivo di tutte quelle iniziative volte a favorire la crescita culturale, economica e sociale della Provincia di Biella e a salvaguardarne il patrimonio artistico, storico e ambientale.

Possiede immobili storici, alcuni dei quali vincolati, dove ospita eventi culturali e sociali. Oltre a Palazzo Gromo Losa, acquistato nel 2004 e completamente restaurato e reso adatto a ospitare attività culturali e sociali di diversa natura, si contano Villa Poma, Spazio Cultura, La Casa e la Torre del Principe al Ricetto di Candelo, Villa Boffo e l’ex Monte di Pietà in via Caraccio a Biella.

Dotata di una spiccata vocazione pubblica, la Fondazione opera nel territorio di riferimento per migliorare la qualità della vita della comunità, in collaborazione con le organizzazioni e istituzioni della società civile.

Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e Fondazione Pierre Gianadda

 

Henri Cartier-Bresson

Collezione Sam, Lilette e Sébastien Szafran.

La Fondazione Pierre Gianadda a Biella.

A cura di Jean-Henry Papilloud e Sophia Cantinotti.

 

Palazzo Gromo Losa, Biella

20 marzo – 15 maggio 2016

Inaugurazione: sabato 19 marzo 2016 ore 17.00

 

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Henri Cartier-Bresson

Henri Cartier-Bresson (1908, Chanteloup-en-Brie, Francia – 2004, L’Isle-sur-la-Sorgue, Francia) è stato un fotografo e regista francese. La prima macchina fotografica gli viene regalata nel ’29 da un espatriato americano, Harry Crosby, suo commilitone nell’esercito francese.

Dopo la morte di Crosby in circostanze misteriose, e influenzato dalla lettura del romanzo Cuore di tenebra di Joseph Conrad, Cartier-Bresson parte nel 1931 per la Costa d’Avorio, allora colonia francese, dove si tratterrà per un anno. Sopravvive dedicandosi alla caccia e vendendo gli animali uccisi agli abitanti del luogo, e proprio dalla caccia impara metodi che userà successivamente come fotografo, ma solo sette immagini sono rimaste di questo periodo africano.

Tornato in Europa, fotografa senza tregua a Berlino, Bruxelles, Varsavia, Praga, Budapest e Madrid. La Julien Levy Gallery di New York lo fa esporre per la prima volta nel ’32. Tornato in Francia comincia a lavorare con Jean Renoir, recitando anche in alcuni film, per capire meglio cosa si provi a essere dall’altra parte dell’obiettivo. Negli anni seguenti è regista di film a ispirazione comunista e contro la dittatura franchista in Spagna.

La prima foto giornalistica che pubblica è del ’37, quando si occupa del reportage dell’incoronazione di Re Giorgio VI e della Regina Elisabetta per il settimanale francese Regards. Tra il ‘37 e il ‘39 lavora come fotografo per il quotidiano francese e comunista Ce Soir.

Si unisce all’esercito francese come caporale nell’unità film e foto, ma viene catturato e rimane 35 mesi in un campo per prigionieri di guerra. Al terzo tentativo riesce a fuggire e torna in Francia, dove aiuta altri soldati scappati come lui e lavora segretamente con altri fotografi per documentare l’Occupazione e poi la Liberazione del Paese. Alla fine della guerra l’American Office of War Information gli chiede di girare un documentario, Le Retour, sul ritorno in Francia dei prigionieri e dei deportati. Nel frattempo si spargono voci della sua uccisione durante la guerra, e il MoMA – Museum of Modern Art di New York gli dedica un’esposizione commemorativa, trasformata poi in una retrospettiva quando si scopre che la notizia era falsa.

Nel 1947 insieme a Robert Capa, David Seymour, William Vandivert e George Rodger fonda la Magnum Photos, un’agenzia fotografica cooperativa posseduta dai suoi membri. Il team divide tra i componenti i diversi incarichi, assegnando ai fotografi differenti aree del mondo. A Cartier-Bresson vengono assegnate Cina e India. Riceve riconoscimenti internazionali per le sue immagini del funerale di Gandhi nel ‘48 e della Guerra Civile Cinese nel ‘49.

Nel 1952 pubblica The decisive moment, un portfolio di 126 foto la cui copertina viene disegnata dall’amico Henri Matisse. Lascia l’incarico di direttore di Magnum nel ’66 per concentrarsi su ritratti e paesaggi. Nel ‘68 comincia ad allontanarsi dalla fotografia e torna a disegnare e dipingere. Smette definitivamente di fotografare nel ’70.

Nel 2003 crea la Cartier Bresson Foundation, che custodisce tutte le sue opere. Muore in Provenza il 3 agosto 2004, all’età di 96 anni.

 

Fondazione Gianadda

Léonard Gianadda (1935, Martigny, Svizzera), ingegnere, immobiliarista e mecenate, scoprì per caso nel 1976 i resti di un tempio celtico, il più antico del suo genere in Svizzera, mentre progettava di costruire un edificio da affittare su un appezzamento di sua proprietà.

Poco tempo dopo questa scoperta, il 31 luglio 1976, suo fratello minore Pierre Gianadda morì tragicamente in seguito a un incidente aereo, mentre cercava aiuto per i compagni sopravvissuti.

Léonard, che era molto affezionato a Pierre, decise di creare una Fondazione che perpetuasse la sua memoria. Eresse un centro culturale intorno al tempio celtico e diede alla Fondazione il nome del fratello scomparso. La Fondazione Pierre Gianadda ha inaugurato il 19 novembre 1978, nello stesso giorno in cui Pierre avrebbe celebrato il suo 40esimo anniversario.

La sede della Fondazione, a Martigny in Svizzera, ospita mostre d’arte, un’esposizione permanente di automobili d’epoca ed è circondata da un ampio e suggestivo parco, dove oltre alle rovine del tempio celtico si possono ammirare sculture d’arte moderna e contemporanea.

Fondazione Cassa di Risparmio di Biella

La Fondazione Cassa di Risparmio di Biella rappresenta la continuazione ideale della Cassa di Risparmio di Biella, nata nel 1856 su iniziativa del Vescovo Mons. Giovanni Losana. Nel 1992 è stata scorporata l’attività creditizia, conferita alla società bancaria Cassa di Risparmio di Biella S.p.A. – successivamente confluita in Biverbanca S.p.A. – mentre la Fondazione ha iniziato a svolgere appieno la propria attività secondo gli scopi statutari.

Il patrimonio della Fondazione è frutto di decenni di relazioni economiche con la comunità locale – tramite la Cassa di Risparmio di Biella – e da qui deriva la sua vocazione pubblica dell’Ente. La Fondazione svolge un ruolo di supporto attivo di tutte quelle iniziative volte a favorire la crescita culturale, economica e sociale della Provincia di Biella e a salvaguardarne il patrimonio artistico, storico e ambientale.

Le attività della Fondazione CRB si caratterizzano per la pluralità degli scopi. L’ampio spazio d’azione previsto dalla Legge e dallo Statuto offre alla Fondazione una grande flessibilità e la possibilità di operare là dove vi è maggior bisogno, in particolare per migliorare la qualità della vita della comunità in cui opera e far fronte alle richieste che sorgono dal territorio nei settori di riferimento, in collaborazione con le organizzazioni e istituzioni della società civile.

Inoltre la Fondazione intende sostenere lo sviluppo delle attività territoriali, supportando attività innovative e capaci di creare alternative economiche, catalizzando interessi e risorse e svolgendo un’azione di mediazione e di analisi dei problemi del territorio.

In linea con la sua specifica mission, la Fondazione destina ogni anno contributi a favore di vari enti e associazioni operanti sul territorio per la realizzazione di specifici progetti; inoltre attua progetti propri nei vari settori statutari.

Ha varie strutture dove ospita eventi culturali: oltre a Palazzo Gromo Losa possiede Villa Poma, Spazio Cultura, La Casa e la Torre del Principe presso il Ricetto di Candelo, Villa Boffo e l’ex Monte di Pietà in via Caraccio a Biella.

La Fondazione sostiene grandi progetti per il territorio biellese tra cui il nuovo Ospedale e la sede universitaria di Città Studi.

Palazzo Gromo Losa e il Giardino all’italiana

Nel 2004 la Fondazione ha acquisito lo storico Palazzo Gromo Losa nel borgo storico di Biella-Piazzo, uno dei più significativi complessi storici del territorio, collocato in un contesto paesaggistico di grande suggestione e ricco di beni d’arte e di artigianato artistico. L’edificio è stato completamente restaurato e riaperto nel settembre 2012, in occasione del ventennale della Fondazione, la quale ha messo il palazzo a disposizione della collettività per ospitare attività culturali e sociali di diversa natura.

Al primo piano vi è l’Accademia di Alto Perfezionamento Artistico Musicale L. Perosi Onlus, mentre in un’ala autonoma della struttura è ospitato il Centro Aiuto alla Vita che svolge la funzione di recupero e integrazione nei confronti di madri in difficoltà e dei loro bambini. La vecchia palestra è ora un moderno auditorium multimediale e nel piano cantinato sono stati realizzati spazi espositivi per mostre e rassegne.
Il nucleo originale di Palazzo Gromo Losa è costituito dalla manica nordorientale, affacciata sul Corso del Piazzo e risalente al XIV secolo. Nel Settecento il palazzo diventa l’elegante dimora signorile dei conti Gromo Losa, per essere poi acquistato nel 1896 dalle Suore della Provvidenza di Antonio Rosmini. Le sorelle Rosminiane fecero ampliare l’edificio, conferendogli l’aspetto attuale, e vi fondarono l’Istituto Beata Vergine d’Oropa (BVO). Nel corso degli anni la struttura divenne un punto di riferimento importante per il sistema scolastico biellese, ospitando scuole di ogni ordine e grado e svolgendo un’importante funzione di accoglienza. Una vocazione culturale e sociale che la Fondazione ha voluto mantenere quando ha acquisito Palazzo Gromo Losa nel 2007.

Dopo l’acquisizione, la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella ha promosso il completo restauro dell’edificio, nell’ambito del quale è stato rinvenuto un antico portale in noce risalente al 1600, raro nel suo genere per tipologia costruttiva e dimensioni. La Fondazione ha operato per il recupero conservativo, eseguito con i migliori e più moderni criteri di restauro e per fare ciò si è predisposto un corso di specializzazione di restauro ligneo che valorizzasse le capacità formative presenti sul territorio.

Sulla base di questi presupposti il restauro è stato eseguito grazie all’opera degli allievi del corso di Restauro di manufatti lignei antichi di MAC, divisione di Città Studi dedicata ai mestieri d’arte. Il portale restaurato è quindi tornato nella sua collocazione originaria.

L’intervento di recupero ha rappresentato non solo un’appassionante occasione di apprendimento per gli allievi del corso, ma si è inserito in un più generale progetto di valorizzazione degli antichi mestieri artigiani di cui la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella si è fatta portavoce anche in ambito nazionale, attraverso l’adesione all’Osservatorio dei mestieri d’arte nazionale (OMA).

Palazzo Gromo Losa è circondato da un ampio giardino, visitabile insieme alla mostra di Henri Cartier-Bresson, che occupa una superficie di oltre 5.500 mq cui vanno aggiunti il cortile centrale, il giardino delle essenze, l’area alberata orientale e il pendio boschivo. L’area intorno a Palazzo Gromo Losa è stata trasformata in un parco giardino nel 2007, su proposta e finanziamento del Signor Emanuele Rosa, privato mecenate biellese, il quale si è impegnato anche a curarne la manutenzione. Il progetto del giardino all’italiana è stato messo a punto dal committente insieme all’architetto paesaggista Ermanno Pozzi, e comprende varie specie di fiori che assicurano una fioritura costante da maggio a novembre. In particolare le rose garantiscono un effetto scenografico: i diversi colori dei fiori si incontrano nell’intrecciarsi dei rami e da lontano ricordano la trama di un tessuto nato dall’intreccio di fili diversi, in omaggio alla centenaria tradizione tessile d’eccellenza biellese.

Tra il 2014 e il 2015 la Fondazione CRB ha avviato il progetto Giardino delle Farfalle: attraverso uno specifico programma di ripopolamento ha portato nel giardino di Palazzo Gromo Losa numerose specie di farfalle.

Informazioni pratiche

 Mostra

Henri Cartier-Bresson

Collezione Sam, Lilette e Sébastien Szafran.

La Fondazione Pierre Gianadda a Biella.

Da domenica 20 marzo a domenica 15 maggio 2016.

Inaugurazione: sabato 19 marzo 2016 ore 17.00

 

Palazzo Gromo Losa

Corso del Piazzo, 24 Biella

http://www.fondazionecrbiella.it

info: 015 0991868 | spazio.cultura@fondazionecrbiella.it

Fondazione CR Biella

#BeLikeHenri

 

Orari Palazzo Gromo Losa

Venerdì 15.30-19.00

Sabato 15.30-19.00

Domenica 10.00-13.00-15.30-19.00

Biglietti

Il costo del biglietto è di Euro 5.00. Sono previste riduzioni per particolari categorie.

Visite guidate disponibili su prenotazione.

 

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Un cammino verso il mondo: i Gianadda da Curino a Martigny.

A cura di Spazio Cultura – Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, I.I.S. Eugenio Bona di Biella e DocBi – Centro studi biellesi con il sostegno di Rotary Club Vallemosso.

Da sabato 19 marzo fino a domenica 15 maggio 2016. Ingresso libero.

Fondazione Cassa di Risparmio di Biella – Spazio Cultura

via Garibaldi 14, Biella
Tel. 015 0991868
spazio.cultura@fondazionecrbiella.it
Orari Spazio Cultura
Da lunedì a venerdì 10.30-12.30 / 16.00-17.30
Sabato e domenica 16.00-19.00

 

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Museo del territorio biellese

Via Quintino Sella 54b, Biella

Tel. 015.2529345 | museo@comune.biella.it

 

Orari Museo del Territorio Biellese

Da mercoledì a venerdì: 10.00-12.30 e 16.00-17.30

Sabato e domenica: 15.00-18.30



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Data / Ora
20/03/2016 / 11:00 - 22:30

Luogo
Palazzo Gromo Losa, Biella