Il peso della polvere

L’artista Friulana Manuela Toselli (1971) che ha avuto i natali a Torino, presenta alla RC Contemporay una mostra dal titolo “Il peso della polvere” in cui propone un corpus di lavori nuovi realizzati in gran parte con la polvere che ha raccolto da qualche anno a questa parte dalla sua asciugatrice di casa. L’artista, nell’atto di recuperare dopo il lavaggio e l’asciugatura dei propri abiti questo residuo, conserva un estratto del tempo passato, della vita vissuta, di quello che siamo stati e che i nostri abiti in qualche modo hanno trattenuto nelle loro fibre. Capelli, peli del gatto di casa, pelle, frammenti di scontrini, lavati e asciugati in cui è impossibile leggervi qualcosa, in poche parole, tutto quello che siamo stati ieri, perché l’oggi è già altro. La polvere è dunque la custode di quella memoria passata che parla di noi,  ci rappresenta. Un autoritratto dell’artista frammentato, in cui è racchiuso il “resto”, inteso come condensato di vita vissuta,  è il peso del passato, della vita che non c’è più, della vita stessa che si perde nel continuo divenire del tempo in cui noi lentamente ci dissolviamo.

Questo residuo diventa per la Toselli il pigmento con il quale  imprimere sulla tela di seta, medium che l’artista utilizza in tutti i suoi lavori, supportato a volte da altri materiali,  una storia, la sua, un voler trattenere per forza ciò che è destinato a dissolversi, ad andare via da noi nell’eterno divenire dei giorni.

Nelle opere dal titolo “Il tempo che rimane” ci propone una lettura duale, in cui il tempo è trattenuto come residuo nella  polvere, ma allo stesso modo è tempo sottratto da quello che abbiamo ancora da vivere. “Il tempo che rimane” è metaforicamente la rappresentazione  di  una clessidra, in cui ogni granello si sposta da un’ampolla all’altra scorrendo in un’unica direzione, che noi  non potremo ribaltare, e ci mostra contemporaneamente quello che siamo stati e quello che saremo.

E’ sempre la polvere la protagonista nelle opere appartenenti al ciclo “Ho raccolto un anno di polvere e l’ ho legata alle perle del tempo passato”, ma qui la Toselli ci parla del ricordo, in cui simbolicamente, le perle di vetro, sono legate, trattenute ad un filo di seta, quasi a voler conservare il colore di quel preciso istante, che lentamente sbiadisce, perdendosi per sempre. Lei lo  imprigiona, lo trattiene nell’intercapedine del quadro, come in una sorta di spazio protetto, ideale per esservi custodito per sempre.

L’indagine che l’artista ci propone ne “Il peso della polvere” evidenzia anche un forte legame con la famiglia d’origine che lei stessa ci indica con  le opere  “Ombre di Famiglia”  e “Nel nome del padre”.

Ne “La Signorina Else”, citando il titolo dell’omonimo libro di Arthur Schnitzler, testo molto caro all’artista,  la Toselli ci propone due blocchi rivestiti di seta,  che rappresentano, simbolicamente, due amputazioni, in cui il corpo fisico risulta sospeso, fisso e immobile, nello spazio, e sul fondo cadono, pur rimanendo sempre legati ad esso, fili di seta, pezzi di pelle tagliata e piume. Incapacità di muoversi, di correre, agire o volare, come racconta la signorina Else poco prima di morire per overdose di Veronal; sopraffatta dalla responsabilità di una scelta che le era stata imposta dalla famiglia, che è stata costretta ad accettare ma della quale non è riuscita a sopportarne il peso, cadendo vittima della volontà di coloro che lei amava.

“Il peso dello polvere” è dunque una mostra complessa. Opere dense di significato, che nella loro rappresentazione formale fuggono ancora alla piena comprensione benché, esteticamente molto potenti. Strato su strato, il lavoro della Toselli ci conduce in anfratti profondi, non solo dal punto di vista introspettivo, ma anche di significato. Non certo, il suo,  un lavoro semplice o immediato, ma avvolgente in termini di “sensualità” delle opere e densità delle emozioni, continuamente alle prese con soluzioni di grande raffinatezza.

 

 



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Data e Ora
15/11/2018 / 18:00 - 21:00

Luogo
Galleria RC Contemporay