Omaggio alla bellezza

Un “Elogio alla bellezza” è il fil rouge della collettiva di Luigi Basile, Cataldo Mastrorilli ed Enzo Morelli, mostra itinerante tra castelli e musei di Puglia, da giugno a gennaio prossimo; seconda tappa al Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari.

Bellezza come incanto, tentazione, carezza sublime, sollievo e tempesta.
Bellezza come canto antico, notturno piacere ed effluvio inebriante. Aurora appannata e buio denso, scintilla e maledizione.
Le composizioni di Mastrorilli racchiudono un delicato senso di sospensione con un plasticismo classicheggiante che accorpa, penetra, diluisce, un fondo sempre informale da cui tutto sorge e a cui tutto ritorna.
Alle asprezze di contorni si combina la dolcezza del vento che danza tra le fessure, turba i fiori abbarbicati, filtra nella trame dei tessuti.
L’abbandono apparente è ingentilito dal tocco forte con l’intersezione dei piani che crea euritmia cromatica e intrecci estetici in bilico tra figurazione e utopia. Un carattere ricercato, con echi cubisti che non scompongono ma narrano la serenità e le attitudini di un tempo atavico, ricostruito attraverso contorni diluiti, pretesti per azzardi tonali, con dettagli in primo piano indagati per puro godimento estetico.
Una presenza sinuosa e leggera la donna di Basile, colta nei suoi attimi di solitudine, meditazione, abbandono passionale. La donna è desiderio, adolescente idealista, compagna di vita o sfuggente presenza. Come ambizione onirica, l’immagine è spesso sdoppiata, traslata in estensioni disgiunte atemporali e siderali. Il colore ha un ruolo notevole nei rimandi concettuali e formali, spesso allude a connessine che assimila, altre volte è usato in distonia.
Innesti sorprendenti quelli proposti sa Morelli abbagliato dall’imprevedibile intreccio-identificazione tra uomo e natura, vuoto e palpito vitale da quei rimandi sommersi che non ti aspetti. Storia e poesia si ricongiungono cosi, istintivamente, con le tracce del passato che fu già presente e i soffi che ancora spirano e carezzano la pelle. Il punto di vista, spesso ribassato, sostiene tangenze emozionali immediate. Nel punto esatto in cui si scopre quell’infinito celato tra le rughe del tempo, che leviga, penetra e intaglia. La trasposizione effettiva dell’immagine carica di vissuto il racconto, tessendo le fila di memorie germogliate e timidamente accennate. Morelli dipinge il distacco e la rinascita, la fragilità e il rigore, in quella terra dove ogni incontro è traccia, ogni orizzonte è miraggio, il profumo inebria la caligine e il silenzio protegge e ammanta.



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Data e Ora
08/07/2018 / 19:00 - 22:00

Luogo
Sannicandro di Bari