Organismi estremofili

Nell’ambito delle manifestazioni dedicate all’arte contemporanea, la Reggia di Caserta ospita una mostra site and contest specific di Michelangelo Penso: Organismi estremofili.

Artista che da anni lavora a livello internazionale indagando le possibili connessioni tra ricerca scientifica e artistica, Penso ha concepito per gli spazi della storica residenza borbonica Sulfolobus solfataricus e Caldariella acidophila, due opere ispirate al medesimo archeobatterio, uno di quei microrganismi detti anche estremofili poiché si differenziano dai batteri tradizionali per aver sviluppato caratteristiche straordinarie che consentono la vita in ambienti inospitali, in condizioni, appunto, estreme.

Il nome Caldariella acidophila gli fu dato dalla ricercatrice avellinese Agata Gambacorta che lo scoprì negli anni Settanta, intuendo che i prelievi da lei effettuati alle fumarole della solfatara Pisciatella a Pozzuoli contenessero qualcosa di vivo. Tale nome fu poi cambiato in Sulfolobus solfataricus per uniformarne la nomenclatura: in quegli stessi anni era stato scoperto da Thomas Brock nel parco di Yellowstone un altro batterio “amante dello zolfo” chiamato in latino “ufficiale” Sulfolobus.

Le opere si legano dunque al contesto culturale campano, ma anche allo stesso sito in cui sono esposte: anche la Reggia infatti può essere definita “estremofila” per le sue dimensioni, le sue peculiarità architettoniche, le sue varietà botaniche.

La mostra è curata da Leo Lecci, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università di Genova e organizzata in collaborazione con la Galleria Alberta Pane (Paris – Venezia) e l’Archivio d’arte contemporanea dell’Università di Genova.

MICHELANGELO PENSO

Nato nel 1964 a Venezia. Vive e lavora a Venezia.

Laureatosi nel 1987 all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove è ora professore, Michelangelo Penso ha esposto le sue opere in gallerie private e istituzioni pubbliche. Specializzato in scultura, installazioni e disegno, è da sempre interessato all’uso di diversi materiali. Le sue ultime opere, che sviluppano un nuovo concetto di scultura, sono composte da materiali di origine industriale, come cinture di gomma e poliestere o pezzi di alluminio e acciaio: strutture genetiche espanse per riempire uno spazio reale.

Tra le sue mostre principali ricordiamo la partecipazione alla 45. Biennale di Venezia, Punti cardinali, del 1993; la collettiva alla Galleria Continua di San Gimignano e alla Galleria L’Attico di Roma, del 1997; la Nuit Blanche di Parigi dove viene invitato a partecipare nel 2004 con un’installazione per l’Université Pierre et Marie Curie e, nello stesso anno, una collettiva curata da Hans-Ulrich Obrist presso la galleria di via Farini a Milano. Nel 2016 ha esposto Choices, al Palais de Tokyo di Parigi; Almost Body una mostra collettiva al The Flat – Massimo Carasi di Milano; Onde pixel, una mostra collettiva per le collezioni Unicredit, al padiglione Unicredit di Milano; Virage, esposizione collettiva alla Galerie de Roussan di Parigi. Nel 2015 espone Nutrimentum alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti di Verona; ricordiamo anche Interligne, mostra collettiva con Fritz Panzer alla Galerie Alberta Pane di Parigi. Dello stesso anno è Talkonfession, un’installazione-performativa per Progetto Borca, Dolomiti Contemporanee, a Borca di Cadore (BL).

Optogenetics, installazione site specific, è stata recentemente esposta presso il chiostro del Museo di Bassano del Grappa, Vicenza (2017-2018).



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Data e Ora
27/07/2018 / 17:00 - 20:00

Luogo
Reggia di Caserta