The Fountainhead

La mostra ha inaugurato la Fondazione Zimei che, nata a Pescara nel 2014 per volontà della famiglia Zimei, ha come intento principale promuovere l’arte contemporanea e sostenere i giovani artisti e curatori internazionali.

La mostra curata da Massimiliano Scuderi è ispirata ad un famoso romanzo della scrittrice AynRand e intende essere per un verso una riflessione sullo stretto rapporto tra arte e flussi vitali, tra etica ed estetica, tra racconto autobiografico ed utopia, includendo anche le luci e le ombre della creazione. Dall’altra parte il progetto intende osservare come i principi dell’arte siano presenti nelle persone e negli avvenimenti della loro vita,  presentando così un ritratto in forma sublimata della figura dell’architetto Antonio Zimei al quale è intitolata la Fondazione. La mostra affronta tematiche importanti che vanno da quelle geo-politiche, all’ecologia, al rapporto tra potere e libertà individuale, tra utopia ed esistenza ordinaria.

L’energia, in particolare quella sostenibile, con tutte le implicazioni di carattere geopolitico, sono l’ambito di ricerca di Peter Fend. Impegnato in progetti che interessano vaste porzioni di territorio,  realizza tecnologie che ricordano le strutture di  Buckminster Fuller e che affermano l’arte come paradigma dell’evoluzione umana, denunciando la necessità di ricorrere a nuovi strumenti traendoli direttamente dall’arte per sviluppare una nuova consapevolezza nell’uso dei materiali, della terra, dell’acqua, dell’ecologia, dell’energia.

In questo senso Jordi Mitjà, artista catalano,  considera lo scarto, il residuo, un potenziale inespresso, non il risultato di un’energia esausta. Per questo motivo il suo lavoro artistico è paragonabile ad un’improvvisazione jazz,  con sculture create con piccoli oggetti di scarto;Petra Feriancova elabora oggetti e immagini unendo dati autobiografici a temi universalistici, nella sua opere una pietra o un tronco d’ albero sono elementi partecipi di un ordine cosmico,Hans Schabus “va sempre fino al limite del possibile”, scultore viennese, il suo lavoro è fortemente connotato da una stretta relazione con lo spazio. Decostruisce lo spazio pubblico in elementi distinti che si riconfigurano nella forma, nel tempo e nello spazio, applicando loro una energia corporea; Julius Koller, grande artista slovacco al quale tra poco sarà dedicata una grande retrospettiva al MUMOK di Vienna, incontra Květa Fulierova durante un’escursione di artisti mentre lui spremeva un limone in Piazza San Pietro dandogli la forma di un grande punto interrogativo. In piccole fotografie in bianco e nero porta a casa dal negozio comunale assieme alla spesa la loro esistenza insieme.

Al finissage sarà possibile ricevere il catalogo della mostra con una guida relativa alle attività della Fondazione Zimei.



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Data e Ora
19/12/2015 / 18:00 - 22:00

Luogo
Fondazione Zimei