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Visite guidate a Santa Croce in Gerusalemme

Dal 6 al 20 luglio la Soprintendenza Speciale di Roma aprirà al pubblico l’area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme. L’iniziativa, in occasione della rassegna Per il cinema italiano, prevede ogni sera una visita guidata gratuita, con inizio alle ore 19, alle varie strutture presenti nel sito.
Carica di una storia plurimillenaria, Santa Croce in Gerusalemme si caratterizza per la presenza di opere come l’Acquedotto Claudio, che costituisce la più antica testimonianza monumentale del comprensorio (52 d.C.) inglobato poi nelle Mura Aureliane, il Circo Variano, costruito sotto i Severi, in particolare da Caracalla (212-217 d.C.) e completato da Elagabalo (218-222 d.C.), e alcune parti del Palazzo Sessoriano, come la basilica civile, le case destinate ai membri della corte, e la domus di via Eleniana, decorata con affreschi e mosaici.

Le visite saranno curate dall’archeologa della Soprintendenza Anna De Santis, che dirige il sito, e da anni lo studia e ha condotto scavi e ricerche nell’area.

Le visite guidate sono gratuite e senza prenotazione, si consiglia pertanto di arrivare in anticipo rispetto all’inizio.

Comprensorio archeologico di Santa Croce in Gerusalemme
Visite guidate dal 6 al 20 luglio, inizio ore 19.00
Ingresso gratuito senza prenotazione
Informazioni: 06 7070220

LE ORIGINI
Destinata fin dal IX secolo a.C. a una funzione prevalentemente funeraria, l’area oggi denominata di Santa Croce in Gerusalemme durante la storia della Roma antica ha avuto diverse funzioni e un importante sviluppo urbanistico.
A partire dal V secolo a.C., la zona divenne un essenziale snodo di comunicazione grazie alla presenza di tre grandi strade, Labicana, Prenestina e Celimontana. Inoltre, essendo uno dei punti più alti della città, nei secoli vi confluirono ben otto acquedotti, tra cui quello Claudio, la più antica testimonianza monumentale del comprensorio (52 d.C.) ancor oggi visibile.
Tra il 42 e il 38 a.C., nell’ambito di un generale riassetto urbanistico dell’Esquilino, Mecenate trasformò l’area in un quartiere residenziale, con grandi villæ e domus private immerse in vasti giardini (horti). In particolare, la zona vicina a Porta Maggiore divenne in seguito proprietà della famiglia dei Varii, imparentati con la dinastia dei Severi (horti Variani).

RESIDENZE IMPERIALI
Dagli inizi del III secolo d.C., con l’elezione a imperatore di Sesto Vario Avito Bassiano, detto Elagabalo (218-222 d.C.), gli horti Variani entrarono a far parte del demanio imperiale. Elagabalo modificò la villa dei Varii trasformandola in una sua nuova residenza, strutturata in nuclei monumentali che facevano perno su un atrio (corrispondente all’attuale basilica di Santa Croce) e connessi tra loro da corridoi articolati all’interno di un vasto parco. Della villa facevano parte l’anfiteatro Castrense e il circo Variano, strutture utilizzate per giochi e corse di carri a uso esclusivo della corte imperiale, mentre le terme Eleniane, edificate da Alessandro Severo (222-235 d.C.), erano probabilmente destinate alla fruizione pubblica.
La dimora imperiale venne ridimensionata dalla costruzione delle mura Aureliane (271- 275 d.C.), che sacrificarono il circo e inglobarono l’anfiteatro e la parte residenziale.
Con Costantino (306-337 d.C.) la villa conobbe la sua ultima fase di splendore: fu trasformata in un complesso polifunzionale, noto come Palazzo Sessoriano (che significa luogo di soggiorno imperiale). Protetto su tre lati dalle mura, il complesso era diviso in una parte pubblica (dove spicca la basilica civile nota come tempio di Venere e Cupido), una destinata agli alloggi della corte (le domus lungo le mura) e infine un settore privato riservato alla famiglia dell’imperatore.

LA CHIESA
Per volere di Elena, madre di Costantino, l’antico atrio della villa severiana fu adattato a cappella Palatina dedicata al culto della croce di Cristo, ancora oggi praticato nella Basilica. Il nuovo palazzo doveva essere un vasto complesso polifunzionale esteso su una superficie di circa 122.500 metri quadrati, una sorta di enclave incastonata nell’angolo sud-orientale delle mura Aureliane.

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI
SOPRINTENDENZA SPECIALE DI ROMA ARCHEOLOGIA BELLE ARTI PAESAGGIO
Negli anni successivi, mentre il centro della vita politica e imperiale si era ormai trasferito a Costantinopoli, la zona di Santa Croce ebbe una sorte simile a quella di altre parti della città, venendo progressivamente abbandonata e destinata a colture. Mentre il palazzo e gli edifici pubblici e privati andarono lentamente in rovina, la chiesa continuò a esistere, diventando meta di pellegrinaggi e importante centro vitale, intorno al quale si sviluppò una fiorente comunità religiosa.

 



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Data e Ora
06/07/2019 / 19:00 - 21:00

Luogo
Santa Croce in Gerusalemme - Area Archeologica