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Gilberto Zorio

Dopo la personale milanese del 2013, la Galleria Lia Rumma ha inaugurato il nuovo progetto di Gilberto Zorio domenica 20 settembre 2015 nella sede napoletana della galleria.

La galleria di Napoli appare più ampia di quanto le severe misure su carta indichino.
La galleria di Napoli è loZorio_Rummantanissima dalla galleria di Milano, si estende allungata, guarda lontano; due bellissime stanze poste sulla sinistra si affiancano in fondo…
La “
Scala aggettante“ (2015) aggetta di fianco alla porta di entrata, parte dal muro, percorre aerea e orizzontale lo spazio, contorta sostiene gli attrezzi di misurazione i quali ospitano la lenta reazione alchemica che indica la memoria, il tempo in trasformazione.
In posizione quasi centrale “
Il brindisi del marrano” (2015) comprime il marrano. Il marrano è immobile, afflosciato, attende l’impulso, il gonfiore…
Eccolo. Sforzato, sibilante, il marrano spinge e solleva gli scalini, il sibilo raggiunge la coppa di pyrex, eccita il fosforo…
La sala si oscura, il fosforo si illumina e diventa portatore di memoria, di speranza…torna la luce bianca. Il marrano è spossato, si affloscia lento e attende il prossimo respiro…altra speranza.
Sul fondo sala la “
Pergamena di luce“ (2015) è grippata fronte e retro da due stelle, il muro la sostiene aiutata dalle luci silenziose. Le luci si spengono a intermittenza, rivelano le tracce, la trasparenza, la “storia”, la fosforescenza-memoria.
Le stelle intrecciano l’immagine cosmica con l’immagine terrena dell’animalità.
Le due stanze di lato ospitano opere “antiche”, opere che hanno percorso decine di migliaia di giorni e che ora sono pronte ad entrare in viaggio con le opere recentissime.
Si riconoscono, si sono immaginate.
Nella “
Pelle con resistenza” (1968) l’incandescenza offre energia, si abbevera di fosforo e riscalda lo zolfo, della “Ciotola” (1968), dove la calamita scrive e disegna con la limatura di ferro.
Tutto si può riassemblare, forse c’è il tempo necessario, forse basta pensare che il tempo appartiene all’arte e che l’arte detta il passo alla speranza…
Non mancherà la canoa ? …mancherà L’internazionale ?
Il viaggio può ricontinuare
.”

Gilberto Zorio, luglio 2015

Gilberto Zorio è nato nel 1944 ad Andorno Micca, Biella. Vive e lavora a Torino. Protagonista del movimento “Arte Povera” formatosi a metà degli anni Sessanta in Italia, Gilberto Zorio dal ‘67 ad oggi oltre alle mostre in gallerie private ha esposto in numerose mostre personali allestite presso spazi pubblici come il Kunstmuseum di Lucerna (‘76), lo Stedelijk Museum di Amsterdam (‘79), la Pinacoteca di Ravenna (’82), la Biennale di Venezia (‘78, ‘80, ‘86, ‘95, ’97, ‘13), il Kunstverein di Stoccarda (‘85), il Centre d’Art Contemporain di Ginevra e il Centre Georges Pompidou di Parigi (‘86), il Tel Aviv Museum e lo Stedelijk Van Abbemuseum di Eindhoven (‘87), la Philadelphia Tyler School of Art (‘88), il Museu Serralves di Oporto (‘90), l’IVAM di Valencia (‘91), il Centro per l’Arte Contemporanea Pecci di Prato, Documenta di Kassel e il Musèe d’Art Moderne et d’Art Contemporain di Nizza (‘92), la Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Trento (’96), il Dia Center for the Arts di New York (2001), Le Creux de l’Enfer Centre d’Art Contemporain in Thiers e l’Institut Mathildenhöhe di Darmstadt (2005), la Milton Keynes Gallery di Milton Keynes (2008), il MAMbo di Bologna (2009), il CGAC di Santiago de Compostela (2010), il MACRO di Roma (2010) e il MAXXI di Roma (2011).

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