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Il bis di Dario Franceschini e del MIBACT

Con il cambio di Governo, da giallo-verde a giallo-rosso, molteplici sono state le modifiche relative alle poltrone comportando l’avvento di nuovi ministri. Tra le poche eccezioni fatte anche quella per il MIBACT – Ministero per i Beni, le Attività Culturali e per il Turismo al cui vertice ritorna Dario Franceschini (Ferrara, 1958).

Dopo soli 14 mesi di reggimento Bonisoli, che aveva appena approvato la sua riforma di accentramento smantellando la precedente organizzazione del ministero voluta nel 2014 proprio da Franceschini, il nuovo capo del Collegio Romano dovrà fare i conti con diverse questioni lasciate in sospeso dall’ex-ministro. Infatti, oltre alla citata riorganizzazione lo attendono: il piano assunzioni annunciato ed avviato da Bonisoli con il primo Concorso pubblico per il reclutamento di n. 1.052 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato; le deleghe sul Codice dello Spettacolo(già approvate da Franceschini a fine 2017) e sulla riforma del Codice dei Beni culturali; il ddl sui Reati contro il patrimonio culturale (da lui firmato insieme ad Andrea Orlando); la ratifica della Convenzione di Faro; la Promozione della lettura; il tema delle fondazioni lirico sinfoniche e, non da ultimo, la riforma del Fus (su cui il Senato ha appena concluso un’indagine conoscitiva con la relazione della Commissione Cultura già pronta per essere presentata al ministro).

Al ferrarese, a suo secondo mandato al MIBACT, spetterà l’arduo compito di riassestare un settore alquanto scontento. Inoltre, con il Conte-Bis ritorna anche il settore del Turismo, in precedenza passato al ministro delle Politiche Agricole, modificando nuovamente la sigla del ministero.

Stamattina, ore 10, Franceschini, assieme agli altri ministri nominati, salirà al Quirinale dove, davanti al Capo dello Stato Mattarella, giureranno fedeltà al governo Conte-Bis.

Dario Franceschini, nuovo ministro del MIBACT.