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Nucci. Una retrospettiva, opere 1985-2015

Da qualche tempo a questa parte, a dire il vero con maggior determinazione da quando Trione e Montanari hanno pubblicato il loro opuscolo Contro le mostre, l’aggettivo “goldiniano”, riferito a rassegne di autori di grido come gli Impressionisti, o a pastiche generalisti in cui si passa allegramente da Tutankhamon alla Notte stellata di Van Gogh, suona critico, se non dispregiativo. Eppure il curatore, con tutti i limiti di un’impostazione che premia il botteghino togliendo forse spazio a disamine storiche o a libere espressioni del talento individuale, almeno un merito c’è l’ha. È infatti grazie a lui che artisti della levatura di Vincenzo Nucci, in tempi di generale mortificazione della pittura di paesaggio come genere espressivo, hanno avuto l’irripetibile occasione di esporre fianco a fianco di Manet o di Vermeer. Né – va detto per onor di cronaca – Goldin è stato il solo che si sia di recente occupato di Nucci. Daverio, ad esempio, gli ha dedicato – in condominio con Momò Calascibetta – una puntata del suo Passepartout. Non è però per il tramite suo o di Goldin che ebbi la fortuna di conoscere Vincenzo; la circostanza favorevole fu una visita al comune amico Aldo Gerbino, nel cui salotto palermitano era appena pervenuto un suo superbo pastello che mi indusse a visitarlo. Diventammo subito amici. Ebbi anche l’onore – non desiderato – di presentare nel 2014 la sua ultima mostra personale, poco prima che un male incurabile ponesse fine all’estrema, vitalistica stagione dell’autore. Ora, è proprio ad Aldo Gerbino e a Tanino Bonifacio che è toccato ripercorrere le tracce di Vincenzo nella mostra “Nucci. Una retrospettiva, opere 1985-2015”. Una mostra che evidenzia come «La luce dipinta da Nucci rischiari la bellezza che sosta nascosta fra le cose della nostra esistenza» (Bonifacio) «in quel fading inserito a piene mani dall’artista in ciò che è stata la sua più recente scrittura. Mutamenti, tra Nouvelle Figuration e il commosso guardare all’intensità dell’amico Piero Guccione» (Gerbino).

Nucci. Una retrospettiva, opere 1985-2015

A cura di Tanino Bonifacio e Aldo Gerbino

Fino al 30 settembre 2019

Casa Museo Scaglione

Piazza Don Giovanni Minzoni – 92019 – Sciacca (AG)

tel: +39 380 475 4856

sito: www.sciaccamusei.it/