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Thomas Ruff j_m_s_s_z

Si inaugura sabato 21 settembre alle 17, nello spazio di via Stilicone 19 a Milano, la mostra di Thoma Ruff da Lia Rumma. Legato da molto tempo alla galleria, che già nel 1991 presentava nel suo spazio napoletano i silenziosi ritratti di grandi dimensioni e le sue costellazioni, l’artista tedesco ha riunito per questa mostra un nutrito numero di lavori tratti dalle serie  jpegs, ma.r.s.sterne, substratzycles (j_m_s_s_z), che testimoniano la varietà e l’ampiezza di una ricerca intrapresa alla fine degli anni Settanta alla Kunstakademie di Düsseldorf sotto la guida di Bernd e Hilla Becher.

Se agli artisti della cosiddetta Scuola di Düsseldorf la critica ha attribuito concordemente un ruolo fondamentale nell’affermazione, ormai inequivocabile, della fotografia come medium artistico, a Thomas Ruff in particolare è stata riconosciuta una costante quanto rigeneratrice intenzionalità di sperimentazione. A partire dai portraits realizzati negli anni Ottanta fino alle serie più recenti, Ruff ha trasformato la fotografia (e poi l’immagine digitale) in un campo di sperimentazione tecnica e in un luogo di indagine rigorosa sulla natura del mezzo e sui meccanismi che governano la costruzione dell’immagine. La molteplicità di tematiche affrontate, che segna l’avvicendarsi delle diverse serie, ha assecondato coerentemente tali istanze, consentendo di fatto di rispettare sia la profonda volontà analitica dell’artista che la sua spinta creativa – ogni ciclo di lavori rivela stupefacenti e inedite soluzioni visive – e spostando ogni volta più lontano i confini disciplinari, peraltro mai negati.

La mostra da Lia Rumma si articola intorno a questa significativa varietà di esiti e soluzioni, enfatizzandola sapientemente.
Ad accogliere il visitatore nella grande sala a piano terra, un mix di lavori: le fotografie della serie sterne(1989-1992) create a partire dagli scatti dell’emisfero australe realizzati con potenti telescopi dall’ESO (European Southern Observatory) che l’artista ha manipolato e ingrandito; i substrat del 2007, nei quali Ruff ha rielaborato immagini tratte da Manga e Anime giapponesi sottoponendole ad una progressiva sovrapposizione fino a farle diventare suadenti superfici astratte e tre zycles, ovvero stampe a getto d’inchiostro su tela riproducenti curve matematiche generate da programmi di modellazione tridimensionale.
L’interesse per l’astronomia, più volte manifestato dall’artista, è alla base anche dei lavori esposti al primo piano che appartengono alla recente serie ma.r.s. Per essi Ruff ha utilizzato immagini digitali del pianeta Marte scaricate dalle pagine web della NASA, trattate ingrandendo particolari e modificando il colore con violente saturazioni.
Concludono il percorso espositivo, al secondo piano, i lavori appartenenti alla serie jpeg, realizzati dal 2004, che per molti aspetti si offrono come una efficace sintesi della sua opera. Si tratta di fotografie scelte e non realizzate direttamente dall’artista.

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