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Alessio Bolognesi Sfiggy Invasion

Fino al 1 marzo, la Galleria Square23 di Torino ospita Sfiggy Invasion, mostra in cui sono esposte le opere del ferrarese Alessio Bolognesi, ingegnere trentacinquenne appassionato del proprio lavoro ma che per dare libero sfogo alla sua creatività e alla sua vena artistica ha creato un personaggio originale, irriverente, sfortunato e vendicativo: Sfiggy (si pronuncia Sfigghi). Una figurina tutta bianca che non si prende mai troppo sul serio e non prende sul serio neppure chi è osannato e idolatrato dai più. Un esserino simpatico e apparentemente innocuo ma portatore anche di istanze rivoluzionarie, Sfiggy è l’alter-ego dell’artista, con una sua storia e una propria personalità che integra e completa quella del suo ideatore. Le vicende di Sfiggy e quelle di Alessio Bolognesi diventano indistinguibili e si fondono a quelle della nostra società che, un po’ rattoppata, cerca in continuazione di andare avanti. In mostra le vicende di Sfiggy, passate e presenti, illustrate su carta antica, accanto a tele neopop, a un’installazione a muro, che ricorda Mondrian e i videogame degli anni ’80, dove Sfiggy si muove tra mille difficoltà per raggiungere una meta… qualunque essa sia.

Così, dopo aver accoltellato Hello Kitty, inseguito con un’accetta Pikachu e minacciato i figurini colorati di Haring, Sfiggy si prepara con sarcasmo e irriverenza ad invadere Torino, tanti Sfiggy, cuciti e rappezzati, sono pronti ad avanzare a testa alta nel Quinto Stato, una rivisitazione, in chiave pop, del ‘Quarto Stato’ di Pellizza da Volpedo, un work in progress su muro in corso Lione, angolo corso Mediterraneo (diffronte alla Fontana Igloo di Mario Merz), in collaborazione con Murarte – che sarà anche il leitmotiv della mostra. Se, nel ‘Quarto Stato’ di Pellizza da Volpedo i lavoratori in sciopero simboleggiavano non solo la protesta sociale, ma anche l’affermazione di una nuova classe, il proletariato, che diventava consapevole dei propri diritti, nel Quinto Stato di Alessio Bolognesi la stessa società, oltre un secolo dopo, racconta che tali diritti li sta perdendo.

Le opere di Alessio Bolognesi sono una dimostrazione della caratteristica essenziale dell’arte, quella positività che spinge al cambiamento, che non permette di adagiarsi sullo status quo delle cose, che crede sempre in qualcosa di migliore e diventa motore di crescita e sviluppo, senza dimenticare però la giusta carica di ironia e divertimento. Un principio, questo, che sarebbe bene tenere a mente.

 Square23 Art Gallery – via San Massimo 45, Torino
31 gennaio – 1 marzo
lunedì-venerdi 11,00-20,00 o su appuntamento

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