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Arshile Gorky

Nato il 15 aprile 1904 a Khorkom in Armenia, Arshile Gorky si rifugia negli Stati Uniti insieme alla sorella a 15 anni, per sfuggire al genocidio armeno. Si iscrive alla New School of Design di Boston, dove studia sino al 1924. In quello stesso anno si sposta a New York per insegnare a tempo pieno alla School of Painting and Drawing presso la Grand Central School of Art. Inizia così la vicenda umana ed artistica di Arshile Gorky: parabola breve, brevissima. Infatti nel 1948, a seguito di un periodo di turbamento personale e problemi di salute, Gorky si tolse la vita. Una parabola di luminosa pregevo- lezza che viene omaggiata in uno degli appuntamenti lagunari di certo più meritevoli di nota, con la prima ampia retrospettiva mai realizzata in Italia sull’artista americano. Arshile Gorky: 1904 – 1948 è allestita a Ca’ Pesaro a cura di Gabriella Belli, storica dell’arte e direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia e da Edith Devaney, curatrice alla Royal Academy of Arts di Londra. La mostra riunisce oltre 80 opere e consente al fruitore ammaliato di auscultare tutta la sublime poiesis dell’opera di Gorky, di riconoscerne finalmente tutta la portata innovatrice. La grande retrospettiva veneziana è realizzata in stretta collaborazione con The Arshile Gorky Foundation e con i membri della famiglia, pertanto consente di ammirare anche opere che sono state raramente esposte in pubblico. Il percorso di mostra conta inoltre su prestigiosi prestiti museali: National Gallery of Art di Washington; Tate Modern di Londra; Centre Pompidou di Parigi; Whitney Museum of American Art, New York; Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington, Albright-Knox Art Gallery di Buffalo; Calouste Gulbenkian Foundation, di Lisbona; Diocesi della Chiesa Armena Americana a New York. La mostra inquadra storicamente, dispiega e accompagna l’iter artistico e produttivo di Gorky disvelandone la visionaria poetica ove l’alta ispirazione a Cézanne, Picasso, Kandinskij, Masson si commette sempre con la lezione di Ingres e Paolo Uccello. Scrive Argan: “Gorky è stato un traduttore, ha reso intellegibile in America la migliore letteratura pittorica europea. Ma le sue opere non sono trasposizioni da una lingua a un’altra (del resto un linguaggio visivo americano cominciava appena, e proprio con Gorky, a formarsi), né applicazione di mezzi espressivi europei alla realtà americana. Avviene con Gorky quello che accade, negli stessi anni nella narrativa: uno Scott Fitzgerald, un Faulkner, un He- mingway scrivono in lingua inglese ma fanno una letteratura americana, che nessuno potrebbe più considerare come deformazione vernacola o coloniale dell’inglese”. A lungo misconosciuta o considerata scarsamente originale da certa critica europea, l’opera di Gorky viene dunque successivamente riva- lutata, scardinando un bastione ottuso e miope; Arshile Gorky 1904-1948 è da considerarsi pertanto uno strumento d’inesti- mabile valore per coloro i quali hanno desiderio di avvicinarsi al grande artista americano e per confermare -qualora ce ne fosse necessità – l’opera di assoluto genio.

Arshile Gorky 1904-1948

Fino al 22 settembre 2019

Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna

Santa Croce 2076, 30135 Venezia

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