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Arte Cinetica – Un omaggio di Ferruccio Gard a Vasarely

L’Istituto Italiano di Cultura di Marsiglia ospita la mostra Arte Cinetica – Un omaggio di Ferruccio Gard a Vasarely, curata da Sarah Mongelli con il supporto della Fondation Vasarely. La scelta di Marsiglia come sede della mostra si colloca nel quadro delle attività culturali promosse dall’Istituto Italiano di Cultura, istituzione impegnata nella diffusione della cultura italiana all’estero. Inoltre, l’anno in corso coincide con alcune ricorrenze che si intrecciano in modo significativo: i 120 anni dalla nascita di Victor Vasarely, il cinquantesimo anniversario della Fondation che ne conserva l’eredità e gli 85 anni di Ferruccio Gard. Queste ricorrenze offrono l’occasione per tornare a esaminare un ambito della storia dell’arte europea legato all’arte programmata e cinetica. Difatti nel secondo dopoguerra la produzione artistica è caratterizzata da un’attenzione specifica ai processi percettivi e alla relazione tra forma e osservatore.

Per comprendere il significato di questa esposizione è utile richiamare brevemente le figure dei maestri.
Victor Vasarely (1906–1997), formatosi in un ambiente influenzato dai principi del Bauhaus e attivo a Parigi dagli anni Trenta, definisce a metà degli anni Cinquanta un linguaggio visivo fondato sull’interazione tra forma geometrica, colore e percezione dello spettatore, teorizzato nel Manifeste jaune. La sua ricerca si basa sull’uso sistematico di moduli, contrasti cromatici e strutture seriali finalizzate alla produzione di effetti ottici e alla percezione di movimento e profondità su superfici bidimensionali. In questo contesto si inserisce il lavoro di Ferruccio Gard (1940), attivo nell’ambito dell’arte cinetica dalla fine degli anni Sessanta e legato alle ricerche programmato-cinetiche italiane. La sua pratica pittorica si caratterizza per un’organizzazione rigorosa della superficie e per l’impiego calibrato del colore come elemento generatore di variazioni percettive e dinamiche visive all’interno di strutture geometriche controllate.

Un riferimento storico utile per contestualizzare queste ricerche è rappresentato dal 1962, anno in cui Umberto Eco utilizza il termine «arte programmata» in occasione della mostra organizzata da Olivetti a Milano e curata da Bruno Munari. La prossimità temporale di questi eventi contribuisce alla diffusione del movimento nel panorama artistico italiano e alla definizione di un linguaggio visivo fondato su procedure sistematiche, serialità e controllo dei processi formali.

La mostra si articola in tre nuclei tematici: Le radici e il maestro, Il colore in movimento, Il colore senza colore. Nel confronto tra opere di Gard e lavori di Vasarely provenienti dalla Fondation, sono esposte due serigrafie originali: ILILE C (vert-bleu-violet) e ILILE D (rouge-noir), realizzate tra il 1956 e il 1959. Le opere appartengono alla fase in cui Vasarely stava definendo un linguaggio visivo fondato sull’uso sistematico di moduli geometrici e contrasti cromatici, finalizzati alla produzione di effetti ottici e alla percezione di profondità su superfici bidimensionali. Le due serigrafie testimoniano questa ricerca attraverso configurazioni formali essenziali e variazioni cromatiche calibrate. In questo contesto, le opere di Gard sono presentate come esito di un percorso che utilizza il colore e la struttura geometrica come strumenti di indagine visiva, sviluppando soluzioni compositive orientate alla variazione ritmica e alla modulazione della superficie.

La rassegna mette in relazione due percorsi artistici sviluppati in ambienti differenti ma accomunati dall’interesse per i fenomeni percettivi e per l’organizzazione razionale della forma e del colore. Il confronto tra le opere consente di osservare continuità e differenze nei metodi di costruzione dell’immagine e nelle soluzioni adottate per attivare la partecipazione visiva dello spettatore. Più che proporre una lettura celebrativa, l’esposizione offre quindi un’occasione di osservazione e confronto tra esperienze artistiche che hanno contribuito allo sviluppo dell’arte ottico-cinetica nel secondo Novecento.

Arte Cinetica – Un omaggio di Ferruccio Gard a Vasarely
Ferruccio Gard e Victor Vasarely
A cura di Sarah Mongelli
dal 24 marzo al 15 maggio 2026

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Arte Cinetica – Un omaggio di Ferruccio Gard a Vasarely

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