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BerlinRoma RomaBerlin – Reverse Inequality. Primo Atto

4 copia   Nato dall’incontro tra Valentina Galossi, curatrice romana residente a Berlino da 3 anni, e l’artista tedesca Amelie Groezinger, il progetto espositivo BerlinRoma RomaBerlin – Reverse Inequality è iniziato a Berlino lo scorso 19 settembre negli spazi della Galerie Patrick Ebensperger, con una mostra collettiva che ha coinvolto sia artisti italiani che tedeschi: Elisabetta Benassi, Isabelle Borges, Alessandro Cicoria, Rä di Martino, Valerie Giampietro, Amélie Grözinger, Caroline Kryzecki,Philipp Lachenmann, Gemis Luciani, Bjørn Melhus, Olaf Nicolai, Max Paul, Andrea Sala, Guilio Squillacciotti, Maria Thurn und Taxis, Marlon Wobst, Peter Welz. Si tratta di un progetto che, iniziato a Berlino, vedrà un secondo appuntamento nella città di Roma.

 

 

Perché la necessità di individuare un “Asse Roma-Berlino” riferibile al sistema dell’arte odierno?

“Roma, la città d’arte per eccellenza, un museo a cielo aperto.
Ma non è solo questo! Ci sono artisti che ne hanno tratto inspirazione, chi ci è nato e poi se ne è allontanato; chi vive ancora lì la sua vita professionale, ma sono in pochi. In ogni caso, sono proprio loro, gli artisti, a rendere attuale la memoria di questa affascinante città dal passato ingombrante, ed è con le loro opere che ne viene valorizzata la storia più recente. L’eredità di Roma è nelle persone che ne fanno3 parte, e negli artisti che la rappresentano.
Oggi è Berlino ad attirare artisti da tutto il mondo. Dalla caduta del muro, è lei la nuova capitale culturale europea. Forse non sbagliamo nel dire che tra le due città è avvenuto un sotterraneo passaggio del testimone.” scrive Valentina Galossi; l’idea di uno scambio tra le due città è dunque prima di tutto culturale e legato al flusso di artisti italiani che hanno scelto Berlino come luogo in cui vivere e creare e, allo stesso tempo, permette di coinvolgere quegli artisti che vivendo a Roma, in qualche modo la rappresentano.

La mostra è dunque occasione di incontro e confronto tra lavori che abbracciano e tengono conto di varie tematiche riconducibili alle eredità che le due città, seppur in maniera diversa, continuano a custodire.

Tra le opere in mostra colpiscono per quel senso di suggestione dell’antico e della temporalità come possibile traiettoria eterna il lavoro di Andrea Sala che accoglie gli spettatori in un ambiente da tempio antico e il video di Rä di Martino, Copies récentes de paysages anciens.  Max Paul crea un legame tra antico e contemporaneo con l’opera Fragments.

L’artista romana Elisabetta Benassi, invece, riflette sugli effetti che la storia contemporanea ha sortito sulla storia dell’arte antica con un’opera che trae spunto da un episodio drammatico: l’esplosione di via dei Georgofili a Firenze (correva l’anno 1993), quando la Galleria degli Uffizi subì molti danni, tra i quali quelli alla statua romana, il Figlio di Niobe, uscita dall’episodio mutila di gambe.

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Una riflessione sugli effetti della caduta del Muro di Berlino è invece presente nell’opera, sempre di Benassi, Passato e Presente, dove il libro “Passato e Presente” – Quarto e ultimo de I “Quaderni dal carcere” –  è attraversato da un chiodo. L’autore, Antonio Gramsci, uno degli scrittori italiani più tradotti e studiati al mondo vede la sua riscoperta internazionale solo dopo il crollo del Muro. La pittura è presente nei lavori di Marlon Wobst: Rallye, Becken, Brand (2015) e Becken (2015); mentre le fotografie dell’artista romana Valeria Giampietro riflettono sulla memoria attraverso una serie di oggetti immortalati su superfici differenti e resi su carta da disegno. Olaf Nicolai riporta la propria esperienza romana presso Villa Massimo con i suoi Notizen mostrati in vetrina: aperto, chiuso, sulla pagina degli indirizzi e colophon. L’ artista romano Alessandro Cicoria viaggia sulla monumentalità classica partendo dalla natura: l’albero fossile, Untitled (Tree), sembra escogitare da un lato la possibilità architettonica della natura, dall’altro indica la necessità dell’introduzione della natura negli spazi urbani come auspicabile potere reale.
Gemis Luciani, l’artista italiano residente a Berlino, con Piece of Space riflette sulla spazialità e su come essa sia legata all’arte.5 Una serie di elenchi telefonici piegati con fare scultoreo mettono in relazione lo spettatore con la dimensione oggettuale e spaziale dell’opera. Il desiderio del viaggio verso Roma (luogo del prossimo appuntamento espositivo) è suggerito nel lavoro 3 old table top, di Amelie Groezinger, attraverso il quale il visitatore si ritrova come attorno al tavolo di una famiglia tedesca middle class che sogna un viaggio in Italia, magari a Roma…

 

 

 

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