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Buchi neri e piaghe cosmiche, Cossyro alla FamGallery di Agrigento

Isola lui, e isola le sue opere. Con un sapore inevitabilmente salmastro, con un sapere inevitabilmente marinaro. Voce dei pescatori notturni, cantore di un mediteranno blu profondo. È Michele Cossyro, l’artista di Pantelleria che, fino al 24 luglio, esporrà ad Agrigento, presso la FamGallery diretta da Paolo Minacori, con la mostra “Buchi neri e piaghe cosmiche”.

Una selezione di otto sculture, che nel marzo scorso avevano trovato sede a Roma, alla Camera dei Deputati, realizzate con finissima e antica tecnica artigianale: ardesia geometricamente lavorata, arricchita da tessere vitree che cromaticamente ricordano le stratificazioni dell’orizzonte durante l’occaso, dalla forma a mo’ di nasse da pesca, qui non farcite da profumate esche, ma da un buco, quel buco nero che attira, secondo le leggi fisiche, anche la luce. La metafora di tali black holes è presentata su una lastra in acciaio inox, limpida, specchiante il curioso oggetto scultoreo, in grado di “delimitare” senza sforzo la sua essenza, il soffitto e nostri dubbi sospesi. Le maglie a spirale, né strette né larghe, catturano vorticosamente lo sguardo abitudinario del fruitore, assoggettato da categorie anisotropiche, in bilico tra la costante ricerca di un equilibrio e le differenti gravità esistenziali.

Di diversa “pasta” sono le opere a parete. Queste piaghe cosmiche, in ceramica smaltata, che prendono la morbidezza dei panni umidi, simili a ritagli di abiti delle statue elleniche, si attraggono nei giochi di luce e nelle forze centripete e centrifughe che pare possedere la superficie monocromatica che le accoglie.

Bruno Corà, che ha curato il testo critico edito da Kappabit, e che in altre occasioni ha indagato a fondo lo “spazio” di Cossyro, definendolo una sorta di riflesso della coscienza, sottolinea da un lato l’intuizione anticipatrice dell’artista iniziata anni fa, che in un’unico leitmotiv collega Lucio Fontana ad Albert Einstein, dall’altro il tentativo riuscito di dar forma all’invisibile, finora “luogo” insondabile, in cui la materia si dissolve.

                                                                                                                                    Dario Orphée La Mendola

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Michele Cossyro, Buchi neri e piaghe cosmiche

Testo critico di Bruno Corà

Fino al 24 luglio

FamGallery, Agrigento

Main Contributor: Galleria Adalberto Catanzaro – Bagheria

                                                                                                                   

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