Come natura crea – Gennaro Branca

ARTEINFABRICA

Associazione Culturale ONLUS

Dal 15 gennaio al 29 febbraio 2016
presso gli spazi espositivi del Centro Grafico S.r.l. di Foggia, Via Manfredonia, prima traversa, espone

GENNARO BRANCA

a cura di Teo de Palma

COME NATURA CREA

L’opera d’arte – avvertiva Worringer in Astrazione ed Empatia – in quanto organismo autonomo si pone dinanzi alla natura in posi- zione paritetica e, nella sua essenza più profonda e intima, rifugge da ogni implicazione con essa, lì dove, soprattutto, come natura si intenda la super cie visibile delle cose. Così inteso il naturalismo diventa una prospettiva lungo la quale indagare l’empatia dell’ar- tista verso la bellezza della forma organica e l’enigma del gesto creativo.

È questa la direzione verso cui si muove la ricerca di Gennaro Branca che, partendo da un personale interesse per l’ecologia, la botanica, per le ricerche sul DNA e la clonazione, ri ette, attra- verso le proprie opere, sul rapporto tra naturale e arti ciale, di cui segnala luci e ombre in relazione al momento storico che viviamo. Clonazione, DNA, OGM, biodiversità, transgenico, biologico, inqui- namento, ecologia, sostenibilità, unicità, riproducibilità, progresso, sfruttamento, decrescita costituiscono infatti i tag essenziali di un lavoro che si muove in evidente simbiosi con una rinnovata sensi- bilità ecologica, stimolante contributo al dibattito sul tipo di rap- porto che dovrebbe intercorrere tra l’uomo e la natura.

«Figlio dell’età delle comunicazioni di massa – chiarisce l’arti- sta – ricordo uno spot trasmesso negli anni Ottanta per una nota azienda conservaturiera che, nello slogan, recitava «Come natura crea…». Al di là del suo signi cato commerciale quel messaggio pubblicitario iniziò a formare in me l’immagine di una natura qua- le divinità che dà origine e plasma tutto, mettendo in campo un linguaggio e delle regole tutte sue. Evidentemente trovavo nella natura qualcosa di mistico, ma al contempo subivo una certa fa- scinazione per quelle che erano le sue norme, i suoi meccanismi, nonché gli strumenti di ricerca messi in campo dall’uomo nel cor- so di osservazioni e ricerche secolari».

Vicino al lavoro di artisti come lo scrittore e pittore londinese John Berger, Davide Benati, la brasiliana Beatriz Milhazes, o dei più giovani Sam Falls e Kyle Thurman, autore nel 2013 di alcu- ne tele dipinte con pigmenti estratti dai ori, Branca mescola il vocabolario tradizionale del gurativo con quello dell’astratto, ri- mandando al rapporto che lega la misteriosa vitalità dell’organico alla razionalità analitica dell’annotazione scienti ca, al bisogno dell’uomo di indagare il mistero dell’origine della vita sul nostro pianeta.

Dai suoi dipinti, realizzati soprattutto su tela o su carta, spesso organizzati in moduli componibili, af ora una presenza intrigan- te, seducente, soprattutto per mezzo di un cromatismo intenso e brillante, prediligendo tonalità acide e accese che vanno dal verde, al blu, al rosa, frutto dell’uso combinato di colori ad olio e vernici spray. A questo si associa una caotica e palpitante sovrapposizione di soggetti, sagome, scritte, elementi gra ci: si tratta di strutture vegetali – in particolare ori, che rappresentano l’essenza stessa di una naturale, straripante abbondanza e varietà di colori e di forme – la cui osservazione va dal macro al micro, mettendo in risalto i fondamentali processi biologici che danno luogo alla vita.

Un discorso che l’artista ha avviato con la serie Nature, realiz- zata tra il 2008 e il 2009, mettendo in campo una narrazione fatta di silenziosi boschi, paesaggi densi di vita e mistero, in cui il tempo scorre secondo il ritmo delle stagioni e della metamorfosi, spazi in cui rifugiarsi cedendo al bisogno di ripulirsi dalle scorie di una scena urbana sempre più caotica e disgregante.

Da qui prende corpo una ricerca del divino, del trascendente, da qui si muove uno sguardo teso all‘inafferrabilità del processi creativi, mediante un’osservazione microscopica degli organismi, addentrandosi nella cellula, unità base della vita, selezionando mi-

tocondri, ribosomi, nuclei, citoplasma da mettere in provetta, che, quasi come presenze aliene, si muovono sulla tela tra ori, sim- boli, appunti che annotano di germinazioni, processi di scissione e formazione, crescita e metamorfosi.

L’immagine si contraddistingue così per la sua energia, per la sua erotica vitalità, in uenzata dal mondo della street art e dal la- voro di artisti come Basquiat, Twombly, maturando un linguaggio che si caratterizza, in primo luogo, per il ricorso ad una tavolozza squillante, e per una gestualità frenetica, convulsa, a tratti caotica, che segna la tela accompagnando l’immagine ad una scrittura ap- passionata che traccia il disegno di una natura viva, mossa dai suoi continui processi di morte e rigenerazione.

Un sentimento ulteriormente esaltato dai lavori più recenti, genericamente Senza Titolo o distinti da sigle alfanumeriche, per mezzo di sovrapposizioni di sagome, forme cellulari sulle quali si aprono grandi e raggianti ninfee dai delicati toni bianchi e rosa, che si aprono al centro della scena evocando gli ‘stagni giapponesi’ di Monet, nonché variopinte corolle, mixate tra tuberi, gocce d’acqua, foglie, alghe de nite in maniera sintetica, che ricordano la vitalità decorativa di Matisse.

Nell’osservazione della natura Branca trova, del resto, l’oc- casione per approfondire i processi di astrazione della pittura, mediante un’esaltazione del colore, quindi della luce, e del gesto relazionando la ri essione attorno al mistero della vita con quel- la relativa all’enigma dell’arte, facendo af orare quell’impulso a ricercare il bello, non come qualcosa da possedere, sia chiaro, piuttosto come stimolo a creare e procreare opponendosi al potere distruttore della morte.

L’esposizione rimarrà aperta no al 29 febbraio 2016 secondo il seguente orario: dal lunedì al venerdì 9.00/13.00 – 15.30/18.00 Tel. 0881 728177 – www.centrogra cofoggia.it – info@centrogra cofoggia.it



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Data e Ora
15/01/2016 / 18:30 - 23:30

Luogo
Centro Grafico S.r.l.