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Progetto Alta Percezione: La Notte Dei Musei 2019

ASSOCIAZIONE CARTAVETRATA– Progetto Alta Percezione: La Notte Dei Musei 2019 – Sabato 18 Maggio Museo Umbro Apollonio Largo Europa 1.

Per il quarto capitolo del progetto Alta Percezione ci incontreremo al Museo Umbro Apollonio in occasione della Notte Europea dei Musei. Saranno ospiti Vincenzo Marsiglia con i suoi ritratti digitali, Mirco Salvadori e Enrico Coniglio con una performance di reading e ambientazione elettronica concepiti appositamente per questo evento a cui l’artista austriaca Lia offrirà uno scenario attraverso un’opera digitale generativa.

Parleremo del rapporto tra passato e presente dell’arte legata alla scienza e alla tecnologia con la Dott.ssa Federica Stevanin e con il curatore Dott. Ennio Bianco. Con l’occasione Sarà possibile visitare la collezione di arte cinetica e programmata del museo cittadino.

Alta Percezione è un progetto organizzato in cinque capitoli fatti di mostre, conferenze, laboratori e performance che si svolgono tra il 2018 e il 2019 sul tema dell’arte digitale. Il progetto è stato ideato e organizzato dall’associazione Cartavetrata ed è sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo attraverso il bando Culturalmente 2017, e con il contributo di alcune aziende locali che hanno virtuosamente voluto supportare l’arte per la città. Il progetto è patrocinato dalla Città di San Martino di Lupari.

Programma del 18 Maggio 2019

Ore 17:00 Apertura e visite guidate alla collezione civica Umbro Apollonio

Ore 18:00 Vincenzo Marsiglia, il ritratto digitale nell’era AI

Ore 18:45 Talk. Dott.ssa Federica Stevanin e Dott. Ennio Bianco, la percezione dall’analogico al digitale, arte

cinetica/programmata e arte digitale, due generazioni a confronto.

Ore 19:30 Aperitivo

Ore 20:00 Visite guidate alla collezione civica Umbro Apollonio

Ore 21:00 Noduli Cellulari, performance di reading e ambientazione elettronica e visuale, un progetto di e

con Mirco Salvadori e Enrico Coniglio con la partecipazione delll’artista digitale generativa Lia.

Ore 21:30 Visite guidate alla collezione civica Umbro Apollonio

Ore 22:30 Chiusura

info@cartavetrata.eu, press@cartavetrata.eu, info@altapercezione.com, www.cartavetrata.eu, www.altapercezione.com, www.museoumbroapollonio.it

Next closing event Corteggiamo Sabato 15 Giugno 2019

CARTAVETRATA

Cartavetrata è un associazione culturale no-profit di San Martino di Lupari. Sin dalla sua nascita L’associazione, si è occupata di organizzare eventi che promuovono una visione, e una fruizione, dell’arte come elemento imprescindibile per creare cultura e socialità, un’ attitudine orientata anche a riqualificare spazi urbani e naturali dismessi e a rivalutare il patrimonio artistico del territorio. La nostra mission ha prodotto un risultato per certi versi inaspettato, in quanto la qualità dell’ offerta culturale è stata fortemente recepita e partecipata da un pubblico largo ed eterogeneo, che ha trovato nei nostri eventi una forma “nuova” di fruire e vivere la città. Mostre, concerti, laboratori, performance, sono state i progetti organizzati e promossi in questi anni per condividere questa intensa esperienza collettiva, con il focus sull’inclusività che l’ha sempre contraddistinto l’associazione. Cartavetrata nutre dalle sue origini una particolare attenzione per la storia e il contenuto della collezione civica museo dedicata ad Umbro Apollonio, risultato di un appuntamento biennale che dal finire degli anni 60, si era andato affermando nella nostra città, portavoce del fermento dei movimenti dell’arte programmata, costruttivista, cinetica, e le sue evoluzioni successive. Cartavetrata ha contribuito a promuovere con le sue attività culturali la conoscenza e la riscoperta di questa storia artistica, organizzando e realizzando all’interno del museo incontri con artisti, concerti di musica antica ed elettronica, laboratori d’arte, in collaborazione con l’amministrazione cittadina. La mostra internazionale INTERSEZIONI DIGITALI è il primo fondante capitolo del progetto ALTA PERCEZIONE su cui l’associazione raccoglie la sua sfida più grande: attivare una connessione con il passato artistico della città, per offrire un nuovo appuntamento biennale attraverso l’organizzazione di una serie di eventi che si propongono di creare esperienze percettive nell’arte di oggi.

M.A.C.U.A.

Museo civico d’Arte Contemporanea

“Umbro Apollonio” a San Martino di Lupari (PD)

Il Museo civico d’Arte Contemporanea “Umbro Apollonio” (MACUA) è stato istituito nel 1981; tre mesi dopo l’improvvisa scomparsa di Umbro Apollonio, il Consiglio comunale di San Martino di Lupari deliberò per acclamazione l’atto costitutivo del Museo intitolato allo studioso. La nascita del Museo fu solo l’atto conclusivo di una serie di iniziative atte a divulgare l’arte contemporanea che presero il via dalla Biennale d’arte contemporanea promossa dal circolo APL, composto da collezionisti del luogo e, in particolare, da Edoer Agostini, artista ed operatore culturale al cui fervore e alla cui capacità organizzativa si deve in primo luogo l’esistenza di questa realtà museale. Curiosa è la creazione del logo del MACUA, elaborato in collaborazione con Bruno Munari. L’intento dei fautori era di raccogliere, per la prima volta in Italia, le opere, che a quel tempo rappresentavano innovazioni creative molto avanzate, degli esponenti del filone dell’arte contemporanea che va sotto il nome di Arte Concreta. La collezione, attualmente composta da circa 160 opere (tele, sculture, strutture, grafiche) dei maggiori operatori italiani e stranieri di arte concreta, programmata, ottico-cinetica e neo-costruttivista, ha avuto origine dalla Biennale d’Arte Contemporanea che, dal 1971 al 1994, si è svolta a San Martino di Lupari ed era allestita nella chiesa storica del ‘700 di Giorgio Massari. Questa importante manifestazione è stata l’origine della struttura culturale del Museo; in quegli anni San Martino di Lupari vide arrivare i protagonisti dell’arte europea, sudamericana e giapponese, che portarono un piccolo centro di provincia nelle pagine di giornali e riviste, nei telegiornali, in trasmissioni culturali della RAI e ai vertici dell’arte contemporanea al pari di grandi città. Figure prestigiose di operatori culturali del valore di Umbro Apollonio, Giulio Carlo Argan, Bruno D’Amore, Eugen Gomringer, Hans Heinz Holz, Attilio Marcolli, Bruno Munari e tanti altri si occuparono della Biennale, sia in veste di curatori sia in veste di critici in importanti riviste d’arte, documentari e mostre in Italia ed all’estero. Gli artisti presenti alle Biennali e nella collezione del MACUA sono diventati di levatura internazionale, tra loro ricordiamo Edoer Agostini, Getulio Alviani, Marina Apollonio, Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Nicola Carrino, Franco Costalonga, Nato Frasca’, H.Jorg Glattfelder, Franco Grignani, Gaetano Kanizsa, Enzo Mari, Marcello Morandini, Bruno Munari, Paolo Scirpa, Valter Valentini, Jesus Raphael Soto. Si citano inoltre i gruppi storici quali il Gruppo N di Padova (con Biasi, Chiggio, Costa, Landi e Massironi), il G.R.A.V. di Parigi (con Le Parc, Garcia-Rossi, Morellet, Sobrino, Stein e Yvaraal), il Gruppo T di Milano (con Ancheschi, Boriani, Colombo, De Vecchi e Varisco). Molti di questi operatori sono entrati nella storia dell’arte del secondo ‘900, le loro opere, infatti, figurano in importanti musei e in prestigiose collezioni (Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, Museo del ‘900 di Milano, MoMA di New York, Tate Gallery di Londra, Collezioni Guggenheim di Venezia, New York e Abu Dhabi, MACBA di Buenos Aires, Hermitage di San Pietroburgo, Centro Pompidou di Parigi, Kunsthalle di Norimberga, Museo de Bellas Artes di L’Avana, Sato-Satoru Museum di Tome ecc.). Dal 2000, dopo anni di torpore, il MACUA ha visto la sua rinascita grazie ad amministratori comunali sensibili ed accorti, che hanno saputo cogliere l’importanza che può avere per San Martino di Lupari una collezione unica nel suo genere. Di recente, opere del MACUA sono state esposte in importanti mostre, organizzate dal Ministero degli Esteri e dalle Ambasciate italiane, nei musei nazionali d’arte contemporanea di Buenos Aires, La Plata in Argentina, Lima in Perù, Santiago in Cile, Quito in Equador, esportando l’immagine del museo di San Martino di Lupari in contesto internazionale. Per la rilevanza culturale delle opere e dei nomi collezionati, il MACUA ha svolto un’importante attività di divulgazione dell’arte concreta in collaborazione con centri culturali, musei civici e Assessorati in città italiane, tra le quali Bassano del Grappa, Belluno, Cadoneghe, Cittadella, Folgaria, Matera, Sesto San Giovanni, Treviso, Udine, Vittorio Veneto e Vicenza. Negli ultimi anni la collezione è stata incrementata da ulteriori opere, come la recente donazione di Giuliana Balice, costituita da sedici opere di pittura e scultura.

Gli Ospiti:

Vincenzo Marsiglia

Il ritratto digitale

Vincenzo Marsiglia nasce nel 1972 a Belvedere Marittimo (CS) ed si è laureato all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. La sua poetica è contrassegnata da un periodo in cui realizza opere che si sviluppano partendo da una stella a quattro punte, vero e proprio “logo” dell’artista, nell’ultima serie di lavori ricorre, invece, a strumenti tecnologici che si uniscono alla pittoricità segnica. Si ritrova in questi lavori tanto una contemporaneità legata ai nuovi strumenti di comunicazione, quanto il desiderio di non realizzare un oggetto concreto, finito e determinato, ma un’opera mutevole e transitoria che, proprio con l’interazione del pubblico, trova il suo compimento nel processo di relazione e mutazione che porta, riducendo la distanza tra l’oggetto artistico e il suo lo spettatore attivo.Tra le principali mostre personali e di gruppo ricordiamo: OPTICAL ROOM/INTERACTIVE PORTRAIT a cura di Marcella Russo, Aurum Pescara; INTERACTIVE ARCADE a cura di Eli Sassoli de’ Bianchi e Olivia Spatola, Palazzo Bevilacqua Ariosti Bologna; DOPOLOGICA/O a cura di Matteo Galbiati, Palazzo Ducale e Teatro all’Antica Sabbioneta; BEYOND THE STAGE a cura di Ilaria Bignotti, Galleria Arteatro, Teatro San Domenico Crema; THEATRE(HOME)INTERACTIVE a cura di Federica Mariani, Casa SPONGE, Pergola; VINCENZO MARSIGLIA INTERACTION SHAPES a cura di Ilaria Bignotti, Casa Matei Gallery, Cluj-Napoca Romania; VINCENZO MARSIGLIA INTERACTION SHAPES a cura di Ilaria Bignotti, Iaga-International Art Gallery Angels, Cluj-Napoca Romania; VINCENZO MARSIGLIA ROOM OP a cura di Italo Bergantini e Matteo Galbiati, Romberg Arte Contemporanea, Latina; VINCENZO MARSIGLIA RIFLESSIONE INTERATTIVA a cura di Chiara Canali, Ex Chiesa di S. Pietro in Atrio; BACC. Biennale Arte Ceramica Contemporanea a cura di Jasmine Pignatelli, Scuderie Aldobrandini, Frascati; DIMENSIONE FRAGILE a cura di Jasmine Pignatelli, Biblioteca Vallicelliana Roma; ARTEAM CUP IV edizione a cura di Livia Savorelli e Matteo Galbiati, Fondazione Dino Zoli Forlì; VISIT US NOW, Priveekollektie Contemporary Art, Heusden Olanda; FOREVER NEVER COMES. Metabolismo del Tempo a cura di Lapo Simeoni, Museo Archeologico e d’Arte della Maremma, Grosseto; IO SONO QUI. Arte e diritto alla comunicazione materiale e immateriale a cura di Lorenzo Bruni, Macro Testaccio, Roma; ETERNE STAGIONI a cura di Matteo Galbiate, Palazzo del Monferrato Alessandria; INTERSEZIONI DIGITALI a cura di Ennio Bianco, Chiesa Storica San Martino di Lupari; CLOPEN a cura di Roberto Lacarbonara, Ex Chiesetta Polignano a Mare.

Mirco Salvadori

Nasce e vive a Venezia. Dj e conduttore radiofonico indipendente dall’inizio degli anni ’80 fino alla fine del primo decennio del 2000. Creatore assieme a Massimo Caner di “Nocturnal Emission”, storico programma radiofonico che ha avuto l’onere e l’onore di crescere molte generazioni di “ascoltatori coerenti” Critico musicale (area elettronica, di ricerca, raramente rock) Dal 1983 ad oggi collaboratore del mensile musicale Rockerilla Writer freelance per varie webzine musicali tra cui Diserzioni su Sherwood.it Co-owner e art-director delle etichette digitali indipendenti Laverna e Falerna Libero scrittore. Suoi racconti e articoli sono pubblicati sulla rivista letteraria digitale Nazione Indiana e sulla rivista internazionele SUD. Ha pubblicato la sua prima raccolta di racconti e liriche intitolata Hazkarà nel 2016 per la casa editrice non solo discografica 13_Silentes con l’apporto musicale di Gigi Masin e le fotografie di Stefano Gentile e Monica Testa. E’ presente con un racconto scritto a quattro mani assieme a Francesco Forlani nella raccolta “Deaths in Venice” curata da Laura Liberale per Carteggi Letterari. Presente con un suo intervento all’interno del progetto poetico espositivo “Inside-me” ideato e curato da Laura Liberale Partecipa come scrittore, responsabile dell’aspetto letterario, ad “ALONE”: progetto discografico perpetuo e multidisciplinare di e con Gianni Maroccolo (Litfiba, CCCP Fedeli alla Linea, Consorzio Suonatori Indipendenti, Marlene Kuntz, Masbedo, Deproducers), musicista e produttore, un innovatore tra i più importanti nel panorama musicale italiano.

Enrico Coniglio

Enrico Coniglio (Venezia, 1975) è un sound artist e compositore italiano interessato all’estetica del paesaggio. Laureato in Pianificazione Territoriale, Urbanistica e Ambientale (IUAV), la sua ricerca intende investigare la perdita di identità dei luoghi e l’incertezza sull’evoluzione del territorio, con particolare attenzione al contesto della laguna veneziana. Il suo approccio negli anni si è via via focalizzato sul rapporto tra musica e rappresentazione del reale, in particolare adottando la definizione di “topofonia” (l’insieme dei suoni autoctoni che appartengono a un dato luogo e tempo, G. Paba) e sviluppando il concetto di “area a margine” quale personale strumento di analisi del paesaggio sonoro contemporaneo. La sua musica è caratterizzata da una commistione di influenze stilistiche diverse, dall’ambient music alla drone, dalla musica cameristica al modern classical, sempre con una precisa predisposizione ad ibridare i differenti generi. Ha pubblicato i suoi lavori con varie etichette tra cui Crónica electronica, Gruen Rekorder, Taalem, Fear Drop/Fario, Glacial Movements, Hypnos, Fluid Audio, Dronarivm, Silentes, Touch/Spire e suonato in diversi contesti, residenze artistiche e festival tra cui Planet Love (Dublin), The Big Chill (Birmingham), Hydrophonia (Barcelona 2010), Flussi (Avellino), Teatro Fondamente Nuove (Venice), Café Oto (London), O’ (Milan), Störung (Barcelona), Liminaria (Benevento), Aquamatrix (Avellino), Stazione Topolove (Topolò), DOM Cultural Centre (Moscow), Forma (Udine). Assieme a Nicola Di Croce, ha curato l’installazione audio della mostra Industriae per il centenario di Porto Marghera (Antares, VEGA, 2017) e della mostra Follow Up! (La Biennale di Venezia, 2018). Dal 2012, assieme a Leandro Pisano, cura l’etichetta digitale Galaverna | approaching post-digital sound, specializzata in field recordings e soundscape compositions. Coniglio è membro di AIPS – Archivio Italiano Paesaggi Sonori. www.enricoconiglio.com

LIA

Autumn sarà il l’opera digitale generativa di Lia che accompagnerà la performance di reading della Notte dei Musei. L’artista austriaca LIA è considerata uno dei pionieri del software e della net art e produce lavori dal 1995. La sua attività si estende a video, performance, software, installazioni, scultura stampata in 3D, proiezioni e applicazioni digitali. Il campo di lavoro principale dell’artista è il codice, che consiste nella traduzione di un concetto da parte di LIA in una struttura scritta formale che può quindi essere utilizzata per creare una “macchina che genera” output multimediali in tempo reale. Le opere di LIA combinano le tradizioni del disegno e della pittura con l’estetica delle immagini e degli algoritmi digitali, caratterizzati da una qualità minimalista e da un’affinità con l’arte concettuale. Lia si concentra sulla traduzione di alcuni principi esperenziali in forme astratte, movimenti e colori per consentire allo spettatore di esplorare la stessa visione a livello subconscio. LIA ha esposto a livello internazionale includendo: Contemporary Istanbul, 2017; Art Science Museum Singapur, 2016; Variation – Paris Media Art Fair, Paris, 2015; Short Cuts, CentrePasquart, Biel/Bienne, 2015; If this is the answer, what is the question?, MAK – Austrian Museum of Applied Arts / Contemporary Art Vienna, 2014; Decode: Digital Design Sensations – Victoria & Albert Museum, London 2009; Design Museum Holon, Israel, 2012; Garage Centre for Contemporary Culture, Moscow, 2011. L’artista ha anche ricevuto vari riconoscimenti, tra cui Outstanding Artist Award, Austria 2017; Digital Graffiti Curator’s Choice Award, 2014; Prix Ars Electronica, Honorable Mention, 2007; Diagonale Film Festival, Innovative Cinema, First Prize, 2006; e Prix Ars Electronica, Net Excellence / Award of Distinction, 2003. LIA vive e lavora a Vienna. Autumn è un progetto di LIA ed è una celebrazione computazionale della stagione dell’autunno. Forme, modelli, colori e temi autunnali sono esplorati ed evocati dall’algoritmo generativo presentato come un’applicazione. Il processo di LIA per questo progetto è forse meglio descritto come programmazione sperimentale. I disegni sono un punto di partenza: attraverso di essi l’artista esplora le trame, le strutture e le forme dell’autunno, distillandole in un insieme di motivi o elementi. Questi elementi sono lavorati in pezzi visivi compositivi attraverso l’uso sperimentale di algoritmi – modelli, ondulazioni, crescendo e momenti di calma emergono solo attraverso la disposizione esplorativa di forme e codice, che a loro volta si fondono l’uno nell’altro. Attraverso questo processo LIA crea coreografie e cronologie di movimenti, schemi e colori familiari, evocando la stagione autunnale attraverso schemi e tracce. Miguel Carvalhais descrive il processo come “sperimentale non nel senso che le nuove tecniche sono sviluppate o testate – anche se lo sono, perché le influenze derivano da molti altri campi, e talvolta una formula matematica o un algoritmo possono essere poetici come una strada lastricata di foglie cadenti – ma piuttosto sperimentale come nella musica sperimentale, perché è un processo costruttivo che non è pianificato in anticipo ma che viene definito e scoperto man mano che viene sviluppato, un processo i cui obiettivi possono essere dissotterrati solo attraverso il fare. Ecco come LIA programma la morfologia, il comportamento e una complessa coreografia emergente che genera l’opera d’arte, o meglio ancora, che diventa l’opera d’arte. ”

Federica Stevanin

Federica Stevanin è ricercatore a tempo determinato di tipo A presso il Dipartimento dei Beni culturali dell’Università degli Studi di Padova dove insegna Storia dell’arte contemporanea nei corsi di laurea triennale in Progettazione e gestione del turismo culturale e in Lettere moderne. Interessata alle tendenze sperimentali, all’arte site-specific, ai rapporti tra l’arte e l’ambiente e a quelli tra l’arte e i media, ha pubblicato saggi e volumi riguardanti l’arte degli anni Sessanta e Settanta, partecipando a progetti di ricerca e collaborando a mostre tra le quali “Alberto Biasi: Gli Ambienti” (2016; a cura di Guido Bartorelli) e “Bruno Munari: aria|terra” (2017; a cura di Guido Bartorelli) entrambe presso la Fondazione Palazzo Pretorio di Cittadella (PD). Tra le sue pubblicazioni: “Alighiero e Boetti: ricami e tappeti” (CLEUP, Padova, 2015; tesi di laurea vincitrice nel 2009 della terza edizione del Premio Nazionale PARC MAXXI per la critica e la storia dell’arte italiana contemporanea) e “Fotografia, film e video nella Land Art” (CLEUP, Padova, 2017).

Ennio Bianco

Figura eclettica nell’ambito dell’arte contemporanea. Ha alternato la sua attività di imprenditore del settore ICT al suo essere prima artista – negli anni ’80 ha fatto parte come Bianco & Niero della Generazione Elettronica del critico Renato Barilli – e poi curatore. In questa veste ha presentato fra le altre: una esposizione del grande videoartista coreano Nam June Paik; la prima esposizione internet e social realizzata in Italia:” Atelier d’Artista n. 22” di Franco Vaccari; la rassegna di arte digitale internazionale “DIGITRA” (2016), allestita alla Galleria TRA di Treviso con la partecipazione di: Casey Reas, Lorna Mills, Memo Akten, boredomresearch, Sabrina Rattè; la mostra personale di Mattia Casalegno “La conoscenza del corpo” (2017) e “Realtà Algoritmica” (2018) con Tobias Gremmler e Andy Thomas presso i Musei Civici di Bassano del Grappa; “Digital Dreamers” (2017), un ciclo di conferenze sull’arte digitale presso la Galleria PUK di Castelfranco Veneto, la mostra internazionale “INTERSEZIONI DIGITALI” a San Martino di Lupari organizzata da Cartavetrata. E’ stato fra i fondatori di TRA, Treviso Ricerca Arte, uno dei punti di riferimento sull’arte contemporanea italiana del panorama veneto. E’ Presidente dell’Associazione Amici di Giovanni Comisso, che organizza il Premio Letterario dedicato al grande autore trevigiano.



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Data e Ora
18/05/2019 / 17:00 - 23:30

Luogo
Museo Umbro Apollonio