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I finalisti del Mario Merz Prize – III Edizione

Bertille Bak, Mircea Cantor, David Maljkovic, Maria Papadimitriou e i Unknown Friend sono i finalisti della terza edizione, settore arte, del premio internazionale Mario Merz Prize annunciati dalla Fondazione Merz.

A cadenza biennale, il Mario Merz Prize nasce nel 2013 con l’intenzione di commemorare l’artista scomparso nel 2003 ed individuare e segnalare, attraverso la competenza di una fitta rete internazionale di esperti e personalità nel campo dell’arte, giovani creativi che si propongono con progetti artistici innovativi. Scaturisce, inoltre, per dar vita a una nuova rete di programmazione espositiva e di attività musicale in Svizzera e in Italia, nazioni gemellate per via di Mario Merz: legato alla prima per la sua origine natia e alla seconda in quanto patria adottiva nonché luogo di creazione.

Scelti da una giuria composta da Samuel Gross (responsabile artistico dell’Istituto Svizzero), Claudia Gioia (curatrice indipendente) e Beatrice Merz (presidente della Fondazione Merz), i cinque artisti menzionati saranno protagonisti di una mostra collettiva che avrà luogo dal 3 giugno al 6 ottobre 2019 presso la sede della Fondazione Merz di Torino.

Il vincitore, che succederà a Petrit Halilaj (attualmente in mostra presso la Fondazione con Shkrepëtima a cura di Leonardo Bigazzi e visibile sino al 17 febbraio 2019), sarà in seguito selezionato dalla commissione finale – i cui membri sono curatori e direttori d’istituzioni museali internazionali: Manuel Borja-Villel (direttore Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid), Lawrence Weiner (artista), Massimiliano Gioni (direttore Artistico New Museum, New York – direttore artistico Fondazione Trussardi, Milano) e Beatrice Merz. Essi avranno il compito di rintracciate nell’opera e nel percorso individuale del candidato trionfatore le specifiche peculiarità d’internazionalità, generosità di pensiero, attenzione sociale e alla ricerca dell’innovazione. Oltre a loro, a partire dall’inaugurazione della collettiva dei finalisti, anche il pubblico avrà la facoltà di esprimere la propria preferenza direttamente sul sito mariomerzprize.org, indirizzando così la decisione conclusiva verso uno dei seguenti candidati:

Bertille Bak (1983, Arras, Francia – vive e lavora a Parigi) propone un’arte di relazione rivolta a comunità di persone più o meno consapevoli delle loro caratteristiche identitarie e a minoranze spesso dimenticate o represse. Per i suoi lavori preferisce rapportarsi con le collettività coinvolte condividendo il quotidiano, studiando il territorio ed analizzando i legami sociali, la cultura, le tradizioni e l’organizzazione economica. Ex allieva di Christian Boltanski, Bak non smentisce il suo maestro calandosi nel ruolo di agitatore sociale e proponendosi come coscienza critica in grado di produrre consapevolezza politica nei suoi interlocutori.

Mircea Cantor (1977, Romania) realizza video, sculture e installazioni che spesso esplorano l’incertezza contro l’idea comune che tutto sia conoscibile o prevedibile. Le sue opere effettuano una critica sottile e costante alla struttura del potere, svelando, attraverso un’indagine prolungata nel tempo, diverse modalità di approccio empirico a immagini e oggetti. Nei suoi ultimi lavori ha ripreso tecniche tradizionali e artigianali narrando quell’energia intuitiva che è insita nella creazione dell’opera indagando diverse branche della conoscenza cercando di dare un senso alla creazione dell’uomo e alle varie prospettive che formano la nostra comprensione e il nostro rapporto con il tempo, con la coscienza e con l’esperienza.

David Maljkovic (1973, Rijeka, Croazia – vive e lavora tra Berlino e Zagabria) esegue opere impiegando vari mezzi espressivi per dar luogo ad installazioni reali o collage fotografici i cui elementi sono immessi secondo un set di direttive formali per dar origine ad una nuova logica semantica. La sua ricerca, infatti, s’incentra sulle relazioni variabili esistenti tra forma e contenuto (intermini estetici) e tra significato e significante (in termini linguistici) demolendo concetti ‘precostruiti’ e sollevando riflessioni sulla politica dello sguardo dinanzi al mondo.

Maria Papadimitriou (Atene, Grecia, 1957 – vive e lavora tra Atene e Volos) impiega differenti modalità artistiche – dalla scultura all’installazione, dall’arte pubblica ai video e alla fotografia – per creare i suoi lavori. E’ nota per la sua capacità di approfondire progetti collaborativi e attività collettive che sottolineano l’interconnessione tra arte e realtà sociale. Nel 1998 ha fondato il T.A.M.A. (Temporary Autonomous Museum for All) e nel 2012 ha avviato la nuova piattaforma SOUZY TROS Art Canteen. Dal 2017 è artista co-direttrice del Victoria Square Project di Atene in collaborazione con il suo fondatore, l’artista Rick Lowe. Attualmente insegna presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Tessaglia. Nel 2003 ha vinto il DESTE per l’arte greca contemporanea e nel 2016 il governo francese le ha conferito il titolo di “Officier dans l’Ordre des Palmes Academiques”.

Unknown Friend è il nome d’arte dietro cui si cela la collaborazione artistica tra Barry Johnston (1977, USA) e Stephen G. Rhodes (1980, USA). Il loro progetto si basa su rappresentazioni sconvenienti e pseudonimi del XIX secolo. Alias di riferimento è l’opera letteraria Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain, pseudonimo di Samuel Langhorne Clemens. Sivilization’s Wake è un progetto illimitato nel tempo presentato per la prima volta a Palermo nel 2018 da Incurva Projects.

Se Rhodes (vive e lavora tra Berlino e la Louisiana) crea ambienti psico-associativi carichi d’intensi riferimenti inconsci e immediati che si estendono nella forma trasmettendo una coscienza materiale danneggiata; Johnston (vive e lavora a Berlino) invece realizza sculture, poesie e performance distruttive ed estatiche al tempo stesso che affermano il potenziale liberatorio di una sorta di celebrazione violenta della presenza, dove ogni lavoro è un ulteriore tentativo di far apparire una via d’uscita che ci porti ancor più nel momento presente.

Il vincitore della III edizione avrà la possibilità di sviluppare il progetto espositivo personale – commissionato e prodotto dalla Fondazione Merz – all’interno degli spazi dell’istituzione del capoluogo piemontese a novembre 2020.

 

 

Mario Merz Prize

Fondazione Merz

via Limone, 24 – 10141 – Torino

tel: +39 011 19719437

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http://www.mariomerzprize.org