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Jannis Kounellis

Opere sensoriali, evocazioni sonore e materie prime caratterizzano Jannis Kounellis, vasta retrospettiva dedicata all’artista scomparso nel 2017 in occasione della 58esima Biennale Arte di Venezia. A cura di Germano Celant, la mostra sarà visibile fino al 24 novembre presso il palazzo di Ca’ Corner della Regina, sede veneziana della Fondazione Prada.

Più di 60 lavori prodotti durante la lunga carriera artistica ed espo- sitiva di Kounellis (dal 1959 al 2015), provenienti da istituzioni e musei italiani e internazionali – come Tate Museum (Londra), Centre Pompidou Musée national d’art moderne (Parigi) – e da importanti collezioni private italiane ed estere, sono qui riuniti in vasto progetto realizzato grazie alla collaborazione con l’Archivio Kounellis. L’evocativa poetica di Jannis Kounellis (Pireo, 1936 – Roma, 2017) si respira contrapponendosi ai decori delle stanze settecentesche dell’immobile in cui sono osservabili i primi lavori esposti (1960-1966) che, in linea con la tendenza pop degli anni Sessanta, usano il linguaggio urbano presente nelle strade romane scomponendone sia l’idioma sia i soggetti reali. Dal ‘64 tale frammentazione è ricomposta tramite soggetti ripresi dalla natura ma oltrepassando la convenzionale tradizione pittorica con l’immissione di elementi concreti e naturali come terra, cactus, lana, carbone, cotone e fuoco: entità rivelatrici della sua adesione all’Arte Povera.

Dal 1967 nelle sue opere appare il fenomeno della combustione che in seguito assume, prima, l’aspetto di una torcia a gas (sinonimo del porre attenzione verso il sentire inte- riore), di una candela e, infine, di una cannula leggera e quasi invisibile. Ritratti d’artista documentano crisi storiche e personali, come la parete spoglia ed interamente dipinta a foglie d’oro in netto contrasto con indumenti neri appesi sull’attaccapanni (1975). Mentre, la successiva comparsa del fumo e della fuliggine (simbolo del termine degli interventi rivoluzionari a favore di un’azione politica e sociale tramite l’arte) su pietre, tele e muri indicano un personale “ritorno alla pittura”, in netta opposizione all’approccio ideologico ed edonistico della produzione pittorica degli anni ’80. L’esposizione prosegue con lavori che rivelano il passaggio all’arte concettuale dando luogo ad uno stile asciutto e unico imperniato su materiali elementari e vitali, nonché sulla relazione terrestre con l’arte, la musica e la danza. Entità organiche e inorganiche danno così origine a un percorso contraddistinto da esperienze corporali, dove i cinque sensi del pubblico sono attivati grazie all’impiego di sostanze, quali caffè e grappa, o all’accompagnamento musicale dei violinisti, le cui note risuonano nelle prime sale per essere rievocate nell’installazione con strumenti musicali e bombole a gas.

Altro emblema della insofferenza dell’artista verso dinamiche a lui coeve è la porta: varchi chiusi con pietre, tondelli di ferro e lastre di piombo mostrano la storia dell’edificio rendendone inaccessibili alcuni ambienti col fine di esaltarne l’ignota e surreale dimensione. La potenza dell’ultimo Kounellis è palesata con installazioni di grandi dimensioni che invadono lo spazio circostante come l’intervento del 1993- 2008 costituito da armadi di diversi colori e forme sospesi a soffitto che, sfidando le leg- gi della gravità, dischiudono a nuove prospettive.

Jannis Kounellis

Fino al 24 novembre 2019

Fondazione Prada

CA’ CORNER DELLA REGINA, SANTA CROCE 2215 – 30135 VENEZIA

http://www.fondazioneprada.org/project/jannis-kounellis/

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