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La poesia degli scatti di Gianni Leone al Pascali di Polignano a Mare

Una Puglia inedita è raccontata negli scatti di Gianni Leone (Bari, 1938), in mostra nelle sale della Fondazione Museo Pino Pascali di Polignano a Mare (Ba) dal 20 febbraio al 3 aprile 2016. Amico e compagno di Luigi Ghirri, il fotografo barese ha contribuito a delineare un ideale “Viaggio in Italia” e a dare vita al rinnovamento della fotografia, stravolgendo convenzioni e luoghi comuni sul paesaggio italiano. Non si può dimenticare la presenza di Gianni Leone alla famosa esposizione del 1984, Viaggio in Italia, appunto, allestita negli spazi della Pinacoteca Provinciale di Bari e accompagnata da un testo di Carlo Arturo Quintavalle e uno scritto di Gianni Celati. Quella mostra fu l’occasione per indagare il paesaggio italiano attraverso un approccio più intellettuale, affettivo, senza stereotipi o gerarchie, legate alla semplice quotidianità dei gesti dei soggetti fugacemente ritratti. Ed é questo lo spirito con cui Gianni Leone presenta la sua antologica Inventario 1979-2015. Il fotografo barese raccoglie in 150 scatti diverse angolazioni di una Puglia che non c’è più. Leone mostra non solo un aspetto più romantico, legato al mare e alla bellezza della storia della città di Bari, ma anche la sua industrializzazione e le vicende di attualità che hanno segnato l’Italia degli anni 80. Nello stesso tempo però, fuoriesce dagli schemi di “riconoscibilità” del luogo che sceglie per i suoi scatti, li rende isolati e sintetizza il paesaggio urbano solo attraverso una mera volontà descrittiva. L’allestimento ripercorre una personale ricerca sul linguaggio dell’immagine, selezionata in più di trent’anni di viaggi, raccontati con fotografie in bianco e nero e poi, dal 1994 a colori. Nei suoi scatti – alcuni sono inediti – Leone descrive il forte legame con la terra natia e allo stesso tempo rapporta agli spazi domestici vuoti le assenze lasciate dalla morte della moglie Marilina. Non manca uno spirito sperimentatore, descritto nelle sue sovrapposizioni fotografiche e nei quattro grandi multipli, un richiamo alla produzione di Ghirri legata al cielo, già esposta recentemente nelle sale del Pascali e che confermano la continua freschezza della sua ricerca fotografica.

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