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MEMENTO FLORI*/ SITE SPECIFIC/ Scicli

Foto_Adele_Statello_8SITE SPECIFIC continua a trasformare l’assetto urbano di Scicli in un “Teatro Vivo”, aggiungendo anche Palazzo Beneventano ai luoghi convertiti in spazi d’arte. Il centro di ricerca promotore delle arti contemporanee nella città barocca, dopo la recente riconversione dell’antico mulino (Site Mill), ha adesso sviluppato un nuovo progetto. In occasione della rassegna d’arte contemporanea NUVOLE, ideata e promossa dal gruppo SEM – Spazi Espressivi Monumentali, ha infatti presentato all’interno di questo gioiello architettonico, da molti considerato il più bel palazzo barocco della Sicilia,  MEMENTO FLORI*, un progetto di Sasha Vinci & Mariagrazia Galesi a cura di Gloria Occhipinti. Per gentile concessione della famiglia Sgarlata-Piccione, MEMENTO FLORI* ha trovato fortunata ambientazione nei bassi dello splendido Palazzo Beneventano, fulgido esempio di barocco settecentesco, riconosciuto dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, riaperto e reso fruibile al pubblico in occasione della mostra inaugurata il 9 maggio e che, visto il grande apprezzamento dell’iniziativa, rimarrà fruibile fino al prossimo 8 giugno. Il progetto artistico restituisce una situazione d’opera inscritta nel quadro di una ricerca più vasta, intrapresa già da qualche anno dai due artisti. Tale ricerca si snoda attorno a macrotematiche basiche: quella dell’identità e della ridefinizione della stessa attraverso la memoria. Il recupero, la rievocazione e la riconsiderazione del passato attraverso i ricordi, sono sequenze ineludibili del processo commemorativo avviato da Sasha Vinci & Mariagrazia Galesi. Una macchina della memoria che ha restituito vita al passato personale degli artisti attraverso la sua presentificazione mediata da oggetti ed elementi.

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MEMENTO FLORI*, ricalca nel titolo la locuzione latina divenuta monito, il Memento mori, adoperato in epoca romana per ricondurre l’uomo a una dimensione esistenziale di finitezza e restituire il senso tragico della caducità. Vanitas o appunto Memento mori, è stato anche un fortunato genere pittorico affermatosi nel XVII secolo.  Si tratta di nature morte e rappresentazioni in cui ricorrono oggetti ed elementi che rimandano alla precarietà e alla fugacità della vita: teschi, strumenti musicali, orologi, frutta e fiori. MEMENTO FLORI* mira a ricostruire una natura morta di elementi, traducendo in sculture di cemento oggetti sopravvissuti all’aleatoria selezione del ricordo dei due artisti, portatori di stratificazioni affettive, di suggestioni profonde e fitte reminiscenze. Dagli elementi scultorei “germoglia” un apparato floreale che allegorizza ed enfatizza la vivificazione dei forti contenuti affettivi, concentrati e racchiusi negli oggetti. E se le raffigurazioni dei Memento mori  riconducevano alla inesorabile transitorietà della vita attraverso la transitorietà degli elementi terreni, adesso, in una prospettiva capovolta e ribaltata, proprio agli oggetti, carichi di un surplus di valore mnestico, è affidato il compito di eternare il ricordo della vita attraverso il perdurare della vita nell’oggetto.

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