home Inaugurazioni, Notiziario I Mobili equilibri di Sebastiano Dammone Sessa al MARCA di Catanzaro

I Mobili equilibri di Sebastiano Dammone Sessa al MARCA di Catanzaro

Una nuova mostra approda al Museo MARCA di Catanzaro che, dopo l’inaugurazione dell’antologica di Pino Pinelli e in perfetta linea con la sua disseminazione, vede protagonista Sebastiano Dammone Sessa e i suoi Mobili equilibri

E difatti anche Dammone Sessa dissemina i suoi oggetti per gli spazi del Museo; accostate quasi in termini di reciprocità, le sue forme si addensano, generando sovrapposizioni e stratificazioni. Nei suoi lavori la plasticità della materia è incorporata in una visione pittorica, volta alla ricerca dell’armonia compositiva attraverso la difformità. Sebbene ogni modulo sia dissimile dall’altro, solo nella totalità essi esprimono la massima forza compositiva ed estetica; affermano quella intuizione-intenzione progettuale che crea forme nuove, spazi costruiti, volumi, e che al contempo enfatizza la dimensione concreta ed oggettuale di ciascun solido, posto sempre in relazione con l’ambiente circostante e con gli altri “oggetti”.

I lavori di Dammone Sessa si sottraggono alla serialità, si allontanano dalla regolarità monolitica delle strutture primarie, in favore della razionalità: dello spazio esterno, delle architetture progettate, del pensiero dell’artista. Sottilmente in bilico tra gli opposti stati di stasi e caos – come accade soprattutto nella serie dei Gironi -, tutto il fare di Dammone Sessa tende ad un equilibrio che sposta all’infinito il proprio centro divenendo mobile punto d’approdo per elementi compositivi discreti e silenti, – come scrive in catalogo Teodolinda Coltellaro, curatrice della mostra al MARCA – l’artista insegue, opera dopo opera, la conquista di un punto per abbracciare l’universo e, conquistatolo, lo rimette in gioco oltre il confine della singola opera, in continuo movimento verso altri spazi immaginativi, altri spazi del pensiero, rimescolando segni e concetti e ricostruendo la sua, temporanea e precaria, centralità, nella consapevolezza che nessun luogo è lontano e nessun confine è limite. 

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