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Paolo Bini. Beyond the Painting – Cape Town, South Africa

Al di là del quadro/ Beyond the Painting  è il titolo della nuova personale di Paolo Bini, alla Everard Read gallery di Città del Capo, una profonda metafora con la quale l’artista intende privilegiare la pittura, posizionandola al centro di un dialogo che avviene mediante la luce, il colore e la superficie,   identità e impalpabilità sottesa ai contenuti astratti delle sue opere. Il nuovo corpo di lavori, presentati alla galleria capetoniana, si snoda su una serie di punti focali in cui l’artista, mediante la sua costante ricerca, da origine anche a un lavoro scultoreo di medie dimensioni intitolato Elios, che può essere definito come un dipinto amplificato al massimo delle sue potenzialità. L’osservatore, infatti, si rende presto conto che oltre al forte impatto cromatico sul fronte dell’opera, quest’ultima proietta sulla parete due tipi di ombre, una colorata gialla e una grigia, data dalla sagoma dell’oggetto stesso, mentre la seconda ombra (gialla) riflette il colore disposto sul retro del dipinto. L’intento dell’artista, come egli stesso spiega, è cercare: “un dialogo fra le parti distanti (dal suo) lavoro, catturando l’intoccabile”. Da qualche anno Paolo ha, infatti, instaurato un dialogo molto forte con la sua peculiare tecnica in acrilico su nastro carta e non a caso, la sua ricerca si sta aprendo, e ciò è evidente in questa mostra, verso differenti direzioni che offrono nuove opportunità allo sguardo. Bini, infatti, ha realizzato oltre alle più riconoscibili opere policromatiche, una serie di “riflessi” che dedica agli Oceani del Sud Africa. In queste opere vi è l’effettiva presenza di uno sguardo che ripercorre una concreta riconciliazione con un autentico paesaggio dal vero; e per quanto questo lavoro possa affondare le proprie radici nelle diverse dinamiche contemporanee, viene da pensare alla moderna solarizzazione delle immagini mediante i nuovi media. Con questo nuovo tipo di lavoro Bini trova, in una multipolarità di visione, un suo opposto, insomma, una doppia opportunità di sviluppo creativo. Indipendentemente dalla complessità del lavoro e dai colori scelti, l’artista torna alle nozioni di paesaggio (figurale) e al suo periodo di lavoro a Città del Capo, dialogando contemporaneamente con le sue linee di orizzonte, fino alla complessa multi-stratificazione presente nelle opere come Good morning Cape Town o Grande Eden per poi passare alla raffinata texture di Nastri (Tapes) o a Reflex 2. Questo corpo di lavori è una evidente testimonianza di come egli, mediante i distanti processi immaginativi, si preoccupa di organizzare l’immagine a livello spaziale, in una autentica riappropriazione del “sentire”.

Emma Vandermerwe

English version

Al di là del quadro/ Beyond the Painting the new solo exhibition of artworks by Paolo Bini at Everard Read Gallery Cape Town acts here as both a descriptive term and a metaphorical intent by the artist. Encompassing not only the history Bini’s working methodologies and sensibilities,  this new body of work equally illustrates his desires and ambitions to further challenge the traditional notions of colour and surface, which ‘ we cannot touch or contain’.Poignantly this is embodied in a focal artwork of the exhibition Elios- the densely coloured sculptural ring installed protruding from the wall. This artworks’ duplicity as both a sculpture and a painting is amplified to its fullest potential. The audience soon realises that in addition to the surface conversations there are shadows cast from the form onto the wall. These are not only offered as the silhouette of the object itself (a black circular shadow) but there is a ‘2nd shadow’ – the reflection of the bright yellow verso painting on the white wall. It is these desires to address the concepts of the ‘reflections of light and colour’ and ‘one’s immersion in the surface of an artwork’, and even to capture the ‘unobtainable on the surface’ that lies at the heart of Bini’s intuitive responses and hence his practice in his unique language of acrylic on paper tape.. This is a projection for the artist of himself both physically and emotionally into the present moment. By constructing vibrant and multilayered objects Bini’s surfaces serve to engage the viewer to inspect and become saturated (both literally and emotively) in his meditations.  Leggera apparizione (Light appears) and Volume introspective (introspective Volume) for example are surfaces that act as fluid forms, which experiment with reflections seemingly having no endings and no beginnings. Bini’s smaller Reflex series continues to vibrate through materiality and colour this endlessness, and also miraculously convey a very real sense of  being given a glimpse of an infinite South African oceans. Regardless of the complexity of the work or the colours chosen the artist returns back to the notions of landscape and that which he observes around him while he stayed in Cape Town. Bini pushes the boundaries of his canvases horizon lines, from the extremes of the multi-layered and complex  Buon Giorno Cape Town (Good Morning Cape Town) and Grande Eden (Large Eden) to the pared down and refined tranquillity of Nastri (Tapes) and Monochrome Black III. This breadth of action only serves to illustrate Bini’s desire to search out and represent the intangible essences of that which he sees and feels around him each day.

Emma Vandermerwe

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