Pro-Memoria

Affrontare temi come quelli legati alla memoria in Italia è opera dura.

La memoria in Italia è un tema scabroso, troppo spesso influenzato da strumentalizzazioni politiche e partitiche abbastanza miopi, che privano dei fasti dovuti la Dea Mnemosyne..

E per capirlo non serve scomodare le immagini delle tragedie della storia, né le guerre né le migrazioni,  né l’Olocausto o le dittature, basta leggere l’atteggiamento che si va diffondendo sull’onda del mefitico progetto denominato Grande Brera, dove il Paesaggio Culturale è azzerato e ammutolito in favore di una banale Gentrification col pretesto di valorizzare ovvero privatizzare un Bene Comune.

Senza dimenticare che abbiamo anche noi in Italia molte istituzioni di tipo repressivo e carcerario, concentrazionarie, dotate di filo spinato a salvaguardia di interessi cosiddetti maggiori.

Nella performance i riferimenti diretti alla figura mitologica sono presenti con un tableau vivant che personifica la figura di Mnemosyne nella rappresentazione di Dante Gabriele Rossetti, che è impersonata da: Jessica Papaveri

Come anche sono numerosi i richiami al cinema contemporaneo, basti pensare a La Nube di Solana, o a Blindness-cecità di  Fernando Meirelles tratto dal celebre romanzo di Saramago mentre poco a che vedere con Reverse a Time Square del 2013 del gruppo statunitense Improve Everywhere, salvo per i riferimenti alla filosofia greca classica.

Figure che camminano indietro o poggiate le une alle altre, marcette militaresche e carnevalesche persone cieche in quanto hanno perso la vista come stigma dell’incapacità di cogliere, di percepire, di elaborare e comprendere la complessità del reale. Le masse, perchè di masse parliamo, procedono, indietreggiano cadono alcuni si rialzano e riprendono il  percorso, un percorso senza senso che come a Terezin, li condurrà alla morte.

Nicoletta Braga, anche in questa occasione organizza il lavoro con stilemi propri consolidati nel suo percorso artistico e didattico come già avvenuto in Arquetipos Imaginarios y Mitos alla Biennale di Venezia 2008 Padiglione del Venezuela o alla Galleria Amy-D di Milano con Global Project Frame/3 per la Giornata della Memoria 2012. La performance mette in luce la tragedia dell’uomo, lo spettatore partecipa all’azione, il gioco di sguardi crea spazi, tempi, memorie. I performer sono ora spettatori.  E guardano i presenti negli occhi, e li interrogano con una geometria di sguardi che non lascia adito a tante interpretazioni. Il ribaltamento del cono prospettico si realizza. Le istallazioni sono di: Elia Gobbi  mentre la musica dal vivo è un dono dei musicisti Ali Zarei, Behrooz Sarabi, Amir Avatefipour, Payam Majidzadeh.

Arianna Saroli

Le riprese video sono  di Luigi Guaineri, la fotografia di Lizha Beltran

ELENCO PARTECIPANTI

Jessica Papaveri, Elia Gobbi, Maddalena Ferrato,Vittoria Pisani,Yuna Park, Gloria Marsili, Emily Guida, Giulia Conti, Irina Pinelli, Dania Del Gaudio, Elia Gobbi, Letizia Huancahuari Tueros, Aeenmhr Maryam, Elmi Pietro, Evelin Mason, Alessia La Salandra, Camilla Dell’Amico, Riccardo Maschietto, Maria Sole Albertini,  Alice Ripari, Giulia Marangon, Valentina Fabbri, Tecla Annibali, Irene Gallino, Anna Maria Moglia, Marina Truglio, Giorgia Gaspari, Eun Hyun Song, Ericka Cortez, Simona Bandera, Pishraft Bentolhoda, Michela Di Crosta, Arianna Casi, Valentina Musazzi, Silvia Coletta, Lizha Beltran, Chiara Scarano, Alessia Monaco, Alice Bolis, Alice Salmaso, Alice Montagner, Daniela Aliberti, Sara Mazzoleni, Cristina Liccardo, Elisa Marchi, Rosario Cavallo, Chiara Miucci, Francesca Deiana, Valentina Melis, Laura Epifani, Claudia Sciacca, Beatrice Canavesi, Carlotta Pasino, Elena Giovannetti, Viola Lo Monaco, Silvia Mazzucchelli, Nicola Tineo, Ambra Negri, Francesca Pelagatta

Performance sonora con: Ali Zarei, Behrooz Sarabi, Amir Avatefipour, Payam Majidzadeh

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