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Quadriennale di Roma

Torna dopo otto anni la Quadriennale d’Arte al Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 13 ottobre all’8 gennaio 2017. Con il titolo “Altri tempi, altri miti” la 16° Quadriennale viene focalizzata sulle arti visive in Italia post 2000 e sviluppata attraverso una progettazione affidata ad undici curatori per dieci sezioni espositive con 99 artisti invitati e 150 opere, di cui sessanta nuove, le altre quasi tutte realizzate negli ultimi due anni. Scelta decisionale è stata quella di affidare l’intera mostra a giovani curatori, selezionati da una apposita commissione tra 38 progetti proposti.

Il titolo è ispirato alla raccolta “Un weekend postmoderno. Cronache dagli anni Ottanta” (1990) delloscrittore Pier Vittorio Tondelli (1955-1991) considerata un’opera cult, che offre una narrazione per frammenti dell’Italia attraverso una vertiginosa sarabanda di viaggi nella penisola. Analogamente, la 16a Quadriennale è concepita come una mappatura mutevole delle produzioni artistiche e culturali dell’Italia contemporanea ed è articolata in dieci sezioni espositive – affidata a un curatore (in un caso a due) – ognuna delle quali approfondisce un tema, un metodo, un’attitudine, una genealogia che connota i progetti artistici.

Rinviando al prossimo numero tutte le considerazioni critiche, pubblichiamo nell’ordine i nomi dei curatori e  degli artisti da loro proposti. Accanto ai più giovani, compaiono alcuni autori di generazioni antecedenti ma ritenuti germinativi di alcune delle ricerche espressive più interessanti oggi in atto.

Simone Ciglia e Luigia Lonardelli in I would prefernot to/Preferirei di no presentano una selezione di autori esemplificativi di un’attitudine diffusa del fare arte oggi, riconducibile a un sottrarsi, a un resistere a codificazioni identitarie e hanno scelto: Mario Airò, Rosa Barba, Massimo Bartolini, Gianfranco Baruchello, Claire Fontaine, Matteo Fato, Anna Franceschini, Chiara Fumai, Invernomuto, Cesare Pietroiusti, Nicola Samorì, Luca Trevisani, Luca Vitone. 

Michele D’Aurizio con Ehi, voi! propone la ritrattistica come linguaggio tramite cui attraversare le vicende più recenti della nostra arte, per la sua capacità di esprimere una commistione tra sfera individuale e sfera sociale e ha invitato Alessandro Agudio, Francesco Cagnin, Costanza Candeloro, Sabina Grasso, Spazio progetto Gasconade, Alberto Garutti, Massimo Grimaldi, Dario Guccio, Corrado Levi, Marcello Maloberti, Michele Manfellotto, Beatrice Marchi, Diego Marcon, Gruppo Momentum, Francesco Nazardo, Giulia Piscitelli, Carol Rama, Andrea Romano, Davide Stucchi, Patrick Tuttofuoco, Francesco Vezzoli, Italo Zuffi.

Luigi Fassi con La democrazia in America invita ad approfondire alcuni aspetti della storia dell’Italia contemporanea attraverso una rilettura del pensiero di Tocqueville con gli artisti: Alessandro Balteo-Yazbeck, Nicolò Degiorgis, Gianluca e Massimiliano De4 Serio, Adelita Husni-Bey, Renato Leotta.

Simone Frangi in Orestiade italiana volge lo sguardo al contesto del nostro Paese nei suoi versanti culturale, politico, economico, con  una riscrittura analogica e corale di alcuni nuclei di un lavoro filmico di Pasolini. Gli artisti: Riccardo Arena, Blauer Hase, Danilo Correale, Curandi-Katz on Masako Matsushita, Nicolò Degiorgis, Alessandra Ferrini, Francesco Fonassi, Invernomuto, Maria Iorio e Raphael Cuomo, Vincenzo Latronico e Armin Linke, Giovanni Morbin, Giulio Squillacciotti e Camilla Insom, Carlo Gabriele Tribbioli e Federico Lodoli, Diego Tonus.

Luca Lo Pinto in A occhi chiusi, gli occhi sono straordinariamente aperti sonda i temi del tempo, dell’identità, della memoria, letti in continua metamorfosi all’interno della relazione tra il singolo e la collettività attraverso le opere di: Giorgio Andreotta Calò, Roberto Cuoghi, Ra di Martino, Martino Gamper, Nicola Martini, Stargate (aka Lorenzo Senni), Emilio Villa. 

Matteo Lucchetti in De Rerum Rurale pone al centro dell’attenzione la ruralità come spazio reale e speculativo nel quale descrivere e re-immaginare il sistema di relazioni tra ambiente naturale e antropizzato, anche nella sua profondità storica. Lucchetti ha invitato Nico Angiuli, Rossella Biscotti, Beatrice Catanzaro, Leone Contini, Michelangelo Consani, Luigi Coppola, Danilo Correale, Riccardo Giacconi e Andrea Morbio, Adelita Husni-Bey, Marzia Migliora, Moira Ricci, Anna Scalfi Eghenter, Marinella Senatore, Valentina Vetturi.

Marta Papini in Lo stato delle cose ha invitato Yuri Ancarani, Giorgia Andreotta Calò, Cristian Chironi, Adelita Husni-Bey, Elena Mazzi, Margherita Moscardini, Alberto Tadiello,  e propone un impianto in progress nel quale la rotazione di artisti molto diversi instaura uno spazio dialettico tra le singole ricerche e tra queste e il pubblico.

Cristiana Perrella in La seconda volta individua un nucleo di autori accomunati da un interesse per l’uso di materiali densi di storie già vissute che reinterpretano in insospettabili combinazioni, secondo una poetica della trasformazione. Gli artisti invitati: Lara Favaretto, Martino Gamper, Marcello Maloberti, Alek O, Francesco Vezzoli. 

Domenico Quaranta con Cyphoria analizza l’impatto dei media digitali su vari aspetti della vita, dell’esperienza, dell’immaginazione e del racconto con gli artisti: Collettivo Alterazioni Video, Enrico Boccioletti, Mara Oscar Cassiani, Paolo Cirio, Roberto Fassone, Giovanni Fredi, Elisa Giardina Papa, Kamilia Kard, Eva e Franco Mattes, Simone Monsi, Quayola, Federico Solmi, Marco Strappato, Natalia Trejbalova.

Denis Viva in Periferiche individua nel policentrismo un’originale condizione strutturale del nostro territorio che permea anche la nostra cultura visiva. Emanuele Becheri, Paolo Gioli, Carlo Guaita, Paolo Icaro, Christiane Lohr, Maria Elisabetta Novello, Giulia Piscitelli, Michele Spanghero.

La manifestazione si arricchisce quest’anno con il “Fuori Quadriennale”, un intenso calendario di eventi legati all’arte contemporanea italiana in programma con gallerie, musei e Fondazioni.

Le immagini pubblicate sono quelle fornite dall’ufficio stampa della Quadriennale.

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Roberto Sala

Art director della rivista Segno insegna Grafica editoriale all'Accademia di Belle Arti di Brera

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