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Ai Weiwei ‘Caonima style’, Pechino

La personale versione di Ai Weiwei di ‘Gangnam style‘, il video musicale del rapper sud coreano Psy, diventato in pochissimo tempo uno dei più visti della rete, non è piaciuto alla Cina, che lo ha subito censurato, bloccandone la visione sui siti cinesi. Il popolare artista e dissidente Ai Weiwei, autore tra le altre cose dello stadio di Pechino il ‘Nido d’Uccello‘ e dei Sunflowers’ seeds alla Tate Modern di Londra, qualche giorno fa aveva girato, con l’aiuto di alcuni amici, nel giardino del suo ex-studio (abbattuto dalla autorità cinesi qualche mese fa per questioni fiscali) di Pechino, una sua versione del noto pezzo, chiamandola ironicamente ‘Caonima style’, un termine che in mandarino significa ‘erba fango cavallo’, e che foneticamente è molto simile a quella usata in gergo per esprimere un insulto rivolto alla madre. Nel video si vede il dissidente che, affiancato da due ragazze e indossando un abito nero e una camicia colorata balla sulle note del famoso pezzo, estraendo ad un certo punto dalla tasca delle manette e facendole volteggiare, con chiaro riferimento al periodo di 81 giorni di detenzione subiti per volere del governo di Pechino, ufficialmente per questioni fiscali, ma in realtà legati alla sua attività di dissidente e di contestatore dell’establishment politico cinese. E probabilmente è stata principalmente questa trovata delle manette a non andare giù alla Cina, tanto da decidere di censurare il video, visibile ora solo su Youtube (che in Cina non è accessibile a meno che non si abbia una vpn, un software cioé che consente di evitare la censura del grande fratello cinese) ma non sugli equivalenti cinesi come Youkou, sui quali pure era stato inizialmente pubblicato.

A riguardo Ai ha pubblicato un tweet, “Tutto quello che resta è un cavallo di fango ed erba” .

“In 60 anni i cinesi non hanno mai visto una scheda elettorale. Non c’è ‘istruzione per tutti, non c’è assicurazione medica, non c’è libertà di stampa, non c’è libertà di parola, non c’è libertà di informazione, non c’è libertà di vivere e muoversi dove si vuole, non c’è magistratura indipendente, non c’è nessuno controllo sull’opinione pubblica, non ci sono sindacati indipendenti, non ci sono forze armate che appartengono alla nazione, non c’è la protezione della costituzione. Tutto quello che resta è un cavallo di fango erba.”

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