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Aurelio Amendola / Casa della Memoria / Catanzaro

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Approda a Catanzaro “Roy Lichtenstein 1976”, mostra personale di Aurelio Amendola alla Casa della Memoria: diciassette scatti inediti, realizzati tra il 1976-1977, che ritraggono il maestro della Pop Art al lavoro nel suo studio.

Amendola è noto fotografo d’arte e d’artisti, che ha sensibilmente interpretato le opere di Michelangelo, Donatello, Jacopo Della Quercia, Giovanni Pisano; che ha immortalato in ritartti psicologici artisti contemporanei come Marini, De Chirico, Burri o Plessi.

Sulla stessa scia di Mulas o Abate, Amendola sceglie di confrontarsi con la poetica di altri artisti, facendone emergere non l’oggettività del pensiero, ma uno sguardo direzionato sul mondo. Attraverso il suo occhio, osserviamo Lichtenstein stendere campiture di colore freddo e piatto; osserviamo la società dei consumi degli anni Sessanta e Settanta, resa “oggetto estetico” dal taglio fumettistico dei suoi lavori. Ammiriamo la citazione nadariana – di Amendola – che immortala il soggetto in posa, carpendone l’espressione più intima.

In questi scatti vengono colte le due anime di Lichtenstein – e forse dell’arte americana tout court – che all’innovazione del linguaggio pittorico, all’utilizzo dell’oggetto pop nella pratica dell’arte, accosta lo studio dei temi, dei soggetti e delle scelte formali delle avanguardie storiche europee (e non solo). Difatti in molti lavori è esplicito il rimando a Picasso e a Matisse, a cui l’artista americano faceva riferimento.

La mostra promossa ed organizzata nell’ambito della programmazione artistica dalla Fondazione Rotella, in collaborazione con la Fondazione Guglielmo, ha la curatela di Marco Meneguzzo e sarà fruibile sino al 30 dicembre.

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