home Recensioni D’Après2, gli artisti si mettono allo specchio. A San Severino Marche un dialogo tra passato e presente

D’Après2, gli artisti si mettono allo specchio. A San Severino Marche un dialogo tra passato e presente

Con il patrocinio del Comune e del Consolato generale del Perù, l’esposizione presenta le opere di sei artisti, Alberto Cespi, Adriano Crocenzi, Paolo Gobbi, Sandro Pierucci, Shura Oyarce Yuzzelli e Andrew Smith, che dialogano tra produzioni recenti e lavori storici. D’Après2 rappresenta, infatti, la prosecuzione di un progetto avviato lo scorso anno che, in questa seconda edizione, ancora una volta con la curatela e i testi di Antonio Mercuri (noto e raffinato collezionista di Tolentino), vede il gruppo dei partecipanti ampliarsi, con l’ingresso dello scultore britannico Andy Smith e dell’artista di origine peruviana Shura Oyarce Yuzzelli (da un ventennio residente a San Severino). Pluralità di linguaggi e di ricerche maggiori per una più ampia ricognizione sull’arte di questi maestri, uniti qui dal riferimento al concetto di d’après, ancora una volta il modo più autentico attraverso cui presentare lavori inediti. Un’idea interessante attraverso la quale i sei artisti 

si confrontano con il proprio passato: non per ripeterlo, ma per rileggerlo, rielaborarlo e restituirgli nuova vitalità. Dal francese “tratto da” con il concetto di d’après gli artisti in quest’ottica, infatti non realizzano una semplice copia di sé, ma si mettono letteralmente allo specchio. L’opera diventa così un’indagine introspettiva, un autoritratto concettuale o dietro cui l’autore svela il proprio mondo interiore. Alberto Cespi propone metodici paesaggi astratto-informali attraverso l’incisione, mentre Adriano Crocenzi sperimenta con tele policrome, sculture da scarti e oreficeria. Paolo Gobbi e Shura Oyarce Yuzzelli indagano il legame temporale tra ieri e oggi, il primo tramite assemblaggi geometrici di cartone stratificato dove si avverte un dialogo, fatto di continuità e fratture, tra questi nuovi lavori e una sua opera degli anni Ottanta, e la seconda integrando l’arte tessile peruviana a sfumature cromatiche che esaltano la materia. Sandro Pierucci riduce le dimensioni delle tele omaggiando L’Iliade con acrilici e sanguigna, e infine Andrew Smith, scolpisce direttamente la pietra alternando superfici grezze a forme morbide. Il curatore Antonio Mercuri unisce così percorsi e linguaggi differenti in un fecondo dialogo tra forme, stili e continui richiami storici.

Fino al 2 agosto
giovedì e venerdì 16.30 – 19.30
sabato e domenica 10.30 – 12.30, 16.30 – 19.30.

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