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Il cantore e saltatore

Il suo discografico l’aveva richiamato e gli  aveva fatto una piccola ramanzina per la traccia che non aveva ancora ricevuto. 

Aveva avuto l’idea di mettere il tascam davanti la porta-finestra per guardare fuori e avere quel respiro-mentale di cui avevo bisogno. 

Non avevo voce, cosa canto?

Potrei imitare quella cagna morente, che ha deciso di riprodursi e va due giorni su tre a vedere se c’è in Banca (veterinaria) qualche nuovo mastino-donatore.

Vuole una cagna con un colore particolare di pelo e ogni volta che viene, accompagnata da Irine,mi porta il catalogo con le varie sfumature e me le fa vedere.

Mai una volta che si decidesse, ma parlare delle cagne in calore e desiderose di prole sarebbe come parlare  della metà  di popolazione interessata al canto, alla riproduzione del canto.

Di me lo so, dicono che sono un trapper, uno che vuole mettersi in mostra a tutti i costi, ma il mio sperma dopo che l’ho fatto fecondare invece di mandarlo al centro nascita educazione statale ho preferito crescermelo-io e donarlo, con più di una traccia, al discografico. 

Dal mio  vinile è nata una bellissima suite color mediterraneo con due splendidi assolo di voce e sassofono contralto. 

Ma, basta divagare, niente da fare oggi non ho voglia di cantare, meglio uscire un po’, apro la finestra e faccio un volo fuori casa: … 

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