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IT´S NOT FOR YOU. A Bologna la mostra che non è per tutti.

L´emblematico titolo IT’S NOT FOR YOU suggerisce una mostra un po´ “di nicchia”, una mostra che ha provocatoriamente rinunciato alla sua classica inaugurazione durante i giorni di Arte Fiera per dare spazio al fascino di una collezione intima e, a tratti, segreta. L´esposizione si propone come un connubio di opere di artisti italiani e stranieri di svariate generazioni che, ognuno a proprio modo, hanno contribuito ad arricchire la scena sperimentale dell´arte contemporanea dell´ultimo cinquantennio.

Si viene subito accolti da una successione di scatti dalle atmosfere sogneggianti dell´esimio fotografo del paesaggio italiano Luigi Ghirri a sinistra, e da tre inconfondibili stampe del maestro della deformazione e contorsione, Francis Bacon, a destra. A dividere questi due blocchi di opere c´è Campana Silencio (Big), la campana che si è invitati a suonare quando si è in cerca di quiete, seguita a sua volta da un penzolante abito sacerdotale dell´artista austriaco Hermann Nitsch che, come di sua artistica consuetudine, utilizza schizzi dal color rosso sangue per rappresentare l´intrinseca contraddizione tra il sacro e il profano.

Non mancano neppure gli esponenti del movimento Fluxus: il danese Eric Andersen con Crying stone, altro oggetto funzionale della collezione, nonché una scatola in legno contenente una pietra ovale di marmo da portare con sé quando si vuole piangere, il tedesco Konrad Balder Schäuffelen con una scultura composta da una serie triangoli incastrati tra di loro, e il giapponese Yoshi Wada con il suo tipico strumento musicale in metallo, il “corno-pipa”.
A continuare questa combinazione intrigante di opere sperimentali ci sono i lavori di Emilio Prini e di Gino De Dominicis costituite a loro volta da una busta da lettere e una piantina di un progetto di una mostra (entrambe scarabocchiate dall’artista) e da una fotografia in bianco e nero raffigurante una fontana con al margine una forma gialla che sembra evocare l’aspetto di una indubbia figura umana.

Seguono l´artista romana Elisabetta Benassi con uno scatto che incita alla riflessione sulla condizione e identità dell´uomo e sul rapporto di quest´ultimo in relazione al passato, e Lucia Lamberti con i suoi Luft, dipinti di dirigibili che richiamano alla contemplazione dell´interiorità e della memoria individuale. Facendo un ulteriore salto generazionale si approda sulla giovane artista Elena Hamerski con La pittura è bellissima, installazione video e rispettivi adesivi per celebrare l´importanza della pittura e un´altra sua opera che vede la partecipazione del fotografo Stefano Stagni, entrambi protagonisti delle due suggestive fotografie in cui vengono immortalati in una posa tipicamente rinascimentale.

A concludere la mostra ci sono altre due personalità di spicco dello Studio Cloud 4: l´artista, curatore e scrittore Stefano W. Pasquini e l´artista e professore Giovanni Mundula. Il primo ci alletta con UP1407 (Moon) e UP1604 (Moon), due omaggi alla romantica luna di Ariosto dove si raccolgono tutte le cose che si perdono sulla Terra, il secondo invece con Non avrà fine 2014-2016_Romania, una delle opere del suo ambizioso progetto, porta a termine il coinvolgente percorso espositivo che, mai banalmente, racconta il differente cimentarsi di differenti generazioni di artisti nella spesso banale quotidianità.La mostra collettiva curata da Tiberio Cattelani e M. Letizia Paiato è una mostra per tutti!!!

IT´S NOT FOR YOU. A Bologna la mostra che non è per tutti.
Studio Cloud 4, Bologna – fino al

 

 

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