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Le 7 mostre di FRUIT

Le mostre organizzate per la quarta edizione di Fruit Exhibition sono ben sette. A partire da Giovedì 28 gennaio, infatti, Fruit si prepara all’apertura della sua quarta edizione con due interessanti eventi off site.

Il primo, realizzato grazie alla sinergia tra Fruit Exhibition e Spazio&, ospita la mostra di Pasquale de Sensi, Tiny Traps, che si inaugurerà alle h. 19.30 in via Guerrazzi 1. La mostra, curata da Nicoletta Vittorino, presenta una selezione di lavori grafici e collage di piccole e medie dimensioni dell’artista. Il titolo della mostra Tiny Traps “piccole trappole” si riferisce ai suoi collage come “trappole semantiche”, infatti le immagini funzionano come traps perché la loro struttura compositiva è ordinata, quindi incoraggia la ricerca di un senso, ma in un secondo tempo questo tentativo di interpretazione si ritrova disperso e moltiplicato fra i vari simboli e le loro relazioni.

Il secondo evento che anticipa il festival è l’inaugurazione alle ore 19.00 presso Senape Vivaio Urbano, della mostra Paesaggi/ Landscapes in collaborazione con Calligraphie. La mostra nasce sulla scia dell’indagine sul paesaggio che ha interessato le pagine del numero di ottobre della rivista Edel, semestrale di arti e letterature contemporanee, edita da Calligraphie. La mostra intende evidenziare, attraverso le opere di Paolo Buzzi e Claudio Ballestracci, la stretta relazione tra soggetto e territorio e l’impossibilità di scindere qualunque scenario dalla presenza umana. Il titolo “Paesaggi / Landscapes” è inteso proprio a sottolineare questa connessione, nel momento in cui il termine ‘landascape’ precisa la dimensione culturale, soggettiva, plasmatrice che si innesta allo spazio di natura.

Le mostre rimarranno aperte al pubblico fino al 26 febbraio 2016.

Il 29 gennaio 2016, la quarta edizione di Fruit Exhibition aprirà ufficialmente le porte al pubblico e, dalle ore 17.00 e per tutto il weekend, sarà possibile immergersi nei diversi percorsi espositivi creati nelle sale di Palazzo Re Enzo.

Le notti di Tino di Bagdad, a cura di Fabiola Naldi, é una delle mostre presenti all’interno delle sale del Palazzo. L’opera transmediale riproduce e racconta l’esperimento di arte pubblica condotto da ConiglioViola avente come punto di partenza l’opera letteraria: “Le notti di Tino di Baghdad” della poetessa espressionista tedesca Else Lasker-Schüler. Nella sua rielaborazione, ConiglioViola lacera la trama del racconto per ricavare ventisei incisioni su rame, ognuna delle quali rappresentante un episodio della storia di Tino, principessa e poetessa d’Arabia. Le tavole, stampate su manifesti di grande formato, saranno esposte nelle varie sale di Palazzo Re Enzo e fruibili in realtà aumentata. Oltre ai manifesti, saranno in esposizione una serie di piccoli ligthbox con cornice in cemento e, all’interno della fiera, ConiglioViola presenterà il libro d’artista, in edizione limitata, che raccoglie tutte e ventisei le tavole illustrate del progetto, anch’esso fruibile in realtà aumentata scaricando gratuitamente l’app. TINO dal sito http://www.tinobagdad.com/

Anche la Cappella Tremlett il 29 gennaio alle ore 17.00 vestirà gli abiti di Fruit Exhibition: Angelo Bellobono vi presenterà tre inediti libri d’artista che inaugurano il ciclo di lavori Moving Borders. La mostra, a cura di Elisa del Prete, intende mettere in relazione le due piattaforme interdisciplinari a cui l’artista ha dato vita negli ultimi due anni Atla(s)now e Before me and after my time, la prima lavorando con le comunità Amazigh delle montagne dell’Atlante in Marocco, la seconda con i nativi americani sugli Appalachi in Nord America. In questa serie di lavori Bellobono si trova a rispondere ad un suo stato attuale, che lo vede nomade e radicato al tempo stesso. Si tratta di un ciclo di libri d’artista in cui protagonista è senza dubbio la pittura, una pratica con cui l’artista si confronta da anni e che diventa qui necessaria compagna di pensieri nel suo ultimo girovagare per luoghi, culture e tempi diversi.

ConiglioViola, Le notti di Tino di Bagdad e Angelo Bellobono, Moving Borders, saranno visitabili dal pubblico dal 29 al 31 gennaio 2016 presso gli spazi di Palazzo Re Enzo e rientrano nell’ambito di ART CITY Bologna 2016.

Nelle sale di Palazzo Re Enzo, durante il weekend di Fruit, sarà inoltre possibile visitare la mostra Alter-Ego dell’artista Gaia Bernasconi (del collettivo Isoì). Una serie di sculture che rappresentano le oscurità e le dimensioni interiori dell’animo umano e che prendono forma con le sembianze di animali fantastici e indefiniti, capaci di popolare un mondo parallelo in cui immergersi.

Una delle principali “mission” di Fruit è offrire un focus sulla professione del creativo, nel tentativo di dare vita ad un momento di riscatto e di analisi di tale mestiere. Prima ancora del mestiere, tuttavia, viene l’accademia, luogo dove i talenti vengono coltivati e hanno modo di sbocciare.

Da questo presupposto nasce quindi l’idea di dare spazio ai giovani dedicando uno spazio alle scuole d’arte, nazionali ed internazionali. Dai laboratori dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, in collaborazione con Casagallery Itinerante e con la direzione artistica di Barbara Ceciliato e Claudio Rosi, verranno presentate al pubblico le opere di ROTOLI a più MANI a modo nostro, ovvero rotoli di carta di vario tipo e dimensione che raccontano una full immersion nella forma e nella materia, nell’azione del disegnare col metodo della condivisione ravvicinata, quasi compulsiva.

Dalla Ecole Supérieure d’Arts & Médias de Caen/Cherbourg (Francia), invece, saranno esposte le opere degli studenti del corso di laurea in Media Arts (Editions) e, sotto la guida di Thierry Weyd, organizzatori del festival Impressions Multiples.

Infine, a completare gli eventi espositivi, il pubblico di Palazzo Re Enzo potrà visitare Dioramology, realizzata da Diorama Magazine. Il diorama, strumento con il quale, grazie ad uno spiraglio, l’osservatore può scoprire nuovi mondi attraverso caleidoscopiche prospettive. Dal 2011, Diorama Magazine ricrea il meccanismo ottocentesco in una produzione editoriale e curatoriale indipendente, attiva online ed offline. Dioramology è una “wunderkammer” di stampe ed oggetti, produzioni ed ispirazioni che hanno caratterizzato il progetto nei suoi cinque anni di attività.

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