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Maria Grazia Maiorino

Ammazzare il tempo: con quali armi?

Ho sempre pensato che il tempo sia un bene troppo prezioso per poter anche solo immaginare di ammazzarlo! Viverlo invece, pienamente, nei momenti di essere (come li chiama Virginia Woolf) e anche in quelli di non essere, facendosi accompagnare e consolare da presenze amiche: per me i libri, un foglio bianco, una musica … Cose che puoi portare ovunque, e che possono aiutarti a spezzare sbarre e ossessioni.

“Da qui all’eternità”: è un lungo viaggio, in quale stazione fermarsi?

Più che come una strada ferrata vedo il viaggio delle nostre vite come un fluire, un fiume che è sempre lo stesso e non è mai uguale. Infinito succedersi di hic et nunc: se siamo presenti a noi stessi, momento per momento, è già qui l’eternità. 

Scrive Montale: “…..L’attesa è lunga, il mio sogno di te non è finito”. Ma i sogni finiscono? O si interrompono?

I sogni, soprattutto i sogni dell’amore e dell’amicizia, che includono la risposta dell’Altro, si interrompono continuamente, purtroppo. Ma se siamo capaci di sognare – di più, se consideriamo il sogno come una parte essenziale della nostra esistenza, allora i sogni non finiscono mai. Come le stelle. Essi sono le nostre stelle fisse.

“Sarei inarrestabile se solo riuscissi a incominciare”: quali pronostici per il “quando”?

All’alba. Quando il risveglio è un tuffo nella luce. Quando ci sono mattini incontenibili e un cuore d’infanzia pronto ad assorbire tutto.

Ieri, oggi, domani: un labirinto dove perdersi o ritrovarsi?

Per i miei labirinti vale il filo d’Arianna della memoria: raccontarmi, ritrovando ogni volta il tempo perduto, con lo sguardo di un presente che dia possibilità e speranza al futuro.

Che cosa fischietti a tempo perso?

e fa che i suoi capelli / siano sempre più lunghi / perché solo così / è più bella che mai

Un giornalista ha chiesto in una intervista a John Lennon: prevedi un tempo in cui andrai in pensione? Le leggende non vanno mai in pensione, o no?

Uno spirito libero e creativo non va mai in pensione (anche se non è una leggenda!).

Ogni “sabato del villaggio” allude a delle aspettative: quali sono le tue, quelle che reputi migliori?

Più che di aspettative parlerei di attese. L’attesa è un arco che si tende, un esercizio d’amore inconsumato, purché impariamo a vuotare la mente e il cuore per accogliere quello che ci sorprende e ci trascende. Provo a sintetizzare con la poesia semplice di un haiku: Vivere con Te / la mia storia d’amore / essere attesa.

Nell’Eclipse, dei Pink Floyd, il testo “it’s all dark” non prevede l’attesa di un’alba, di un lato illuminato della luna. È solo un’illusione?

Un altro haiku? Comprendo in Te / la mia diversità / a Te la dono.

Maria Grazia Maiorino