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Matisse la figura. La forza della linea, l’emozione del colore

Fauves è il termine coniato dal critico Louis Vauxcelles al Salon d’Automne del 1905, a descrizione di alcuni dipinti dalla forte intensità cromatica, che è valso quale etichetta nella storia dell’arte per quel gruppo di artisti, che all’alba del XX secolo furono legati da una pratica comune e da un particolare interesse per il colore. Capofila fu il genio di Matisse, la cui personale interpretazione del colore, fu ritmata da una continua ricerca di equilibrio interiore, da accordi luminosi e dalla semplificazione d’idee e di forme figurative. Ad affascinarlo fu soprattutto la rappresentazione della figura, in particolare quella femminile, ed è proprio questo il tema attorno a cui è incentrata la mostra Matisse la Figura. La forza della linea, l’emozione del colore in corso a Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Il percorso espositivo ripercorre il cammino della sua creatività e al tempo stesso, mette in luce le strette relazioni della sua produzione pittorica, scultorea e disegnativa.
 La rassegna, promossa dalla Fondazione Ferrara Arte, curata da Isabelle Monod-Fontaine, già vicedirettrice del Centre Pompidou e studiosa di Matisse riconosciuta in ambito internazionale, propone una selezione di opere fra dipinti, lavori di grafica e di scultura, provenienti da musei e collezioni private di ogni parte del mondo. Fra queste spicca l’Autoritratto del 1900 prestato dal Centre Pompidou di Parigi e il Ritratto di André Derain del 1905 della Tate di Londra. Ancora, La serpentina, splendida scultura in bronzo del 1909 e la tela Nudo con sciarpa bianca, entrambe opere provenienti dallo Statens Museum for Kunst di Copenaghen e la Bagnante del MoMA, lavori che costituiscono uno dei più alti raggiungimenti matissiani nell’arabesco fluttuante dei corpi. La figura femminile è al centro della sua produzione soprattutto negli anni che precedono il primo conflitto mondiale. Il piacere di ritratte la modella e la sua essenza si rintraccia nelle effigi di Laurette con il loro fascino misterioso. Si vedano ad esempio Le due sorelle del 1917 del Denver Art Museum e il Nudo seduto di spalle realizzato all’incirca nel 1917, conservato al Museum of Art di Philadelphia. Il percorso continua con una carrellata di  capolavori e chiudono la mostra gli interni d’atelier, dai toni vividi e squillanti come Giovane donna in bianco su sfondo rosso del 1946 del Musée des Beaux-Arts di Lione e Interno blu con due ragazze realizzato del 1947 conservato al Museum of Art dell’ Università di Iowa. In mostra anche il celebre libro Jazz del 1943-47. Matisse la figura. 
La forza della linea, l’emozione del colore
 rimarrà aperta al pubblico fino al 15 giugno 2014.

Info:
Ufficio Informazioni e prenotazioni Mostre e Musei. 
Tel 0532.244949; Fax 0532.203064; e-mail: diamanti@comune.fe.it

Ufficio stampa
Studio ESSECI di Sergio Campagnolo
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