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Matteo Fato. Il presentimento di altre possibilità

Tre anni di ricerca ha richiesto il meticoloso progetto di Matteo Fato, una personale che rende omaggio al maestro Francesco Messina.

Il presentimento di altre possibilità è un progetto di mostra che si inserisce nello Studio Museo tra le opere permanenti dello scultore siciliano, dialogando con esse, lasciando intendere l’eventualità di ulteriori significati e ponendosi in connessione con loro.

Una prima antologica per Matteo Fato, curata da Sabino Frassà, in cui il percorso artistico viene ripreso dall’artista stesso che reinterpreta, per l’occasione, opere risalenti la sua formazione accademica. Tali lavori si inseriscono nelle sale come elemento di continuità, in cui è possibile individuare il leitmotiv della sua ricerca: il busto come forma di autoritratto.

Matteo Fato trova un busto acefalo, maschile, da sarta, un fortunato incontro che diventa la sua ossessione, cifra distintiva del suo lavoro pittorico, già dal 2005. Per l’artista l’autoritratto è una sintesi tra la visione che hanno gli altri di noi e la visione che abbiamo di noi stessi. Negli spazi del museo i suoi autoritratti dialogano; dalla grande tela che ci appare non appena attraversiamo l’ingresso, fino a prendere forma tridimensionale al quarto piano dello Studio Museo.

La tela presenta un busto maschile nell’atto di sorreggere una grossa tavolozza, la stessa che viene utilizzata dall’artista per la creazione dei suoi lavori. Proseguendo al quarto piano, la pittura si fa corpo divenendo un busto ligneo sovradimensionato con una testa che, più che volto, è materia grigia, composta da denso colore ad olio ormai solidificato. Le opere mostrano come nella sua poetica l’autoritratto neghi ogni forma di rappresentazione della propria, reale, fisionomia. Qui propone, per la prima volta, la sintesi tra la tesi e l’antitesi del suo lavoro con il Ritratto di un Autoritratto di Messina, un omaggio al maestro la cui figura era stata finora assente nel suo Studio.

I soggetti, estraniati da qualunque contesto e sospesi in un tempo indefinito, sottolineano la ricerca di essenzialità in cui l’antico stabilisce connessioni con il moderno. Così come la semplicità del legno che utilizza, un linguaggio minimalista in cui il supporto e contenitore dell’opera, diviene contenuto.

Il presentimento di altre possibilità, Civico museo-studio Francesco Messina.

Via S. Sisto 6, Milano

Mostra chiusa il 23 giugno 2019