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Montecristo Project presenta Tonino Casula

Sottili linee alternate bianche e nere ripetute all’infinito sulla parete catturano il mio sguardo, invitandomi ad entrare nell’esigua sala di una delle molteplici gallerie che sorgono nei pressi di Piazza Farnese: COLLI Indipendent.

Davanti ai miei occhi un progetto genuino e inconsueto poiché mira a far riflettere sui molteplici ruoli esistenti nel settore dell’arte (curatore, artista, pubblico/critica), sul loro possibile scambio e sul concetto di fruizione di un evento artistico. La citata art gallery capitolina propone, fino al 15 dicembre, una mostra su Tonino Casula promossa da Montecristo Project, collettivo composto dagli artisti Enrico Piras e Alessandro Sau e da altri creativi invitati a partecipare di volta in volta.

Diretta conseguenza di Occhio Riflesso, fase in cui Piras e Sau indagavano sulle modalità di fruizione di una mostra, Montecristo Project riprende la precedente ricerca ma arricchendola attraverso la costruzione di un evento i cui protagonisti non sono più le loro opere ma quelle degli artisti scelti in funzione dell’interesse o della mancata attenzione, da parte del pubblico e della critica. L’appellativo dell’attuale progetto è un esplicito riferimento all’omonimo romanzo di Dumas, connessione che torna nella collocazione delle esposizioni, ideate per essere allestite su un’isola deserta ubicata al largo delle coste sarde e, più precisamente, sulla torre di osservazione spagnola del Seicento ristrutturata per scopi difensivi durante la seconda guerra mondiale. Una curiosa sede che, tuttavia, permette al duo di veicolare il contenuto della mostra solo per mezzo del materiale appositamente prodotto per tale scopo.

Attualmente lo sconosciuto territorio ospita la personale dell’artista sardo Tonino Casula, seconda mostra ideata da Montecristo Project. Classe 1931, Casula è pioniere dell’arte elettronica noto a partire dalla fine degli anni ottanta per i suoi lavori e dissertazioni in ambito artistico e semiotico. Successivamente decise di abbandonare la pittura per dedicarsi a ciò che definisce “cinema astratto”, così da perseguire una strada solitaria e radiale. Per la prima volta il collettivo sardo presenta un’esposizione visibile sia sul desolato territorio sia in una galleria istituzionale. La white cube romana ben si presta alle esigenze di ciò che viene esposto: sia per l’impatto visivo suscitato dalla parete optical, appositamente dipinta, sia per la disposizione delle fotografie. Quest’ultime, prettamente monocromatiche ed in perfetta linea con il muro sopra descritto, in parte restituiscono l’impianto espositivo prodotto nel contesto isolano e in parte offrono l’interazione tra l’opera di Tonino e quella dei giovani artisti. Mentre nel vano inferiore è visibile un’animazione video in 3D di Casula, antesignano della videoarte. Accolta dalla curatrice, Daniela Cotimbo, m’imbarco nel viaggio verso lo sconosciuto sito addentrandomi nell’analisi del curioso trio sardo: un’unica mostra esibita secondo modalità differenti, in cui le consuete coordinate di percezione, luogo e funzioni vengono messe in crisi invitando ad una loro riformulazione.

Models of display – Tonino Casula

(our most beloved techno-archaic artist)

Montecristo Project + Tonino Casula

a cura di Daniela Cotimbo

fino al 15 dicembre 2016

COLLI indipendent Art Gallery

Via di monserrato, 40 – 00186 – ROMA

+39 06 6869673; +39 3495240942

e: info@colli-indipendent.com

sito: www.colli-indipendent.com

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