home Notiziario “Sfacciati”, la grande mostra sul ritratto. A Ragusa

“Sfacciati”, la grande mostra sul ritratto. A Ragusa

Il volto è destino. E al Palazzo Zacco di Ragusa, che parla il barocco di una Sicilia lontana, il curatore Andrea Guastella ha deciso di installare una sessantina di autoritratti di artisti, dunque più di un centinaio di occhi, che, vegliando sui fruitori e su un tema carissimo alla nostra cara attualità, svela, in infinite intuizioni artistiche (nessuna fredda macchinazione tecnologica sarà mai in grado di superarle), il tepore di un’umanità sepolta. “Sfacciati”, che gira intorno alle sculture di Carmelo Cappello, è anche questo.

E oltre che da un’indagine sulle possibilità infinite dell’autoritratto, come scrive Guastella nel testo, la mostra ha origine dalla riflessione sulla mummificazione museale, legata alla contemporanea vacuità di trasformarsi in tracce, inevitabilmente trash, per chi non conosceremo nemmeno (viene da chiedersi: il futuro avrà voglia di conoscerci?), divenendo tanti narcisi che affogano dentro pozzanghere a cristalli liquidi.

“Lo dicevano, scherzando, i futuristi: i musei sono il cimitero dell’arte”, dichiara Andrea Guastella. “Ora, io non credo occorra abbatterli, al contrario. Come i cimiteri, hanno una funzione importante: quella di conservare la memoria. Persino un orologio rotto ha ragione, almeno due volte al giorno. Così i cimiteri, per il mese dei morti, sono strapieni di gente. Anche i musei lo sono, in occasione delle grandi mostre. Spesso, però, l’attenzione del loro pubblico rimane in superficie: si è calamitati dall’evento, e non si ha il tempo di conoscere, e di apprezzare i singoli lavori. Meglio comunque il museo del nulla. E ancora: meglio confrontarsi, come in Sfacciati, con una singola opera di questo o quell’autore, senza conoscere il contesto in cui è stata generata, che sottrarsi alla visione. Nel nostro tempo l’immagine è estremamente diffusa -i selfie-. Ma l’immagine pittorica o il disegno -e la mostra sceglie deliberatamente di accogliere solo opere di questo genere- è divergente, istilla il tarlo della diversità”.

Questi gli artisti: Giuseppe Alletto, Salvatore Aquino, Arturo Barbante, Salvo Barone, Antonio Bruno, Marco Bunetto, Momò Calascibetta, Sebastiano Caldarella, Calusca, Carmelo Candiano, Mavie Cartia, Salvo Catania Zingali, Giulio Catelli, Salvatore Chessari, Carmelo Cilia, Franco Cilia, Giuseppe Colombo, Margherita Davì, Giuseppe Diara, Salvatore Difranco, Angelo Diquattro, Angelo Distefano, Giorgio Distefano, Atanasio Giuseppe Elia, Franco Filetti, Alessandro Finocchiaro, Sergio Fiorentino, Bruna Fornaro, Franco Fratantonio, Salvatore Fratantonio, Giovanna Gennaro, Alessandra Giovannoni, Sebastiano Grasso, Angelo Guastella, Giovanni Iudice, Giovanni La Cognata, Giovanni Lissandrello, Massimo Livadiotti, Guglielmo Manenti, Sebastiano Messina, Milena Nicosia, Michele Nigro, Miriam Pace, Alida Pardo, Maurizio Pierfranceschi, Ettore Pinelli, Franco Polizzi, Francesco Rinzivillo, Giovanni Robustelli, Piero Roccasalvo Rub, Fabio Romano, Manlio Sacco, Franco Sarnari, Ruggero Savinio, Ignazio Schifano, Alfonso Siracusa, Marco Stefanucci, Paolo Strano, Luciano Vadalà, Giampaolo Viola, Amir Yeke.

Nella foto: Alfonso Siracusa, “Studio per autoritratto”, olio su tela, 1987.

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